Milano&Oltre. Una visione in movimento

29/04/2013 di Simone Di Dato

Da oltre ottanta anni, la Triennale di Milano è un punto di riferimento per la vita culturale ed economica, un’occasione di dialogo tra società, arte e impresa. Con la sua visione unitaria delle espressioni creative e di tutte le forme d’arte, questa manifestazione ha intensificato nel tempo i suoi rapporti con gli artisti, grazie ad esposizioni di opere di Fontana, De Chirico, Paolini e Pistoletto. Ha saputo contribuire, nel corso del Novecento, allo sviluppo dell’architettura e del design italiano, per poi estendere i suoi settori di interesse anche alla moda, al cinema, alla grafica e alla comunicazione autovisiva, rivolgendosi ad un pubblico sempre più ampio e vario.

logo_MIO1Dopo la retrospettiva dedicata a Massimo Iosa Ghini, una delle personalità più eclettiche dell’architettura e del design internazionale, quest’anno la Triennale punta su un’insolita mostra-evento. Il concept? Reinventare il rapporto tra la metropoli e chi vi abita, riscoprire i luoghi più segreti, troppo spesso estranei, statici o costantemente in trasformazione, attraverso la creatività di numerosi artisti. Milano&Oltre. Una visione in movimento, questo il nome dell’iniziativa, è stata voluta e concepita da Connecting Cultures, un’agenzia di ricerca no profit che opera nel settore dell’arte pubblica, che ha raccolto circa quaranta progetti e organizzato una fitta serie di appuntamenti e incontri di approfondimento.

Col sostegno della Fondazione Cariplo, la mostra pone come fondamentale obiettivo il confronto diretto tra metropoli e cittadini, invitando proprio i cittadini a lasciarsi suggestionare da visioni, esperienze e progetti che hanno l’intenzione di dimostrare come l’arte e la cultura siano testimonianza del continuo cambiamento dei contesti urbani contemporanei. Per quasi tutto il mese di maggio artisti, architetti, urbainisti, fotografi, scienziati, performer e danzatori saranno protagonisti, al pari dei visitatori, di questo “cantiere di lavoro”, che daranno sicuramente un’immagine insolita della città.

Dal 2 al 30 maggio 2013 gli spazi espositivi della Triennale saranno allestiti da designer che lavorano nel campo del riutilizzo dei materiali, per dare un grande impatto visivo e un messaggio costruttivo, mentre al centro del dibattito ci saranno tematiche attuali come la sostenibilità, l’intercultura, i cambiamenti del paesaggio urbano, il design open source, l’arte relazionale, il difficile ma accattivante  rapporto tra arte e scienza. In particolare saranno tre i luoghi in cui si svolgeranno le attività: “Il grande tavolo”, spazio di workshop e progetti destinati ad essere realizzati con il pubblico sui temi del riciclo, l’autoproduzione e il design ludico; “Il centro di documentazione” con circa 1500 libri  messi a disposizione del pubblico per la lettura e la  consultazione ; infine la “Sala video”: una fitta e curatissima programmazione di video d’artisti, documentari, realizzati da film maker e creativi, proiettati durante tutta la mostra.

Un considerevole spazio sarà affidato all’arte della fotografia. Tra gli eventi in calendario ci sarà infatti una retrospettiva dedicata ai ritratti fotografici di Teresa Carreno, “I Nuovi Italiani” in cui la celebre fotografa venezuelana racconterà in 21 scatti una Milano multietnica e plurale, evidenziando il contrasto tra il linguaggio classico della ritrattistica e l’identità contemporanea delle persone, mentre  Multiple City, concorso fotografico in collaborazione con Connecting Cultures, proporrà 5 immagini che si sono distinte per l’inedita interpretazione del capoluogo lombardo.

Un’occasione, quella della Triennale, da non perdere, per  produzioni e proposte  di altissimo livello ma soprattutto  per fare il punto sulle evoluzioni culturali, sociali ed economiche della contemporaneità.

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Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
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