Matteo Dall’Osso e l’ignoranza della politica

27/07/2013 di Giacomo Bandini

Matteo Dall'Osso

Ostruzionismo – Probabilmente il meno offeso e risentito in questo momento è proprio Matteo Dall’Osso. La sua missione l’ha portata a termine con efficacia ed è pure riuscito ad umiliare i deputati dell’altra sponda, quella della maggioranza,  concludendo il proprio discorso alla Camera con un “e come dissero tre violoncellisti sul Titanic mentre stava affondando, è stato un piacere suonare con voi. Ma anche no”. L’obbiettivo era di protrarre il più a lungo possibile gli interventi dei deputati del Mov. 5 Stelle al fine di fare ostruzionismo contro il decreto del Fare. E Dall’Osso era una delle tante pedine di questa tattica.

L’intervento in Aula e la derisione – Notte fonda. Il deputato inizia e leggere il suo intervento. In Aula non sono in molti. Tutti sono piuttosto stanchi. Dall’Osso inizia a incespicare nel testo. Si aiuta con i fogli, ma è costretto a fermarsi più volte e a ricominciare riprendendo il filo del discorso. Gli altri deputati iniziano a mormorare. Il “cittadino” pazientemente risponde: “Eh lo so, ragazzi”. Sa cosa vuol dire faticare a tenere in mano un foglio leggero quanto una piuma. Conosce la sensazione di chi davanti agli altri non riesce a concludere una frase. Agli occhi degli scafati colleghi sembra sempre più un ragazzino incapace di affrontare una piccola folla. E allora, nel vuoto di parole, dai banchi ai lati si diffonde una gimcana di offese e sfottò vari. “Dategli i fogli giusti”. Si ride assieme guardando l’impaccio di un giovane parlamentare gettato in pasto ai leoni, lo si sfotte, ma allo stesso tempo si dovrebbe pensare alle conseguenze di quel gesto.

La politica indegna- Partendo dall’assunto che un’offesa è tale in ogni sua sfaccettatura, istituzionale o meno, tutti ormai conoscono il cinismo e la bassezza della politica italiana. Nessuno viene risparmiato. Quando però un simile comportamento proviene dalle fila dei buonisti il tutto puzza ancor più di ipocrisia. Soprattutto quando le scuse avvengono in un secondo momento e in segreto, quasi di nascosto. Dall’Osso racconta di aver ricevuto telefonate durante lo svolgimento della seduta da persone che coprivano il cellulare con la mano per non farsi riconoscere. Deputati del Pd e di Scelta Civica.

Chi è senza peccato… – Inutile sottolineare che di offese e turpiloqui il Mov. 5 Stelle ne ha fatto quasi una ragion d’essere. Inutile ripetere che si è instaurato un clima di pesantezza per cui ad un qualsiasi gesto si risponde con un altro possibilmente peggiore. È certamente una gara al ribasso culturale e non si cerca qui di fare del facile buonismo, come i sopracitati. Ma se davvero rappresentanza significa dover assistere al comportamento indegno ed infantile reiterato nel tempo, allora potrebbe essere giunto il momento di dare noi per primi l’esempio ai nostri deputati e non viceversa (come in realtà dovrebbe avvenire). Prima di scagliare una pietra contro il nostro vicino di casa, pensiamoci solamente una volta in più. Informiamoci perlomeno, onde evitare brutte figure ed uscirne miseramente scornati.

La vittoria più grande – È stato appositamente omesso fin ora che Dall’Osso è malato di sclerosi multipla. Lo è stato in forma grave per molti anni, relegato su di una sedia a rotelle, prima di riuscire ad arginarla e ritornare ad una vita quasi normale. Ogni giorno fa le scale di Montecitorio al pari di tutti gli altri. E al pari di tutti all’inizio della sua avventura si sarà sentito un po’ spaurito, spaesato e intimidito da quell’ambiente tutt’altro che ospitale. Ieri sera ne ha avuto la conferma insieme a tutti noi. Il Palazzo è diventato un brutto posto perché chi lo abita lo ha reso tale. Dall’Osso ormai non ci fa più caso, perché se riesci a sconfiggere la sclerosi multipla che ti ha paralizzato le gambe, un braccio e oscurato un occhio allora sei legittimato a pensare di poter vincere contro ogni avversario. Persino contro il peggiore: l’ignoranza.

The following two tabs change content below.

Giacomo Bandini

Nasce a Ravenna il 1/9/1989 e si trasferisce a Udine nel 2003. Ivi si diploma col punteggio di 78 al Regio Liceo Classico Statale “Jacopo Stellini”. Consegue la Laurea Triennale all’Università degli Studi di Trieste in “Scienze Politiche”. Attualmente laureando presso la facoltà di Scienze Politiche, ramo “Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica - profilo Istituzioni Politiche e Amministrative” all’Università LUISS Guido Carli.
blog comments powered by Disqus