Mark Zuckerberg, ovvero della sana beneficenza

07/12/2015 di Federico Nascimben

Oltre la pura e semplice filantropia: il fondatore di Facebook donerà alla Chan Zuckerberg Initiative azioni e non soldi, senza dar vita ad una fondazione no-profit. Vediamo perché

Martedì 1 dicembre Mark Zuckerberg tramite una nota sul suo profilo Facebook ha annunciato che nel corso della sua vita donerà o, meglio, metterà il 99% delle sue azioni della società di cui è fondatore e ceo – il cui valore è oggi pari all’incirca a 45 miliardi di dollari – all’interno di un’organizzazione filantropica, la Chan Zuckerberg Initiative (CZI), che verrà creata al fine di promuovere “l’uguaglianza fra tutti i bambini della prossima generazione” e rendere il mondo un posto migliore.

In seguito all’annuncio, la società ha precisato che della CZI, Zuckerberg

will control the voting and disposition of any shares held by such entity. He has informed us that he plans to sell or gift no more than $1 billion of Facebook stock each year for the next three years and that he intends to retain his majority voting position in our stock for the foreseeable future.

Dopo aver sottolineato gli infiniti sforzi filantropici dell’operazione, ciò che ha attratto molto di più la stampa americana rispetto a quella nostrana è stata la forma scelta dalla CZI, quella di una Limited Liability Company (LLC) e non di una fondazione non profit. La LLC è infatti una forma particolare di società a responsabilità limitata presente nell’ordinamento americano.

Sul tema un articolo apparso sul New York Times intitolato “come l’altruismo di Mark Zuckerberg aiuta sé stesso” spiega come, in sostanza, il ceo di Facebook abbia spostato i soldi da una tasca all’altra:

an L.L.C. can invest in for-profit companies (perhaps these will be characterized as societally responsible companies, but lots of companies claim the mantle of societal responsibility). An L.L.C. can make political donations. It can lobby for changes in the law. He remains completely free to do as he wishes with his money. That’s what America is all about. But as a society, we don’t generally call these types of activities “charity”.

E tali motivazioni, che lo hanno portato a preferire la forma giuridica di una LLC rispetto ad una fondazione no-profit, sono state confermate per buona parte dallo stesso Zuckerberg in un successivo post.

Altra questione di grande interesse è naturalmente quella relativa alla generosità del fondatore del social network, che è anche incredibilmente efficiente da un punto di vista fiscale, come notato da Forbes:

Why donate stock? With stock, the donor gets a charitable contribution deduction based on the fair market value of the shares. Value and basis are different things, which can mean enormous tax advantages.

In the past, Mr. Zuckerberg has donated hundreds of millions of dollars to charity, as he has to the Silicon Valley Community Foundation. Of course, he donates millions of shares, thus skipping tax on the run up in value. Facebook went public in May 2012, with shares initially priced at $38. They proceeded to dip below $20 but then rose by more than 25% by the time of Mr. Zuckerberg’s year-end donation. Zuckerberg’s deduction is keyed to that market value.

Donating appreciated stock is a much better tax move than selling it and donating the sales proceeds. After all, by donating the stock, the gain he would have experienced on selling it is never taxed. The donee organization can either hold or sell the stock. But since it is a tax-qualified charity, if it sells the stock it pays no tax regardless of how big the gain. And since Mr. Zuckerberg will get credit on his tax return for the market value of what he donates, he can use that to shelter billions of other income.

Insomma, la scelta di Zuckerberg sfrutta al meglio la conformazione del sistema fiscale americano in tema di beneficenza: non opta per una scelta adottata da buona parte delle grosse società e dei miliardari creando una fondazione no-profit, dalla quale si possono dedurre fino al 50% dei contributi dati in beneficenza dal proprio reddito lordo, ma crea una società che potrà utilizzare come strumento filantropico, politico ed economico senza pagare le tasse sull’aumento di valore fatto registrare dalle azioni di Facebook in questi anni.

In buona sostanza, da questa parte dell’oceano abbiamo molto da imparare sotto il profilo fiscale per incentivare le donazioni verso il terzo settore (a meno che non si vogliano ricomprendere i partiti all’interno di questa categoria).

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Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
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