Massimo D’Alema, emblema di una sinistra al tramonto

01/04/2015 di Ludovico Martocchia

L’ex leader della sinistra italiana alle prese con vini e libri, ovvero la politica di oggi alle prese con il finanziamento privato e la personalizzazione. Massimo D’Alema è il simbolo di dottrine novecentesche ormai rinnegate anche dalla sinistra.

“Solamente” quarantacinque anni fa Massimo D’Alema, l’ombra della sinistra italiana per tutta la Seconda Repubblica, veniva eletto consigliere comunale a Pisa tra le fila del Partito Comunista. Passando per sette legislature, dalla Presidenza del Consiglio al Ministero degli Esteri, dalla segreteria del Pds (poi Ds) ad un ruolo centrale nel Partito Democratico, il leader dai tanti soprannomi – soprattutto per i baffi – ha plasmato la politica italiana, a volte annidandosi dietro le quinte, altre scendendo in prima linea per combattere il nemico. Le immagini che lo coinvolgono sono già storia: il dito che indica la falce e martello ai piedi della Quercia, l’invettiva “dì qualcosa di sinistra” di morettiana memoria, il discorso di Gargonza, le spallate con Prodi e Veltroni, l’odi et amo con Berlusconi, i primi caffè con Matteo Renzi. Questo è Massimo D’Alema, una vita di riflessione e pensiero, di azione e di battaglia.

Ma chi è D’Alema oggi? Un vinicoltore? Uno scrittore? Un politico? Difficile rispondere. Il suo nome risuona nuovamente tra giornali e talkshow, non più come un leader ma come un classico politicante in grado di contare molto in piccoli contesti. Ad averlo colpito maggiormente è il paragone con l’ex Ministro delle Infrastrutture: «non sono come Lupi», ha ormai ribadito più volte. Ma paradossalmente si sbaglia. Uno dei promotori dell’Ulivo e dell’idea di base del Pd, colui che ha permesso i festeggiamenti a Piazza Santi Apostoli, si ritrova a cercare finanziamenti (legali) grazie a libri e vini. Passaggi di mano da migliaia di euro, che fanno scadere la politica in questioni misere, decisa più dalla capacità di reperire denaro grazie alle fondazioni che con la forza di un ideale.

E’ fondamentale riflettere su questo punto. A decadere non è solo uno dei tanti uomini politici, verso cui l’interesse è relativo. Ma un’idea precisa di politica, che non esiste più. Attenzione: qui non si vuole sostenere che sia un bene o un male. Il centro degli affari politici italiani non sono i partiti, ma i singoli personaggi che riescono a far girare quattrini per se stessi e per gli altri, a volte legalmente, altre tramite circuiti di corruzione ben nascosti. Così pare essere accaduto ad Ischia, come in gran parte delle opere pubbliche italiane. Un tridente tra imprenditore, faccendiere e politico (che sarebbe logico ormai definire politicante). L’idea novecentesca di D’Alema, con il fulcro della decisione politica nei partiti, nel parlamento e nei “governanti capaci” è morta e sepolta. Lui stesso aveva ormai accettato questa visione della realtà: «Renzi è il figlio del nostro tempo. Di un’idea della politica molto esteriore. […] Bill Clinton una volta mi disse che la gente non ama la politica e non ama i politici, è disposta a votare leader che raccontano le storie, capaci di narrazione, ma che poi sfortunatamente non sono capaci di governare» (D’Alema, in un’intervista con Marco Damilano). Un cambiamento che ha coinvolto totalmente anche la sinistra italiana, tanto amata dall’ex capo di Governo.

Così, ora che il finanziamento pubblico ai partiti sarà totalmente eliminato dal 2017, urgono delle misure che obblighino la trasparenza nelle sovvenzioni economiche private. Se si accetta un modello americano di finanziamento privato, bisogna ricorrere a rendicontazioni ben visibili da parte di ogni cittadino. Al contempo è giusto ora ringraziare un certo giornalismo che fa le pulci a determinate operazioni poco chiare. Come è necessario criticare l’altra parte del giornalismo che sfrutta falsi scandali per ottenere più visibilità, più copie vendute, più like su qualche articolo.

The following two tabs change content below.

Ludovico Martocchia

Nato e cresciuto nella periferia romana. Ha frequentato il Liceo Scientifico Francesco D'Assisi, ora studia Scienze Politiche alla Luiss. Da sempre appassionato di politica, si interessa anche di filosofia, storia, economia e sport. Ma prima di ogni cosa, libero pensatore.
blog comments powered by Disqus