Meteore: il fascino nei monasteri sospesi nell’aria

27/03/2015 di Mariagiovanna Giuliano

Meteora, che significa letteralmente in mezzo all'aria, è il nome di una località situata nel cuore della Tessaglia, caratterizzata dalla presenza di monasteri edificati in cima a torri naturali di roccia. Una storia tra mito e ascesi.”

Meteora

La parola meteora deriva dal greco “meta” e “aer”, letteralmente “in mezzo all’aria”. Meteora, non a caso, è il nome di una località situata nel cuore della Tessaglia, a Nord della Grecia. Considerata uno dei centri più importanti della Chiesa ortodossa, Meteora è composta da un complesso di ventiquattro monasteri edificati in cima a delle torri naturali di roccia. Sospesi, “in mezzo all’aria”. Al giorno d’oggi sono visitabili solo sette monasteri. Ma tutte le costruzioni vantano un passato incredibilmente affascinante.

MeteoreLa storia – Intorno al XIV secolo, i monaci che abitavano il Monte Athos furono perseguitati dai corsari turchi, i quali volevano conquistare la fertile pianura della Tessaglia. Leggenda vuole che, in seguito alle incursioni da parte dei conquistatori, un monaco di nome Atanasio giunse alle Meteore, dove svolse vita eremitica per dieci anni; lì, con l’aiuto del suo padre spirituale Gregorio, fondò il primo monastero su una di quelle rocce, dandogli il nome di “Meteoro”, oggi noto come convento della Trasfigurazione o Metamorfosis. Non sappiamo quanto fondamento abbiano le storie tramandate per secoli e secoli, ma è certo che, intorno all’XII secolo, un gruppo di asceti alla ricerca del contatto con il divino, desiderosi di vivere in pace e solitudine, si stanziò in questa località, dando vita ad un vero e proprio Stato teocratico. Lo Stato ebbe momenti di vero splendore, ravvisabili negli affreschi maestosi delle Chiese dei monasteri e nelle suppellettili. Dopo il XVII secolo, tuttavia, molti fattori come l’avanzare del tempo, le calamità atmosferiche e le incursioni condussero al lento declino di molti monasteri.

Meteore, monasteriI monasteri – Dei sette monasteri aperti ai turisti, sei sono abitati. Questi sono Agios Nikolaos, anche conosciuto come il monastero di San Nicola, Agios Stefanos, il monastero di Santo Stefano, Aghia Triada, il monastero di Santa Trinità, Gran Meteora o monastero della Trasfigurazione, Roussanou o monastero di Santa Barbara e Varlaam. Molti di loro hanno subito ingenti danni durante la seconda guerra mondiale, ma sono stati recuperati e restaurati dopo anni di abbandono. La vita all’interno di essi è condotta dai monaci secondo gli antichi dettami di pace e solitudine. Ogni cosa viene autoprodotta: frutta e verdura, vino, miele, pane… e tutto è genuino.

La vita ascetica – Vita moderna e caos sono la realtà che circonda tutti noi, ma non le meteore: il concetto di sospensione non riguarda solo la posizione fisica dei monasteri, ma diventa parte integrante dello stile di vita condotto al loro interno. Il desiderio di fuggire da un mondo divenuto troppo materiale per avvicinarsi a Dio per la prima volta si concretizza nell’essere davvero più vicini al cielo. Anche i turisti che, spinti dalla curiosità visitano il luogo, si trovano a percepire quasi inconsapevolmente l’elevazione spirituale, la sospensione totale e la vicinanza alla perfezione. Un fascino che va ben oltre la religione, ortodossa o cattolica che sia.

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Mariagiovanna Giuliano

Salernitana, classe 1994. Diplomata al Liceo Classico, attualmente studia Scienze Politiche a Roma. Le sue passioni sono la lettura, l’arte, lo yoga e la meditazione. Sogna di girare il mondo e di scrivere delle sue avventure. Cura un travel blog per giovani, www.ilpiccoloviaggiatore.com
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