Michelangelo Pistoletto in mostra al Louvre

15/04/2013 di Simone Di Dato

Può una mostra d’arte essere retrospettiva e prospettiva?  Portare l’interpretazione del passato ma anche le direzioni verso il futuro, senza temere attriti e dissonanze? La risposta viene direttamente da Parigi, dove il Louvre inaugurerà con Michelangelo Pistoletto, grande protagonista della corrente dell’arte povera, un nuovo ciclo di mostre di artisti contemporanei. Tra tutti, l’invito fatto all’artista biellese è quello che meglio indaga  i differenti momenti temporali e sarà un dialogo con la storia dell’arte, dall’antichità ai giorni nostri: dal passato del patrimonio museale stesso, al presente dei visitatori catturato negli specchi che mettono in dubbio la prospettiva, fino al futuro riassunto nelle sue ultime opere come The Mirror of Judgement o Il Tempo del Giudizio.

Michelangelo Pistoletto al Louvre
Michelangelo Pistoletto al Louvre

La sua antologica intitolata “Anno1, il Paradiso sulla Terra”, aprirà i battenti il prossimo 24 aprile (chiuderà il 2 settembre) e permetterà all’artista, restio ad ogni forma di autocelebrazione, di disegnare un complesso e dinamico racconto espositivo dedicato alla sua carriera, aperta a sperimentazioni, nuovi linguaggi e contaminazioni. Caratteristiche che emergeranno anche nella sua autobiografia (La voce di Pistoletto) in uscita a maggio.

La mostra, curata da Marie-Laure Bernadac, Marcella Lista e Pauline Guèland, sarà un evento inatteso. Sulla Pyramide di Pei verrà stampato il motivo del Terzo Paradiso, opera monumentale creata appositamente per il Louvre, “un’unione equilibrata e pacifica tra paradiso naturale e paradiso artificiale, che riconcilia l’arte e la cultura con la scienza e la tecnica”. All’interno le opere verranno disposte in sale monografiche, ben divise tra la collezione permanente, in un percorso che segue due direzioni ben precise. Nella prima parte il tempo sarà disgregato se non assente: un itinerario suggestivo presenterà i cicli più celebri, i primi ritratti scuri, gli Specchi, la Venere degli Stracci, gli Oggetti in meno. La seconda traiettoria invece, lascierà la costante ricerca artistica in favore di audaci incroci: Figura umana accanto a un’opera di Botticelli, Donne nude che ballano nella sala della Venere di Milo, Cage ai lati della sala della Gioconda, Grande sfera di giornali nel Salone della pittura francese. Insomma, un pericoloso quanto affascinante dialogo tra le sue invenzioni e i capolavori dell’arte.

Di Michelangelo Pistoletto si è spesso apprezzato il suo legame con l’arte antica (indubbiamente influenzato dalla figura del padre, pittore di quadri classici e restauratore di opere antiche), basti pensare alla già citata Venere degli stracci in cui il materiale povero acquista dignità diventando un mezzo di espressione, elemento compositivo. Si è detto molto anche sulla sua cultura pop (grazie ad Armando Testa, grande pubblicitario) e sulla tendenza a lavorare su icone singole e gesti sintetici così semplici da lasciare immediatamente un messaggio chiaro nell’immaginario comune. Ma ciò che sembra tormentare da sempre l’artista è il tema del tempo, della memoria, come nel caso degli Specchi, emblema di oggettività, limite ambiguo tra il futuro di chi guarda e il passato che alimenta nostalgia.

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Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
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