Mondiale 2014: la sfortuna dell’Italia, la polemica sulla Francia e il caos della FIFA

07/12/2013 di Luca Andrea Palmieri

X come Italia – Il dado è tratto. Dall’urna X del sorteggio per i gironi del Campionato Mondiale di Calcio che si terrà in Brasile nel 2014, la pallina estratta è stata quella fatidica: “Italia”. Nella sfortuna, tra l’altro, in un certo senso siamo stati fortunati, perché finire nel girone con l’Uruguay non è la stessa cosa che dover affrontare squadre come, Brasile e Argentina fin dal primo turno. E se il Costa Rica a sua volta si può definire una pesca fortunata, altrimenti non si può dire dell’Inghilterra, che rende il nostro girone uno dei più difficili.

Il logo della FIFA
Il logo della FIFA

Spagna poco fortunata – Certo, le vie del sorteggio sono infinite, e può capitare che proprio la Spagna campione del mondo, da testa di serie, si ritrovi il girone più complesso in assoluto: dovrà infatti affrontare l’Olanda, in un immediato revival della finale di quattro anni fa. Per non parlare del Cile: la squadra di Jorge Sampaoli è considerata una delle realtà calcistiche più in crescita, grazie a una generazione d’oro di talenti come Vidal, Sanchez, Edu Vargas: non a caso il 2013 ha portato grandi risultati, come il pareggio con la stessa Spagna e una storica vittoria a Wembley contro l’Inghilterra. E pure l’Australia, ultima sorteggiata nel girone, rimane una delle squadre più forti che potessero uscire dall’urna tre, dedicata ad Asia (alla cui Federazione è iscritta) e Centro-America.

Cristiano Ronaldo per la Germania – Poco meglio è andata alla Germania, che comunque dovrà affrontare un girone duro: il Portogallo di Cristiano Ronaldo è un avversario sempre ostico, gli Stati Uniti, per quanto la squadra inizi ad avere una certa età, rimangono tra i più forti dell’urna tre, mentre il Ghana è squadra dalle grandi proprietà fisiche e sempre complicata da affrontare.

La Francia tra fortuna e polemiche – A chi è andata benissimo è la Francia: i transalpini giocheranno contro Svizzera, Ecuador e Honduras. Le polemiche nascono proprio in questo girone. I francesi infatti, qualificatesi agli spareggi con molta fatica e un gol in netto fuorigioco contro l’Ucraina, erano gli ultimi del ranking (quello stesso che ci ha condannati a non essere teste di serie) tra le squadre europee. Quindi teoricamente, essendo nove le squadre del vecchio continente  in quella fascia, per otto gironi, dovevano essere spostati nell’urna due, dove si trovavano le sei africane più il Cile. All’ultimo però la FIFA ha deciso di affidarsi alla sorte, creando la famigerata urna X da cui siamo stati sorteggiati proprio noi, insieme alle africane. Così noi avremo il piacere di trovare nei gironi Rooney, Lampard e compagni, mentre la squadra della nazione del presidente UEFA Platini ha avuto la fortuna lampante di incontrare le formazioni sulla carta più abbordabili di tutte le altre tre urne.

Il caso – L’ingiustizia La beffa è che con l’attuale ranking Fifa l’Italia sarebbe settima, ergo stabilmente tra le teste di serie, pur non avendo giocato gli spareggi mondiali (si è utilizzato il ranking di ottobre apposta per evitare che le nazionali che vi erano impegnate, come il Portogallo che ora è quinto, potessero beneficiarne). Il problema però è che, ad ogni rigor di logica, quello scontro con l’Inghilterra non ci sarebbe spettato. Con l’Olanda l’Italia è la prima delle escluse dalle teste di serie, mentre gli inglesi sono decimi. Il ranking si è utilizzato finora con estrema solerzia: giustificata, accettata da tutti e basata su tre anni di risultati. Eppure un cambio di regole dell’ultimo minuto ha fatto si che i francesi potessero usufruire di questo salvacondotto basato sul caso, nonostante il loro ranking più basso.

Joseph Blatter, presidente della FIFA dal 1998
Joseph Blatter, presidente della FIFA dal 1998

La protesta francese e l’ingiustizia italiana – Perché tutto ciò? Verso il termine delle qualificazioni mondiali, le autorità calcistiche francesi, compreso il tecnico Didier Deschamps, hanno alzato la voce: il fatto di essere state inserite in un girone con cinque squadre invece che sei, ha tolto loro la possibilità di giocare partite con un indice di rilevanza abbastanza alto, e quindi di salire nel ranking. Infatti la Fifa per determinare la classifica usa un indice di rilevanza per ogni partita, comprese le amichevoli, determinato dall’importanza della competizione e dalla difficoltà dell’avversario. I francesi hanno minacciato ricorsi per il fatto di avere due partite in meno di competizioni ufficiali, ed è sulla base di questo che sono riusciti ad arrivare ad un sistema del genere che potesse “equalizzare” il supposto svantaggio, quantomeno grazie alla buona sorte: cosa che si è puntualmente verificata. Insomma, la federazione francese ha alzato la voce con Blatter, presidente FIFA, e (complice il presidente Uefa, francese, Platini?) ha ottenuto il miglior risultato possibile. L’Italia invece, che nel ranking era ben più alta, ha finito per essere considerata in un’altra fascia, con squadre di ranking più basso, trovandosi ad avere la possibilità di affrontare squadre come Inghilterra (com’è successo), Olanda, Russia o Portogallo: squadre più forti, con tutto il rispetto, del Cile e della Costa d’Avorio, il peggio che ci poteva venire dalla fascia in cui siamo stati messi. In pratica siamo passati dalla possibilità di essere teste di serie a rischiare di dover giocare dall’inizio contro Brasile, Messico e Olanda. La nostra federazione ha alzato la voce? Ovviamente no (neanche le altre a onor del vero).

Gironi poco equilibrati – Si è così creata questa situazione che ha portato a gruppi francamente squilibrati. Ma il ranking a questo punto funziona davvero? Rimane un grosso punto interrogativo. Tra l’altro ci si sono messi gli stessi sorteggi a squilibrare il tutto. La contro-risposta che si può dare al tutto è che dopotutto anche Germania e Spagna non avranno da fare una passeggiata, pur essendo teste di serie. Ma è anche vero che gruppi come quello di Francia e Svizzera, così come quello di Colombia, Grecia, Costa d’Avorio e Giappone o quello con Belgio, Algeria, Russia e Corea, impallidiscono a livello di campionati, tradizione e stelle messe in evidenza (per quanto da Colombia e Belgio, nazionali in grande crescita, ci si aspetti molto). Insomma, tutto il sistema ha portato a gironi francamente poco equilibrati. Si sentiva il bisogno che le carte si scompaginassero ancora di più? Conoscendo la FIFA, forse uno dei pochi organismi di ampiezza mondiale più caotico del nostro paese, la loro risposta sembra essere si.

The following two tabs change content below.

Luca Andrea Palmieri

Nasce a Napoli il 3/11/1984 e decide a 7 anni di voler diventare giornalista, ma è troppo curioso per non svariare tra gli interessi più diversi lungo tutto il suo periodo di formazione. Dopo varie fluttuazioni tra lavoro, studi ed esperienze all’estero si laurea presso la LUISS Guido Carli in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica, indirizzo Istituzioni Politiche e Amministrative. Continua ad avere problemi col fatto di essere interessato più o meno a tutto lo scibile umano.
blog comments powered by Disqus