Matteo Renzi, più no che sì. Ed ora il Sindaco deve cambiare

18/02/2014 di Andrea Viscardi

Mentre il neo Premier incassa un no dopo l'altro nella squadra di Governo, i dubbi aumentano, e il semestre di presidenza europeo...

Matteo Renzi

Renzi, totoministri o lista della spesa? Palazzo Chigi non è Palazzo Vecchio, deve essersene accorto subito Matteo Renzi. Dopo le consultazioni-lampo al Quirinale, ciò che sembra palese è una prima, grande, difficoltà nella formazione del team dell’ex Sindaco. Farinetti, Barca, Baricco, i no sono piovuti uno dopo l’altro, come chicchi di grandine di qualche chilo, direttamente sulla testa del fiorentino. In molti preferiscono non metterci la faccia. Ciò che preoccupa realmente, in realtà, non è tanto la lista della spesa dei ministri in sè, quanto la possibile conclusione che da essa potrebbe derivare: la totale mancanza di organizzazione di Renzi. Come si può pensare di arrivare al Governo, dopo aver sfiduciato il premier precedente nei modi che tutti conosciamo, in un momento di emergenza, con l’intenzione di stravolgere tutto, senza avere già intorno una squadra di ministri – almeno per i principali dicasteri – pronta e compatta? La conclusione successiva è che, quindi, tutti i ministri, saranno dei fantocci in mano al burattinaio Renzi. O che, ancora peggio, non esista in realtà alcun piano di riforma articolato e completo. Barca avrà idee diverse da Letta o Prodi. Insomma, mettere uno o l’altro al Ministero dell’Economia comporta profonde differenze sulla strada delle riforme.

Matteo Renzi Barca, e se un fondo di verità vi fosse? Preoccupano, allora, in questo senso, le parole di Barca a La Zanzara – a cui, e per questo quanto dichiarato va preso con le molle, Renzi non è mai stato molto simpatico. Non la parte utilizzata, forzatura per forzatura, con il fine di accusare De Benedetti. Mr Repubblica, comunque, avrebbe potuto tranquillamente smentire, senza la tragicomica specificazione che lui, con la politica, non ha nulla a che fare. Come se tutti gli italiani fossero nati ieri. Ciò che preoccupa è la seconda parte della telefonata tra il finto Nichi Vendola e Barca, dove l’ex ministro si dice convinto, anzi sicuro, che il nuovo Premier, al momento, sia un contenitore vuoto. Con qualche idea, molti slogan, ma nessun tipo di programmazione. La prossima settimana servirà a schiarirci le idee, intanto si può affermare che, l’avventura del Rottamatore, è iniziata in salita, e con dei modi che continuano, anche nella formazione del Governo, ad destare qualche dubbio. Il tutto mentre l’entusiasmo delle prime ore inizia a scemare, e Fitch avverte che il Premier incorrerà negli stessi ostacoli in cui è inciampato Letta. Insomma, l’impressione che sia difficile stravolgere il Paese, anche stante l’attuale formazione Parlamentare, è più che concreta, e non è certo insita solo nell’agenzia di rating.

Un Renzi costretto a cambiare. Un altro punto molto interessante, che per ora è stato affrontato poco consiste, dando per scontato l’insediamento del nuovo esecutivo, nei cambiamenti che, inevitabilmente, il neo Premier dovrà apportare al proprio atteggiamento. Sbarazzino, poco diplomatico, quasi arrogante. Perfetto per la Campagna elettorale e per far presa sui cittadini, diverso nel momento in cui si è il Presidente del Consiglio. In particolare, non dimentichiamoci del semestre di presidenza italiano a Bruxelles. Se non si dovesse adattare ad un atteggiamento diverso, sicuramente l’impresa già difficile di ridiscutere alcuni punti e futuri provvedimenti europei – tra cui il tetto del 3%, cavallo di battaglia del neo premier – rischierebbe, in parte, di cadere. La partita in Europa sarà fondamentale tanto quanto quella delle riforme interne. Anche se, diciamocelo, forse una frase come “Angela chi?”, sarebbe il sogno di parte degli italiani, con buona pace del galateo politico.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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