Medie mobili: niente di più semplice

12/11/2014 di Luca Cazzaniga

Le medie mobili sono lo strumento di gran lunga più utilizzato in analisi tecnica e sono il modo più semplice per identificare il trend

Finanza e Mercato

Una media mobile altro non è che la media di X prezzi che si muove (da qui “mobile”) insieme a quest’ultimi. Questo perché, scelto un periodo X, si calcola la media di X prezzi partendo da oggi. L’indomani si ricalcola la media aggiungendo il nuovo prezzo alla serie e togliendo il primo, ossia il più vecchio. La linea che si ottiene sarà tanto più lenta quanto X sarà grande, questo perché ogni singolo prezzo impatta relativamente meno sul calcolo della media.

Scelto un X a piacere, può variare anche il modo in cui la media è calcolata. Senza entrare troppo nello specifico, le medie possono essere semplici, quindi la somma dei prezzi fratto X. Oppure possono essere ponderate, quindi calcolate per dare maggior peso ai dati più recenti. Alcuni trader utilizzano medie particolari, ossia pesata in base a diversi coefficienti calcolati in modi differenti, con lo scopo di adattare la media alla caratteristiche cangianti del mercato (generalmente la volatilità).

Oramai la maggior parte dei software di analisi, anche free, presentano diversi modi per calcolare la media mobile nelle diverse specie. Al di là del modo in cui le medie sono calcolate, queste generalmente sono utilizzate per due scopi.

Individuare il trend e monitorare la velocità. Un concetto semplice è che quando i prezzi sono sopra la media, il trend è rialzista, e ribassista nel caso opposto. Utilizzando una media mobile lunga (per esempio la più utilizzata, calcolata su 200 giorni) si studierà il trend di lungo periodo. Con una media breve invece (per esempio 50 o 20 giorni) si evidenzierà il trend di breve. Nel grafico di Enel si può notare come la media lunga sia più lenta e segua i prezzi più distanti rispetto alla media corta, più aderente. Lo studio della velocità del trend (c.d. Momentum) viene svolto attraverso diversi metodi, uno di questi è la pendenza delle medie. Si può notare infatti che quando le medie sono piatte (la corta nel primo riquadro e la lunga nel secondo) i prezzi si muovo lateralmente e quindi il mercato è trendless.

Grafico di Enel e utilizzo delle MM  ponderate linearmente per identificare il trend. Fonte: ProRealTime.com.
Grafico di Enel e utilizzo delle MM ponderate linearmente per identificare il trend.
Fonte: ProRealTime.com.

Generare segnali di entrata/uscita. Il principale segnale che una media fornisce è quando i prezzi l’attraversano segnalando la possibilità che un trend sia iniziato nel verso del cross. Va subito detto che questo tipo di segnale non è quasi mai sufficiente per aprire posizioni, in quanto innumerevoli solo le c.d. traps. Il segnale va utilizzato insieme ad altri, come per esempio dinamica dei volumi, analisi dei massimi-minimi e ulteriori strumenti di analisi tecnica. Per ridurre i falsi segnali, le medie possono essere usate in coppia e quindi considerare la più corta una proxy dei prezzi, cosi che il segnale si generino quando quest’ultima attraversa la più lunga.

Grafico Gtech: incrocio, prima bull e poi bear, tra MM semplice a 40 giorni e MM semplice a 200. Fonte: ProRealTime.com.
Grafico Gtech: incrocio, prima bull e poi bear, tra MM semplice a 40 giorni e MM semplice a 200.
Fonte: ProRealTime.com.

Le medie mobili sono uno strumento tanto semplice quanto utile, ma non possono essere l’unico pretesto per aprire posizioni. Il vero segnale che un trend si è avviato è generato sempre dai prezzi, quando questi formano massimi e minimi crescenti in un uptrend e decrescenti in un downtrend. L’approccio vincente nell’utilizzo delle medie è quello di considerarle sempre un aiuto all’analisi e non una giustificazione dell’operatività.

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Luca Cazzaniga

Nato a Varese nel 1991, laureato in Economia e Management presso l’università degli studi dell’Insubria di Varese, dove è attualmente specializzando in Finanza, Mercati e Intermediari Finanziari. Vincitore per tre anni consecutivi della borse di studio per studenti meritevoli stanziata dalla CCIAA di Varese. Socio aggregato presso la Società Italiana Analisi Tecnica. Ha superato il primo livello per il conseguimento del titolo CFTe, riconosciuto dalla International Federation of Technical Analysts.
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