Monti sì, Monti no

16/12/2012 di Federico Nascimben

Chi-lavora-per-la-lista-Monti_h_partb
Mario Monti, per la prima volta, sembra confuso sul da farsi.

In questo momento, mentre scrivo, si parla di un incontro fra l’attuale Presidente del Consiglio e Napolitano. In questo momento, mentre scrivo, Monti più che dividere, spacca. In questo momento  sarebbe l’unica vera grande novità sulla scena politica italiana, considerando il probabile calo di Grillo.

Forse, però, questa volta il più confuso è proprio il Professore: c’è troppa incertezza nell’aria e il chiarimento con il Capo dello Stato va in questa direzione. Ma i tempi stringono, in caso di candidatura diretta bisognerebbe presentare le firme, si dovrebbe, quindi, far presto. Dopo il “grande centro” di Casini, potremmo rivedere la “grande area dei moderati” tanto sfruttata da  Berlusconi, questa volta, però, senza il Cavaliere (?).  Sarebbe un fatto molto curioso, considerando le due personalità, completamente opposte, che si succederebbero alla guida di questo schieramento.

Certamente dire che Monti viene “tirato per la giacchetta” è leggermente eufemistico in queste ore. Infatti, sia in ambito nazionale che internazionale abbiamo avuto modo di notare quanti plausi  abbia raccolto, fin qui, il lavoro del Professore e quanti, negli ultimi giorni, lo stiano quasi supplicando di scendere incampo. Il vero problema è che in questo momento, l’eventuale candidatura di Monti “il moderato”, rischia di produrre risultati che tanto moderati non sono: spaccature in seno a PD e PDL. Il sondaggio di Mannheimer, pubblicato oggi sul Corriere, parla di una fascia trasversale composta dal 30% degli elettori che ne vede con favore una candidatura. E qui viene il problema: se scomponiamo quel 30%, notiamo che l’80% di coloro i quali si dichiarano elettori del PDL è contrario, mentre il 44% degli elettori PD è favorevole (e qui i c.d.“renziani” hanno un peso notevole). Il 61% degli elettori, comunque, sarebbe contrario ad una discesa in campo, diretta, dell’attuale Presidente del Consiglio. L’unica cosa certa è che se vi sarà davvero un impegno a 360° del Professore questi numeri cambieranno considerevolmente.

Molti giornali hanno parlato di un Berlusconi “confuso”, “indeciso”; è un giudizio con il quale non concordo, il Cavaliere, in una fase così fluida, cerca di non rimanere scoperto, e quindi gioca due carte contrapposte: la carta “Monti” e la carta “Maroni”. Due prospettive antitetiche che rappresentano una parziale soluzione alla confusione interna al partito. Alla fine dei giochi, anche questa volta, il vero sconfitto rischia di essere il PD, ed in particolare l’alleanza dei progressisti: così vicini alla vittoria, così vicini alla sconfitta. Come ci dicono i sondaggi, non è la maggioranza del partito a volere la discesa in campo del Professore, ma sono la quasi metà degli elettori che la vedrebbero con favore: è il caso opposto del PDL. Per questi motivi, Bersani lo sponsorizza come futuro Presidente della Repubblica.

Federico Nascimben

PS: lasciamo stare le ultime dichiarazioni di D’Alema, altrimenti la sconfitta rischia di diventare, nuovamente, realtà.

The following two tabs change content below.
Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
blog comments powered by Disqus