Mineo e franchi tiratori: nel PD aumenta la tensione

12/06/2014 di Andrea Viscardi

Partito Democratico

Un mercoledì durissimo per il Partito Democratico, intriso di segnali politici che Matteo Renzi avrà colto, dalla Cina, con qualche preoccupazione. Passata quasi in sordina sui media nazionali, la tematica di una tensione nuovamente crescente dentro al partito del Premier non è però da ignorare, nonostante la grande fiducia manifestata dagli italiani al Governo durante le elezioni europee.

Franchi tiratori. Sono circa le dodici, quando la Camera, con voto segreto, approva l’emendamento alla Legge Comunitaria inerente la responsabilità civile dei magistrati. Un tema su cui il governo aveva espresso chiaramente, nelle settimane precedenti, la propria opposizione. Questo nonostante le parole di Matteo Renzi alla Leopolda: «Serve la responsabilità civile dei magistrati. Se uno sbaglia per dolo deve essere chiamato a rispondere». Ciò che preoccupa, da un punto di vista politico, non è tanto il voto in sè, quanto l’ingente numero di franchi tiratori interni al Partito Democratico: l’emendamento è passato con 187 voti a favore e 180 contrari, in presenza di 214 deputati del partito. Almeno 34, dunque, i bastian contrari. Un numero presumibilmente maggiore se si considera come, tra i deputati di Scelta Civica e Sel, diversi avessero annunciato voto contrario.

Corradino Mineo, Partito Democratico
Corradino Mineo

Il caso Mineo, fronte spaccato. La giornata di tensione nel Partito Democratico non finisce qui, ma si estende all’interno della Commissione Affari Costituzionali. La situazione era chiara a tutti: dopo la sostituzione di Mario Mauro con Luciano Romano da parte dei Popolari, il fronte riformista rischiava di essere bloccato, perchè in maggioranza di un solo voto rispetto all’opposizione. Voto, però, che il Senatore PD Mineo – firmatario del Ddl Chiti sulla riforma del bicameralismo – aveva annunciato secondo coscienza. Soprattutto sugli emendamenti al testo presentato dal Governo riguardanti un Senato elettivo. Così, dopo gli invani tentativi di riportare il Senatore  al rispetto della linea del partito, nel tardo pomeriggio arriva la sostituzione. Fuori Mineo, a sua volta un membro “sostituto”, e dentro il capogruppo Luigi Zanda, che, invano, aveva provato a persuadere Chiti a parlare con l’oramai ex membro della Commissione. Non sono mancate le immediate critiche, tra cui quella di un Fassina che, dopo le dichiarazioni concilianti di fine maggio, ha espresso durissime parole sull’appiattimento del pluralismo interno al PD.

Pugno di ferro. Un pugno di ferro, quello del Governo, in contrasto con la volontà di non fare riforme a colpi di maggioranza. La questione, però, è più seria di quanto possa sembrare: i due avvenimenti di oggi, da un punto di vista politico, rappresentano una vera e propria spada di Damocle pendente sugli equilibri interni al Nazareno. Se nelle due settimane successive alle elezioni europee la minoranza – riunitasi, tra gli altri, intorno a Vannino Chiti – sembrava costretta ad abbassare la voce, gli episodi di oggi testimoniano di una situazione diversa. Alla Camera il Governo va sotto – un segnale, tra l’altro, non esattamente positivo vista la contingenza delle indagini Expo e Mose, ma questa è un’altra storia – e in Commissione, de facto, è costretto ad attuare una purga per garantire che il testo presentato non subisca stravolgimenti. La fiamma che sembrava essere stata spenta dallo tsunami Renzi sembra in realtà essere ancora esistente, e pronta a bruciare le sedie del Governo – rimanendo mascherata – alla prima occasione. Il Premier avrà di che discutere nei prossimi giorni, in attesa di vedere se qualcuno uscirà allo scoperto su quanto avvenuto oggi in Commissione.

 

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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