Maternità surrogata: reato universale o regolamentazione?

06/04/2016 di Marco Bruno

Maternità surrogata e stepchild adoption sono stati due delle questioni più dibattute degli ultimi mesi. Dopo la legge Cirinna, sono state avanzate alcune proposte di regolamentazione, mentre il Tribunale minorile di Roma, per la prima volta, ha ammesso l'adozione del figlio del partner a favore di una coppia di due uomini

Surrogacy

La maternità surrogata, oppure comunemente detta “utero in affitto” è una pratica di cui si è discusso moltissimo negli ultimi tempi.  Da un punto di vista pratico, per maternità surrogata ci si riferisce esclusivamente al ruolo che può avere una donna (detta madre portante) che si assume il compito di provvedere alla gestazione al parto per conto di una persona o di una coppia sterile e nei cui confronti si impegna a consegnarne il nascituro subito dopo la nascita.

Un accordo di tal genere in Italia è assolutamente vietato (l.n.40/2004). La legge è stata poi dichiarata in diversi punti incostituzionale nel 2014. Tuttavia altri paesi consentono questa pratica. Ad esempio, in Cananda, l’accordo è vietato solo in forma commerciale ma è tranquillamente possibile se avviene gratuitamente. Altri paesi, come il Belgio, accettano entrambe le forme. Nel nostro paese una pratica medica di questo genere non è consentita. La questione giuridica principale si pone quando una coppia decide di porre in essere tale processo in un territorio in cui vige una delle fattispecie sopra elencate. Infatti, il problema si pone relativamente al rapporto tra il nascituro e quello che è il genitore non biologico. Inutile negare che ciò coinvolga in modo rilevante soprattutto uno dei due componenti della coppia omosessuale, ma è in realtà importante anche per la donna nel caso di coppie eterosessuali. Nel corso degli anni, diverse coppie si sono rivolte alla magistratura che ha, per anni negato, il diritto al riconoscimento del genitore non biologico, ma ultimamente la tendenza sembra essere cambiata.

La discussione sul tema è accesissima, e sono diversi gli esponenti sia politici che della società civile a richiedere che il reato in questione divenga un reato universale, impedendone così la possibilità in qualsiasi parte del mondo. In Italia, le proposte di legge in tal senso arrivano sopratutto dall’area di centrodestra, anche quella interna al governo. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha più volte avanzato la possibilità di una proposta che consideri reato l’utilizzo di tale pratica anche all’estero. Le polemiche si sono poi innalzate dopo la nascita del figlio, proprio con questa tecnica, del leader di Sel, Nichi Vendola. L’area più estrema della sinistra si è infatti detta più volte favorevole all’introduzione di questa pratica anche in Italia. Insieme a loro, anche i Radicali, che avevano già presentato un referendum abrogativo per abolire la legge 40, e che ora tornano all’attacco chiedendo la regolamentazione della maternità surrogata. La loro proposta prevede che la donna interessata svolga questa funzione a titolo gratuito, evitando così la possibilità di mercificare il proprio corpo e che abbia diritto solo ad un rimborso delle spese sostenute durante la gravidanza e ad un contributo per i soldi persi a causa del periodo in cui non ha potuto svolgere attività lavorativa. Nella proposta, si chiede anche il riconoscimento automatico dei figli nati all’estero con questa pratica.

Rimanendo in tema, seppur allontanandosi dalla questione centrale della maternità surrogata, è notizia di poche settimane fa, la sentenza del Tribunale per i minorenni di Roma, che ha ammesso per la prima volta l’adozione del figlio del partner a favore di una coppia di due uomini. È la prima volta che una sentenza del genere riguarda due uomini, dato che era già stata pronunciata in passato un’altra decisione che aveva permesso a una donna di adottare il figlio della propria compagna. Nella sentenza, si afferma che “l’ambiente di crescita è adeguato” e del fatto che “il piccolo è perfettamente integrato nel nucleo familiare”. L’adozione è stata permessa grazie alla specifica norma denominata “adozioni in casi particolari” che consente avvenimenti di questo tipo. Tuttavia, non è questa la normalità, dato che il celebre ddl Cirinnà non ha riconosciuto la stepchild adoption e il ricorso all’adozione in casi particolari è accettabile solo in rari casi. La stessa Cirinnà si è detta soddisfatta della sentenza, mentre di diverso avviso è stato il senatore del Pd Sergio Lo Giudice, il quale è anche padre di un bambino nato con la stessa pratica che ha definito “un fallimento la legge scaturita dal parlamento”. Di tutt’altro tono le reazioni dei parlamentari del centrodestra che parlano di “abominio” e di “forzatura della legge da parte di una magistratura che ha scavalcato il proprio limite”.

La questione rischia di diventare sempre più delicata, il legislatore dovrebbe mettere un freno, da un lato o dall’altro, al fine di evitare che la confusione degeneri e, soprattutto, per evitare che si creino delle situazioni di disparità tra alcune coppie ed altre a seconda del pensiero del giudice. Una legge, insomma, che faccia chiarezza e che dica una volta per tutta se la maternità surrogata, così come le fattispecie di adozione quali quella sopracitata, sia possibile in ogni caso oppure è vietata sempre.

The following two tabs change content below.
Nato a Sant'Agata di Militello (ME) il 26/02/1994. Diplomato al liceo scientifico, attualmente studio giurisprudenza presso la Luiss Guido Carli. Appassionato di musica, serie televisive e sport, spero in un mondo dove a prevalere sia l'eguaglianza
blog comments powered by Disqus