Il mercato editoriale italiano. Cosa si vende e si legge in Italia?

18/04/2016 di Lucio Todisco

Dai romanzi ai gialli, dai libri di cucina ai dizionari: sono i generi più apprezzati dal lettore italiano, in un contesto in cui le case editrici sono soprattutto al nord, e dove il 90% del mercato sta nella distribuzione dei grandi marchi dell'editoria.

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Che libri vengono pubblicati nel nostro paese? quali sono i gusti letterari degli italiani? A raccontarcelo ci pensa l’Istat, realizzando un quadro dettagliato, aggiornato al 2014 attraverso la sua “Indagine sulla produzione libraria”, che offre una panoramica puntuale sull’offerta di libri in Italia e sulle principali caratteristiche del settore editoriale.

L’Istat non è nuova a questa tipologia d’indagine, che parte nel 1951 e che, attraverso le interviste a tutte le case editrici italiane e agli altri enti, sia pubblici che privati, che svolgono attività editoriale, raccoglie i dati statistici che consentono di descrivere la quantità e le principali caratteristiche dei libri pubblicati nel corso di ciascun anno.

Tra romanzi e libri di cucina – Innanzitutto è importante comprendere cos’è un opera libraria e, per farlo, bisogna affidarsi alle indicazioni dell’UNESCO, volte ad armonizzare le statistiche internazionali. Viene definita un’opera libraria quella pubblicazione composta da almeno cinque pagine, ad eccezione dei prodotti editoriali a carattere propagandistico o pubblicitario, e quelle pubblicazioni riguardanti informative di servizio come cataloghi, listini prezzi, elenchi telefonici, etc.).

Dove guardano gli editori? Il Sole 24 ore, partendo proprio dai dati dell’Istat con una sua infografica, ha sintetizzato la quantità e le principali caratteristiche dei libri pubblicati nel corso del 2014, cercando di comprendere sulla base dei libri immessi sul mercato dove s’indirizzano le preferenze degli italiani. I lettori italiani acquistano principalmente romanzi e racconti. Sono state pubblicate circa 7.356 opere di questo genere, con una tiratura media di 40.233 copie. Guardando appunto la tiratura media delle opere sul mercato, si scopre che a seguire, in seconda posizione ci sono i gialli, un genere che ha acquisito una sua nobiltà nel corso di questi anni in Italia, con un forte appeal tra i lettori italiani ed un enorme successo di critica (basti pensare a Lucarelli, Malvaldi, De Giovanni, Carlotto) e, in terza posizione sempre per tiratura media, ci sono i libri di cucina, un altro genere che ha acquisito un posto centrale nelle letture e nell’immaginario collettivo degli italiani, forte anche del successo di programmi televisivi come Masterchef. Infine, in quarta posizione, i dizionari, che continuano ad avere delle importanti tirature.

Prezzi e canali di distribuzione – L’Istat ha complessivamente intervistato 2.200 editori. Tra questi vi sono anche aziende ed enti che stampano libri e pubblicazioni come attività secondaria, e che sono presenti, seppure in modo non continuativo, sul mercato editoriale. La caratterizzazione territoriale delle case editrici vede una forte presenza editoriale nel nord del paese (del nord ovest sono 469 case editrici, nel nord est sono 326); al centro ve ne sono 430; al sud e nelle isole ve ne sono complessivamente 256. Tra le domande poste da Istat, quelle che ci fanno comprendere ancora meglio come si muove il mercato editoriale del nostro paese sono quelle riguardanti i canali di commercializzazione preferiti dagli editori e il prezzo medio di vendita delle opere. Per quanto riguarda i canali di distribuzione, le piccole e le medie case editrici preferiscono le librerie indipendenti e i canali di distribuzione online, di meno invece le librerie di catena, mentre invece le grandi case editrici, forti del loro peso economico, usano indifferentemente tutte e tre le tipologie di canali di distribuzione indicati. Se guardiamo invece ai prezzi medi per opera, per le piccole case editrici si attesta sui 23 euro ad opera per un valore totale della produzione libraria di 76,47 milioni di euro, circa il 2,2% del totale; per le case editrici di media grandezza il prezzo medio è di 22,32 euro, e rappresenta rappresenta l’8,2% del valore totale della produzione libraria italiana. Infine, il prezzo medio dei libri distribuiti dalle grandi case editrici è di 19,03 euro, e comprende l’89,6% del valore totale della produzione libraria nel nostro paese.

Infine è interessante comprendere come si stanno muovendo le case editrici per affrontare questi anni di crisi del settore editoriale, comprendendo quali esigenze abbiano. Le piccole case editrici, ad esempio, dalle interviste fatte dall’Istat, ritengono che interventi utili nel settore riguardino la facilitazione dell’accesso al credito ai piccoli e medi editori (lo pensa 79% delle piccole case editrici) e promuovere incentivi pubblici per l’acquisto degli e-book (scelta ritenuta utile dal 72,5% delle case editrici intervistate) Quello degli e-book è un canale che piccole e medie case editrici ritengono strategico per la propria crescita perché in questo modo potrebbero perseguire prezzi di vendita al pubblico inferiori alla versione cartacea, ottenendone un riscontro in termini di vendita sicuramente maggiore. In un periodo dove si stanno affermando grandi concentrazioni editoriali – basti pensare alla nascita del grande gruppo editoriale Mondadori – Rizzoli – bisognerebbe tener conto dei suggerimenti provenienti dal mondo delle piccole case editrici, politiche che rappresentano il cuore pulsante della cultura italiana.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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