Quello che i media dicono (non) è sempre vero

24/10/2013 di Francesca R. Cicetti

Fin dalla prima metà del ventesimo secolo era chiara la capacità dei media (giornali, tv, radio, e oggi anche internet) di influenzare il modo di pensare della gente. Ma siamo sicuri che le fonti che definiamo “autorevoli” siano sempre affidabili al 100%? Un caso storico ci ricorda che non è sempre così.

«Signore e signori, vogliate scusarci per l’interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News. Alle 7:40, ora centrale, il professor Farrell dell’Osservatorio di Mount Jennings, Chicago, Illinois, ha rilevato diverse esplosioni di gas incandescente che si sono succedute ad intervalli regolari sul pianeta Marte. Le indagini spettroscopiche hanno stabilito che il gas in questione è idrogeno e si sta muovendo verso la Terra ad enorme velocità».

È il 30 ottobre 1938 e gli ascoltatori della CBS si immobilizzano di colpo. La stazione radio interrompe la programmazione per dare un comunicato sensazionale: gli alieni sono sbarcati nel New Jersey. Nel giro di pochi minuti le case si svuotano, le chiese si riempiono e gli americani piombano nel panico. In breve si diffonde la notizia: i marziani sono giunti sulla Terra e bisogna correre al riparo.

«Un momento! Sta accadendo qualcosa! Signori e signore, è terrificante! L’estremità dell’oggetto comincia a muoversi! La sommità ha cominciato a ruotare come se fosse avvitata! La cosa deve essere vuota all’interno! […] Signore e signori, è la cosa più terribile alla quale abbia mai assistito… Aspettate un momento! Qualcuno sta cercando di affacciarsi alla sommità… Qualcuno… o qualcosa. Nell’oscurità vedo scintillare due dischi luminosi… sono occhi? Potrebbe essere un volto».

Orson Welles aveva capito bene la capacità dei media di influenzare il pensiero comune
Orson Welles aveva capito bene la capacità dei media di influenzare il pensiero comune

L’annuncio è chiaro: i marziani sono sulla Terra. Come mai, allora, siamo ancora qui? Perché il nostro pianeta non è stato invaso? – L’errore, come ci si aspetta, viene prontamente corretto. L’attacco alieno è rimandato, quello che gli americani hanno scambiato per un radiogiornale in realtà è uno sceneggiato basato sul romanzo “La guerra dei mondi” e recitato dall’allora ventitreenne Orson Welles. Una finzione, un copione interpretato da attori professionisti. Nessun omino verde, nella realtà, ha messo piede sul nostro pianeta, nessuna astronave è atterrata. L’intenzione di Welles e degli autori è tutt’altro che quella di scatenare il panico negli States: la scelta di trasporre l’opera sotto forma di radiogiornale ha intenti puramente d’intrattenimento. Eppure l’America fissa il cielo terrorizzata.

Il pittoresco (ma non poi tanto) fraintendimento sugli alieni, che avrebbe potuto costare caro a Orson Welles, finisce invece col portarlo ad Hollywood pochi anni dopo. E il suo capolavoro indiscusso, “Quarto potere”, è segnato dalla peculiarità della sua breve carriera radiofonica. «Io sono un’autorità su come far pensare la gente», afferma infatti il protagonista, Charles Foster Kane, «Ci sono i giornali, per esempio». Con l’informazione, dice, si possono plasmare le menti. I media parlano e noi finiamo per crederci, anche quando si tratta di un’invasione da Marte. Ma come si arriva a livelli simili?

Lo dicono i media, deve essere vero – Giornali, radio, televisione, internet: se la fonte dell’informazione è legittimata, siamo portati a ritenerla attendibile. Quale che sia la notizia, noi ci fidiamo. Ogni giorno, in ogni momento, nuovi dati ci vengono riversati addosso ad un ritmo impressionante, senza lasciarci il tempo per una dovuta riflessione. E, senza volerlo, percepiamo il flusso e tratteniamo solo le informazioni rilevanti, ovvero quelle percepite come tali. In base a cosa scegliamo? In realtà sono i media stessi a stabilirlo. Grazie ad una serie di stratagemmi basati sulle costanti della percezione (Gestalt), cogliamo per prime le informazioni che essi vogliono vederci assorbire, senza però avere la minima coscienza dell’intero processo.

I media potrebbero non avere sempre ragione – Per cause di forza maggiore, in realtà, a noi sembra che sia così. La velocità della notizia e le tecniche di persuasione aiutano ad alimentare il mito, ma l’handicap maggiore è senza dubbio l’impossibilità (o quasi) della ricerca dell’informazione pura: un processo troppo lungo per la società contemporanea. In mancanza di meglio, ci si accontenta delle notizie di seconda mano. Con le dovute precauzioni.

The following two tabs change content below.

Francesca R. Cicetti

Nata a Roma, classe 1993, è laureata in Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove si sta specializzando in Governo e Politiche. È autrice di un romanzo di fantascienza, testi teatrali e numerosi racconti, pubblicati da vari editori. Dal 2012 collabora con alcuni quotidiani online per i quali si occupa di cinema, politica e cultura.
blog comments powered by Disqus