Lotta alla mafia, la riscoperta del Maresciallo Bordonaro

24/04/2016 di Redazione

Diego Scarabelli, dopo anni di ricerche, riporta alla luce la figura del Maggiore Paolo Bordonaro. Il primo, negli anni venti del '900, a comprendere l'esatto meccanismo della mafia siciliana e a cercare di scardinarne il meccanismo

Bordonaro

Oggi siamo a conoscenza dell’organizzazione verticistica e capillare della mafia in Sicilia. In passato, tuttavia, essa è spesso stata ridotta ad una semplice mentalità, ad un modo di essere  le cui radici affondavano nel feudalesimo. Solo nella seconda metà del Novecento importanti sentenze hanno dimostrato che la mafia, in questo periodo anche definita come Cosa Nostra, è una vera e propria organizzazione criminale con fini che nulla hanno in comune con l’onore.

Il 23 marzo 2016 Diego Scarabelli ha presentato a Roma, presso il Museo storico dei Carabinieri, il suo libro Lotta alla mafia siciliana. Proprio al Museo Storico sono iniziate le sue ricerche e qui ritorna, dopo anni di lavoro, per raccontare l’intelligente, quanto oggi dimenticata, indagine oggetto del suo libro, condotta tra il 1926 e il 1927 a Sommatino (in provincia Caltanissetta) dal Maresciallo Maggiore Paolo Bordonaro.

Il Maresciallo Bordonaro riesce a far emergere dai dati spesso incompleti, a volte confusi o volutamente distorti, il modello operativo della mafia e soprattutto la sua struttura interna e verticistica. Questa risulta dotata di un capo supremo in grado, tramite i suoi “rappresentanti”, di imporre la sua volontà su tutta l’Isola.

BordonaroBordonaro ha invece l’esatta percezione della realtà mafiosa già a metà degli anni venti del secolo scorso. Ne individua l’organizzazione e le sue diramazioni in tutta l’Isola, scopre che ne è a capo Calogero Vizzini, che ha un forte controllo del territorio. Per esempio, come afferma un boss mafioso a Bordonaro, “non si moveva foglia in provincia di Caltanissetta senza il nulla osta di Calogero Vizzini”. Per la prima volta in un rapporto sulla mafia compare il termine “rappresentante” che traduce l’esatta funzione di coloro che prendono ordini direttamente dal capo supremo e hanno il compito di  renderli operativi nelle diverse realtà in cui operano, pena la sostituzione dei medesimi – leggasi morte – se non sono all’altezza o si ribellano.

Il Maresciallo Bordonaro, desideroso di restituire – come lui stesso afferma – “la Sicilia ai Siciliani” e mosso da una profonda fede cristiana, riesce non solo a conquistare la fiducia delle persone oneste e a rompere il muro dell’omertà generato dalla paura, ma anche a spingere gli indagati a pentirsi e ad abbandonare la strada del crimine. In molti casi raggiunge l’obiettivo dando così vita ad un consistente pentitismo. Al di là dei risultati concreti della sua indagine (122 condanne per un totale di 6 ergastoli,1748 anni, 5 mesi e 24 giorni di reclusione) Bordonaro lancia un messaggio forte: la mafia non è invincibile. La si può sconfiggere, ma non bisogna abbassare la guardia perché le sue capacità rigenerative sono indubbie. Non a caso, Bordonaro anche quando è già in pensione, non smette di scrivere e invitare le varie istituzioni, tra cui anche la Commissione Antimafia, ad un  impegno costante e all’impiego di ogni risorsa per combattere la mafia, da lui definita come un “mostro marino, dal corpo della balena e dalla malvagità del pescecane”.

Il libro del Dott. Scarabelli Diego Lotta alla mafia siciliana è reperibile online su Amazon qui, o si può fare la richiesta per il testo cartaceo alla casa editrice Horizons University Press (shop@hupress.eu) che provvederà all’invio.

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