Michele Emiliano: l’ipotesi della sfida a Renzi

25/03/2016 di Ludovico Martocchia

Renzi è un bugiardo; mente sulle trivelle e manca di rispetto ai presidenti di regione. Inoltre, la situazione economica non migliora. È l’opinione di Michele Emiliano: pronto a scendere in campo a livello nazionale?

Un attacco di Michele Emiliano al premier: non è la prima volta che si sente. Ed è arrivata l’ennesima frecciata, proprio questa settimana, riguardo il referendum sulle trivelle: «Il Presidente del Consiglio dice due bugie: la prima è che ci sarà una perdita di posti di lavoro. La seconda è che se vince il referendum si bloccano le coltivazioni dei pozzi». Da un anno, intensificando la polemica nell’ultimo mese, la strategia del Presidente della Regione Puglia sembra essere segnata. Su molti punti, su tematiche strategiche per l’ottenimento del consenso, Emiliano ha contraddetto il fiorentino. Diceva a febbraio: «In due anni non ha mai governato. Ha bisogno di inventarsi dei nemici, come con me. Invece dovrebbe trovare dei consiglieri». E pensare che fanno parte dello stesso partito. Ma ovviamente non è la prima lotta intestina nel Pd a cui assistiamo.

In parecchi lo vedono sul carro dello sfidante, da quando ha rilasciato una pesante intervista a l’Espresso, incolpando Renzi per i suoi modi: «Vorrei interloquire con il premier […] non riesco più a parlargli di persona». Poi ha rincarato la dose: «E accade persino che le riunioni tra Governo e Regioni per trovare una soluzione al problema delle trivelle siano state fatte in segreto, per tenere fuori proprio me. Ho fatto finta di nulla ed è la prima volta che lo dico. Ma esigo rispetto». Certo, se fosse vera una sua esclusione ad importanti riunioni con il Consiglio dei Ministri, Emiliano avrebbe fatto bene a chiedere maggiore rispetto, soprattutto per il ruolo istituzionale che ricopre. Ma, leggendo con attenzione le sue dichiarazioni, sembra esserci anche dell’altro. L’ex magistrato sembra cercare un’ulteriore spazio di azione. Vuole essere un’alternativa a Renzi? A questa domanda ha risposto così: «A mettere in giro questa idea, qualche mese fa, a Porta a Porta è stato proprio Renzi, che fece il mio nome. Ero davanti alla tv e mi girai esterrefatto verso le persone nella stanza». Insomma, il governatore nega, sebbene il percorso appaia tracciato.

Emiliano critica la posizione di Renzi sulle trivelle. Emiliano ha avuto da ridire sul tesseramento del Partito Democratico. Emiliano ha valutato negativamente l’impatto maggioritario che imporrebbe l’Italicum. Cos’altro? Anche il Jobs Act non lo soddisfa, nello stesso giorno in cui il premier ha accolto positivamente i nuovi dati sull’occupazione. Il Presidente della giunta pugliese ha scritto: «Il Jobs Act si sgonfia appena terminati gli sgravi fiscali. Siamo di nuovo in recessione nel mese di febbraio. Il debito pubblico aumenta ancora». Come se non bastasse ha aggiunto: «Non so se si troveranno ancora sani di mente che vogliano fare i sindaci o i presidenti delle regioni, mentre tutto questo da Roma sembra invisibile». Critiche, queste, che possono essere facilmente condivisibili. La questione, tuttavia, non è il merito. Sono i modi che destano sospetto. È praticamente un mese che Emiliano commenta tutto ciò che riguarda il governo e Renzi.

Gli stessi modi erano stati usati, a suo tempo, dall’uomo di Rignano. Quando sedeva sulla poltrona di Sindaco di Firenze, aveva cominciato sempre più ad interessarsi degli affari nazionali. Così sta facendo Emiliano, amatissimo e rispettato nel “tacco dello Stivale”, e pronto a sparare proiettili contro il suo segretario. Forse proprio perché il terreno pare ormai fertile. I giornali ne parlano sempre di più. Le sue affermazioni hanno risonanza. A Bari, se per Michele De Feudis – giornalista del Corriere del Mezzogiorno – Michele Emiliano è ormai “un fenomeno febbrile della politica”, in tutta Italia si sta ritagliando sempre più spazio, pronto per il prossimo congresso e perché no, per le prossime elezioni.

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Ludovico Martocchia

Nato e cresciuto nella periferia romana. Ha frequentato il Liceo Scientifico Francesco D'Assisi, ora studia Scienze Politiche alla Luiss. Da sempre appassionato di politica, si interessa anche di filosofia, storia, economia e sport. Ma prima di ogni cosa, libero pensatore.
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