Mobilità sostenibile in Italia: una sfida tra luci ed ombre

03/09/2017 di Lucio Todisco

Uno dei grandi temi di questi anni riguarda la mobilità sostenibile e, in particolare, le complesse strade da percorrere per incentivarne l’uso. In Italia si inizia ad intravedere qualche primo timido risultato, ma non sembra che i nostri connazionali, se non per necessità, siano ancora propensi e pronti al grande cambiamento.

L’ISFORT, l’Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i Trasporti, nel suo Rapporto sulla mobilità 2016, ripreso anche da “Il Sole 24 Ore”, mostra come, nel corso dello scorso anno, chi ha preferito utilizzare i mezzi pubblici, la bicicletta o andare a piedi sia stato il 32% della popolazione, un dato in miglioramento rispetto agli anni precedenti, ma ancora estremamente basso rispetto all’uso dell’automobile.

2 spostamenti su 3 in auto – L’automobile, quindi, tende ad essere ancora un mezzo monopolizzante per gli spostamenti degli italiani. Nel rapporto viene affermato come circa 2 spostamenti su 3 in Italia siano effettuati in auto, con un’incidenza accresciuta dell’8% negli ultimi 15 anni. Un dato che mostra quanto, anche nel corso degli anni della crisi economica, il rapporto degli italiani con l’auto non sembri essere stato incrinato, anzi. Una possibile risposta può essere è da ricondursi anche alla crisi vissuta tra il 2008 e il 2013 delle aziende partecipate del TPL, le quali hanno subito molti tagli di trasferimenti economici a livello nazionale e regionale, con conseguente contrazione dei servizi offerti che, solo in questi ultimi anni, stanno faticosamente recuperando, non senza situazioni di difficoltà come nel caso di due grandi città come Roma o Napoli dove, accanto ad investimenti importanti per l’ampliamento delle rete metropolitana, e i cui risultati si vedranno compiutamente nei prossimi anni, si trovano ad affrontare grosse difficoltà nel trasporto locale su gomma.

2016: un anno positivo per la mobilità sostenibile – Sebbene ci si trovi innanzi ad un preponderante utilizzo dell’auto, il 2016 è stato l’anno in cui, per la prima volta, si è avuto un calo significativo, l’ -8,5%, di viaggi effettuati, a favore di mezzi di trasporto più sostenibili: in valore assoluto, la variazione dei passeggeri trasportati dall’insieme dei mezzi pubblici che comprende urbani ed extraurbani, sussidiati e non sussidiati è stata positiva del +4,6%, un dato comunque non ancora sufficiente a recuperare il calo registrato dal 2008 (-16,4%). Stesso bilancio per gli spostamenti a piedi e in bicicletta: l’aumento registrato nel 2015, del +8,4% non basta ancora ad assorbire il trend negativo degli anni recenti . Complessivamente, nel 2016, i mezzi di trasporto più ecologici (piedi, bici, tpl) hanno registrato un significativo recupero di quota modale pari a 3,5 punti. Un’inversione di tendenza importante, ma da consolidare nel lungo periodo per riprendere la strada interrotta alla fine dello scorso decennio: tra il 2002 e il 2016 il tasso di mobilità sostenibile è diminuito di 6 punti dal 37,2% al 31,1%; e fino al 2015 la riduzione è stata di quasi 10 punti.

Il miglioramento del trasporto collettivo registrato nel 2016 è stato maggiore nei perimetri cittadini, dove però l’incidenza dell’auto resta ancora superiore all’80%. Nel rapporto si sottolinea come sia necessario immaginare ulteriori politiche di limitazione dell’uso dell’auto in parti del centro storico delle città, puntando con maggiore vigore al Tpl.

A fronte di questi dati c’è necessità di comprendere quali siano stati i passi falsi commessi in questi anni circa la diffusione della mobilità sostenibile nel nostro paese, anche in rapporto alle politiche di trasporto e di servizi per i pendolari. Il rapporto dell’Istituto punta il dito contro le politiche pubbliche, centrali e locali, per la mobilità sostenibile che, alla prova dei fatti, non sono state efficaci o, addirittura, sarebbero state penalizzanti.

L’attuale cambio di rotta delle politiche nazionali nel settore, che vedono investimenti di nuove risorse per il rinnovo del materiale rotabile, la stabilizzazione dei finanziamenti dei servizi di Tpl sia a livello nazionale che locale, gli investimenti nelle infrastrutture di rete e di nodo del Tpl, i finanziamenti per la ciclabilità, unito al segnale positivo che è giunto da questo ultimo anno dal lato della domanda proveniente dai cittadini, potrebbe innescare un circuito positivo per la mobilità sostenibile dei prossimi anni. Un percorso faticoso che può decisamente cambiare in meglio la qualità di vita dei cittadini.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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