Mia Madre, di Nanni Moretti

23/04/2015 di Jacopo Mercuro

Margherita, fai qualcosa di nuovo, di diverso, rompi almeno un tuo schema, uno su duecento – Giovanni (Nanni Moretti)

Mia Madre

Nanni Moretti, dopo quattro anni, torna sul grande schermo, e lo fa mostrando la fase più matura della sua carriera, una fase in cui sente l’esigenza di guardarsi allo specchio, attraverso il volto della sua protagonista. Questa volta, più che un alter ego del regista, come già accaduto ne Il Caimano e Habemus Papam, Margherita (Margherita Buy) rappresenta l’intimità, che gli permette di parlare a se stesso, ponendosi delle domande. La pellicola è una profonda autoriflessione del regista, che coinvolge la sfera pubblica e privata, ripercorrendo la sua strada al contrario, ma pensando al domani.

Nanni Moretti, accanto a Paolo Sorrentino e Matteo Garrone, farà parte dei tre moschettieri, che proveranno a conquistare il sessantottesimo Festival di Cannes. Dopo aver blindato il set per l’intera durata delle riprese e vietato agli addetti ai lavori di parlare del film, Moretti apre il sipario mostrando al pubblico Mia madre.

Margherita (Margherita Buy) è una regista, che sta cercando di realizzare un film impegnato, che racconta l’occupazione di una fabbrica, appena prelevata da un ricco imprenditore americano, interpretato dalla star statunitense Barry Huggyns (John Turturro). Margherita fatica a portare avanti il suo lavoro, ostacolata dalla sua insicurezza, dai suoi collaboratori spesso inefficienti e dal divo americano, che dimentica le sue battute e che quando le ricorda le pronuncia in un pessimo italiano. Margherita però non è solo una regista, ma è una figlia, una madre e una sorella, è una donna in conflitto con se stessa, che assiste alla lenta morte della madre (Giulia Lazzarini).

Mia madre è un film caratterizzato dalle immagini svuotate; un vuoto che spaventa Margherita nelle sequenze del film che sta realizzando, a tal punto da chiedere più comparse, ma che cerca e custodisce gelosamente nella sua sfera privata. È il lavoro più intimo di Nanni Moretti, che lascia da parte i propri egocentrismi, offrendo agli spettatori tutta la sua intimità, affidando le proprie riflessioni a Margherita, e a personaggi chiave come quelli di Ada e Barry. È così che attraverso Barry Huggyns grida “recitare è un a perdita di tempo, voglio tornare nella realtà”. Nanni Moretti mostra tutta la sua insofferenza, ma soprattutto, svela la paura dell’essere inadeguati.

Non manca la solita linea ironica che contraddistingua l’alternanza di toni nei film di Moretti, questa volta affidata a John Turturro, che riesce a regalare esilaranti momenti comici. Rimanendo sui singoli, è di dovere fare i complimenti a Margherita Buy e ad una straordinaria Giulia Lazzarini, in grado di dare un’espressività unica al suo personaggio. Nanni Moretti, nei panni del fratello di Margherita, per la prima volta, si riserva meno sequenze.

Lontano da ogni tipo di retorica, alla quale Moretti risponde con il contenuto, Mia madre è un viale del tramonto, che si percorre mano nella mano con il proprio genitore, che pian piano ci sta per lasciare.

Mamma, a che pensi?

A Domani!

 

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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