La questione Monopoli, lettera aperta al parlamento

23/08/2013 di Andrea Viscardi

Dopo la lettera inviata al Corriere da alcuni parlamentari, vorremmo segnalare un altro pericolosissimo e diseducativo "gioco". Tutto italiano

Affaire Monopoli e Parlamentari PD

Gentilissimo Presidente del Consiglio e onorevoli deputati,

ho letto con curiosità ed interesse dell’iniziativa, intrapresa da circa una decina di esponenti di una delle forze di governo, di scrivere una lettera all’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America, per invitarlo a prendere provvedimenti contro la nuova versione del gioco del Monopoli, perché diseducativa e sponsor di una finanza selvaggia e irresponsabile.

Fa piacere, in momenti come questi, vedere come qualcuno di responsabile sia ancora in grado di farsi carico di azioni di questo tipo, per ricordare a tutti quanto, a volte, un gioco possa essere ben più di un semplice momento di piacere con gli amici. Siamo tutti consapevoli di come, Napoleone Bonaparte e Attila siano stati figli di Risiko, come il fallimento della Lehman Brothers sia avvenuto perchè i dirigenti erano degli appassionati di Crack! e la malsanità sia tutta colpa dell’Allegro Chirurgo.

Vorrei segnalarvi, allora, un altro possibile bersaglio delle vostre iniziative. Un esempio che di educativo, diciamocelo, ha molto poco. I personaggi di questo gioco sono persone che dovrebbero gestire le sorti di una nazione e rappresentare i cittadini. Il problema, visto che di etica e di morale si sta parlando, è facilmente individuabile. Giusto per fare alcuni esempi, tra questi possibili personaggi vi è chi è indagato per dissipazione post-fallimentare, chi, rinviato a giudizio per corruzione, dopo aver visto il proprio reato prescritto, è stato nominato Presidente della Giunta per le Autorizzazioni della Camera, chi è stato condannato ad otto mesi per abuso edilizio, successivamente condonato, per una casa a Porto Azzurro e ancora chi è stato condannato per finanziamento illecito, istigazione a delinquere e vilipendio alla bandiera salvo poi essere indultato. Questi sono solo alcuni degli esempi delle biografie annesse ai personaggi di questo “gioco”, appare evidente quanto risultino essere assolutamente diseducativi e di cattivo esempio per tutti i giovani italiani.

Per non parlare, poi, di uno dei personaggi principali, condannato a quattro anni di reclusione e in attesa di conoscere la durata di una possibile interdizione dallo scacchiere. La cosa simpatica è che, nella versione uscita solo pochi giorni fa, tutti gli altri personaggi dovranno decidere se forse non sia il caso di concedergli un salvacondotto per prendere parte alla partita. Una discussione, già di per sé, francamente imbarazzante. A prescindere da gudizi di merito sulla condanna, un discorso di questo tipo va contro ad ogni sorta di insegnamento che una buona famiglia vorrebbe dare al proprio figlio.

Insomma, in questo gioco, molto reale e poco da tavolo, c’è di tutto. Reati finanziari, di corruzione, abusi edilizi, associazione a delinquere. Una sorta di Grand Theft Auto all’italiana. Proprio per questo sono sicuro La vostra preoccupazione potrà in pochi giorni indirizzarsi – in 78 anni di esistenza il Monopoli ha fatto molti meno danni all’Italia – anche e soprattutto verso questa questione. A parere di chi Vi scrive, qualche danno, forse, il gioco della politica – o meglio la politica presa per gioco – è stato in grado di farlo. Anche considerando come, uno dei principali cambiamenti del gioco made in Hasbro, capaci di suscitare il Vostro sdegno, sia stata la cancellazione della casella “prigione”.

Un cordiale saluto,

Andrea Viscardi

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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