Monti – Vaticano, storia di un’idillio

31/12/2012 di Luca Tritto

Mario Monti e Papa Ratzinger“Salire in politica”, un’espressione che ha portato l’Osservatore Romano, quotidiano legato alla Santa Sede, a dichiarare pubblicamente l’apprezzamento e l’appoggio delle gerarchie della Chiesa al Professore per le prossime elezioni 2013. È una frase che nasconde molti significati, a partire dal concetto di umiltà e rispetto verso un ambito comunque nuovo per Monti, la politica appunto, e che non passano di certo inosservati.

L’appoggio della Santa Sede è un sostegno importante per la candidatura dell’ex premier. Come primo effetto, tutta l’area cattolica centrista sarà spinta ad unirsi a Monti, come del resto già si era visto. L’effetto ancora più devastante rischia di ripercuotersi sul PDL delle correnti e delle fazioni. I montiani non sono pochi e chi di loro si ispira a principi cattolici, come i membri di Comunione e Liberazione, che è uno dei pilastri di Berlusconi, sono tentati dalle sirene della grande coalizione.

Raramente, nella Seconda Repubblica, si era visto un impegno così dichiarato e sbandierato da parte del Vaticano verso uno schieramento politico. Di certo Berlusconi, tra guai personali e di governo, aveva alienato da sé il favore degli ecclesiastici, e c’è stato bisogno del miglior Gianni Letta di sempre, Gentiluomo di Sua Santità, la vera eminenza dei rapporti Oltretevere, ad arginare il malcontento. Oggi, invece, Letta non sembra godere della medesima influenza di quando era sottosegretario. Infatti, dalla sua, il Professor Monti può contare su solide alleanze tra i cattolici, e per svariati motivi.

Innanzitutto, la formazione del suo governo tecnico, dovendosi basare su una maggioranza anomala, ha avuto come collante l’unità dei moderati, che tradotto in linguaggio politico italiano vuol dire appoggio in gran parte dei cattolici. E quale miglior modo di attirare consensi se non affidando i dicasteri a professori della Cattolica? A dire il vero, il colpo migliore è stato l’ingresso nella squadra di governo di Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, che a dispetto del ministero senza portafoglio, è stato uno dei pilastri di Monti, soprattutto per i rapporti con il Vaticano, vista l’importanza del personaggio, considerato uno dei migliori “eroi” al mondo per qualità e attività svolte con la sua organizzazione. Un altro dei “collanti” nei rapporti Monti- Vaticano è il vice-segretario generale di Palazzo Chigi Federico Toniato, considerato molto vicino alle alte sfere ecclesiali.  Un caso a parte è stato il dibattito sull’esenzione dell’IMU sui beni della Chiesa che, per come si è concluso, non ha potuto che incrementare le simpatie verso Monti.

Ciò che stupisce, infine, è che dopo lo scandalo Vatileaks, conclusosi con la grazia concessa a Paolo Gabriele da parte di Sua Santità Benedetto XVI, sembra essersi attenuato lo scontro tra le eminenze porporate, ossia il Segretario di Stato Cardinale Tarcisio Bertone, al centro del libro “Sua Santità” di Gianluigi Nuzzi e basato sulle rivelazioni di Gabriele, e il suo “rivale” il Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. A tal proposito, però, c’è da fare una piccola ma fondamentale precisazione: entrambi hanno dato appoggio unanime a Monti (unico e ultimo baluardo è il Cardinale Camillo Ruini, che ancora spera in Berlusconi), eppure dopo le polemiche dell’ultimo anno è una coincidenza fin troppo particolare. Infatti, e non tutti lo sanno, nella Legge di Stabilità approvata dal Governo tecnico, sono previsti dei finanziamenti alle strutture mediche che rientrano sotto l’influenza dei porporati sopracitati, ossia il Gaslini e il Bambin Gesù.

Non si può assolutamente pensare che sia questo il motivo, ma di certo l’appoggio Vaticano costa in termini politici. E sebbene per una volta la Chiesa si sia schierata, bisogna ragionare su un punto: è normale che un’ istituzione religiosa possa avere così tanta voce in capitolo in un Paese laico? Non si vuole criticare coloro che si ispirano a principi cattolici, anzi è un bene per la democrazia. Tuttavia, bisognerebbe soffermarsi a ragionare su quale sia l’effettivo peso della Curia Romana (non la Chiesa Cattolica in sé) sui politici italiani. Nonostante ciò, siamo sempre noi cittadini a votare, e possiamo sempre decidere chi scegliere per rappresentarci, e da questo punto di vista è anzi un bene che si sappia chi appoggia chi, in modo da avere un panorama chiaro degli schieramenti politici in vista di queste fatidiche elezioni.

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Luca Tritto

Calabrese di Paola (CS), è nato il 7/11/1988. Dopo il liceo linguistico, si laurea nel 2011 in Studi internazionali alla “Cesare Alfieri” di Firenze, con una tesi sull’UE e la criminalità organizzata. Sin dai tempi della scuola si interessa di analisi politica e si appassiona allo studio di realtà criminali. Amante di storia e attualità della Chiesa Cattolica, si è laureato con 110/110 e lode in studi in Relazioni Internazionali presso la Luiss Guido Carli, con una tesi sulle normative antimafia di Italia e U.S.A. Collabora con "Redazione UniCal" , rivista del Centro di documentazione e ricerca sul fenomeno mafioso dell'Università della Calabria ed è responsabile dell'area Giustizia e Antimafia del think tank Cultura Democratica.
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