Milano è ASEM, tra Ucraina, Ebola e commercio

17/10/2014 di Iris De Stefano

È in corso da ieri, a Milano l’ASEM, il meeting Asia-Europa inagurato nel 1996. Stamane incontri ad alta tensione sulla questione Ucraina, qualche passo avanti?

Asem

In un periodo tanto fitto di eventi e notizie che occupano giornali e televisioni, uno degli appuntamenti più importanti del semestre europeo di Presidenza dell’Unione Europea sta passando quasi del tutto inosservato. È in corso da giovedì, a Milano l’ASEM, l’incontro Asia Europa a cui partecipano 53 capi di stato dei più importanti paesi europei ed asiatici, in una due giorni di analisi della situazione globale e approfondimento dei rapporti strategico – commerciali tra i continenti.

Istituito nel 1996 con 15 membri dell’Unione, la Commissione Europea e 7 stati membri dell’ASEAN (l’Associazione delle Nazioni del Sud Est asiatico) più Cina, Giappone e Corea del Sud, il primo allargamento si ebbe nel 2004. Al quinto meeting, svoltosi ad Hanoi infatti, si aggiunsero i 10 nuovi stati dell’Unione Europea (Cipro, Repubblica ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovenia e Slovacchia) e 3 dell’ASEAN (Cambogia, Laos e Birmania). Con altri tre round di allargamento si è giunti alla forma odierna, che comprende tutti i principali paesi dell’area compresi Russia ed India.

Le finalità del Asem non sono però ristrette all’analisi specifica dei rapporti tra i paesi europei e quelli asiatici bensì a qualsiasi tipo di argomento che possa interessare le due aree geografiche e quindi, potenzialmente, ogni questione di politica estera. È per questo motivo – oltre al focus sui rapporti commerciali tra i due continenti, da sempre materia principale del vertice – i principali temi di discussione saranno il problema del terrorismo e dell’Isis, l’epidemia di Ebola nell’Africa occidentale e la situazione in Ucraina.

L’altro tema scottante per gli interessi dei due continenti è sicuramente quello dell’Ucraina. Era previsto infatti, in mattinata, un incontro tra il Presidente Putin e il suo corrispondente ucraino Porošenko. IL risultato, al momento, è che l’unico punto su cui i due leader appaiono veramente d’accordo è il rispetto del protocollo di Minsk, con qualche passo avanti anche sul controllo dei confini, verso il quale la UE si è detta disponibile a collaborare anche con l’invio di droni. Nonostante tutto, le fonti russe sottolineano come grandi problemi di incomprensione continuino a persistere, soprattutto nel rapporto con la Germania. Ma una cosa è certa. Winter is coming, e se non si troverà una strada di distensione più concreta e rapida tra le parti in gioco, la questione gas rischierà di pesare come un macinio sulle spalle dell’Europa e dell’Ucraina.

Giovedì mattina, una videochiamata tra i Primi Ministri di Inghilterra, Italia, Germania e Francia ed il Presidente degli Stati Uniti Obama, ha posto l’attenzione sull’epidemia di ebola, di cui si è discusso anche in un vertice convocato d’urgenza dal Presidente Obama alla Casa Bianca nella giornata di mercoledì. Sebbene non siano stati riportati casi di persone infettate o decedute nei paesi asiatici, la Cina ha inviato nei paesi dell’Africa occidentale tre team di esperti in malattie infettive, beni di prima necessità e medicinali per il valore di 38 milioni di dollari. L’invio di questi aiuti è stato celebrato dalle televisioni di stato come “eroico” e “altruistico”, sottolineando come l’esperienza del paese nel combattere forti malattie contagiose (in realtà non riscontrabile nel 2003 contro l’epidemia di SARS) sia il principale aiuto che il gigante asiatico possa offrire agli stati africani, verso cui Pechino nutre fortissimi interessi e legami commerciali.

Quello che però ha veramente sorpreso il mondo scientifico mondiale è la notizia, recente, secondo la quale l’Accademia delle scienze mediche militari (AMMS) avrebbe in realtà scoperto, e brevettato, il farmaco per la cura dell’ebola. L’utilizzo del JK-05, per il momento garantito solo per emergenze mediche militari, è in attesa di essere approvato dall’amministrazione cinese anche sulla popolazione civile entro la fine dell’anno. Non sono stati effettuati test su esseri umani, poiché nessun cinese è ancora risultato malato e sperimentarlo sulla popolazione straniera richiederebbe un’approvazione internazionale, ma i risultati riscontrati dagli esperimenti su cavie sono risultati positivi.  All’incontro dell’Asem si discuterà quindi di come aumentare gli aiuti per gli stati africani ma anche di evitare la diffusione del contagio al di fuori dei paesi già colpiti dal virus.

Eventi come quello dell’ASEM raramente si concludono con decisioni rilevanti. Tuttavia, essendo un’opportunità di dialogo tra due mondi completamente differenti: il Vecchio, sempre in gravi condizioni economiche ma con un sistema sociale sviluppato ed (escluse le eccezioni) funzionante, e l’Asia, sempre più motore economico del mondo (più del 50% del PIL mondiale è prodotto nell’area) ma con evidentissime carenze di welfare, può rappresentare un punto d’incontro importante.

Come ha ricordato il Presidente del Consiglio Renzi nel pomeriggio di giovedì “è importante che da questo vertice si esca con una posizione comune sulla crescita sostenibile quale priorità condivisa” e, ancora, ha sottolineato “la necessità di investire e sostenere la crescita globale che sia sostenibile e in grado affrontare le difficoltà finanziare e occupazionali che alcune zone del mondo stanno vivendo”. Il Premier ha anche approfittato dell’occasione dell’Italy China Innovation forum per ricordare la stipula di accordi commerciali tra l’Italia e la Cina, pari a 8 miliardi di euro ma sottolineando l’importanza di una sempre maggior commistione tra le due economie, con gli investimenti cinesi che sembrano sempre più centrali per il nostro paese.

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Iris De Stefano

Nata a Napoli il 02/10/90 dopo la maturità classica ha studiato Relazioni Internazionali a "L'Orientale" di Napoli e alla LUISS Guido Carli di Roma. Esperienze in Belgio e in Spagna.
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