Mantova, scopriamo la Capitale italiana della cultura 2016

01/11/2015 di Mariagiovanna Giuliano

Lo scorso 27 novembre il ministro Franceschini ha annunciato che sarà Mantova la Capitale della cultura 2016. Scopriamo quali sono i luoghi di maggiore interesse da visitare nella cittadina lombarda.

Mantova. Città d’arte, culla del Rinascimento, Patrimonio dell’Umanità Unesco e, da qualche giorno, anche Capitale italiana della cultura 2016. Ad annunciarlo lo scorso 27 ottobre è stato il ministro dei beni culturali e del turismo Dario Franceschini, che si è proposto degli obiettivi ben precisi da perseguire nel prossimo anno: il recupero del patrimonio culturale e artistico e la rigenerazione urbana legata alle imprese culturali.

A far valere l’importante riconoscimento alla piccola cittadina lombarda è stato il suo imponente patrimonio artistico e architettonico; in questa sede vedremo quali sono i luoghi di maggior interesse da visitare.

Palazzo Ducale
Palazzo Ducale

Il punto di partenza per un itinerario alla scoperta delle bellezze mantovane potrebbe essere Piazza Sordello, il fulcro della vita artistica e politica della città. Dedicata al poeta trovatore Sordello da Goito, citato da Dante Alighieri nella Divina Commedia, la piazza comprende anche alcuni degli edifici monumentali più importanti della città: il palazzo Ducale, residenza dei Gonzaga nel XIV secolo in cui sono custoditi molti tesori, quadri e statue, è la corte più grande d’Europa con i suoi 70 appartamenti, 500 stanze e oltre 15 cortili e giardini interni; il palazzo Acerbi che è sovrastato dalla Torre della Gabbia, una costruzione medievale che supera i 55 metri; e, infine, il Duomo, o cattedrale di San Pietro, che fu costruito a partire dal 1395 e presenta al contempo uno stile gotico e romantico.

Oltrepassando Piazza Sordello si raggiunge il centro storico, il cuore antico della città, che accoglie il visitatore con il Teatro di Bibiena, costruito per volontà di Maria Teresa d’Austria ed inaugurato con il concerto di un giovane Mozart nel 1770.

A Piazza Erbe si può ammirare la Torre dell’Orologio, collocata tra il Palazzo della Ragione e la Rotonda di San Lorenzo; l’orologio, inventato dall’astrologo Bartolomeo Manfredi, è infatti un orologio astronomico, che oltre a segnare il trascorrere del tempo era in grado di indicare la posizione degli astri, segni zodiacali, i giorni e le fasi lunari.

Un’altra tappa importante è rappresentata da Piazza Mantegna, che ospita una delle più celebri chiese rinascimentali: la Basilica di Sant’Andrea. La tradizione vuole che la chiesa sorga proprio sul luogo in cui San Longino nascose il sangue di Cristo raccolto ai piedi della croce dopo aver trafitto il costato di Gesù con la lancia. Progettata nel 1472 da Leon Battista Alberti per volere di Ludovico II Gondaga, la Basilica fu conclusa 328 anni dopo con la costruzione della cupola di Juvara. Lo stesso Leon Battista Alberti progettò anche la Chiesa di San Sebastiano, oggi adibita a Famedio ai caduti per la Patria. A poca distanza da quest’ultima si trova, infine, il Palazzo Te, costruito tra il 1525 e il 1534 da Giulio Romano su commissione di Federico II Gonzaga in onore della sua amante Isabella Boschetti; per questo motivo, il palazzo è avvolto da un fascino misterioso, pieno di simboli e miti.

Oltre ai luoghi più visitati va ricordato che l’intero territorio mantovano è segnato dalle tracce lasciate dalla sua storia e dalle sue tradizioni, che hanno contribuito a rendere Mantova una degna Capitale del patrimonio culturale italiano.

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Mariagiovanna Giuliano

Salernitana, classe 1994. Diplomata al Liceo Classico, attualmente studia Scienze Politiche a Roma. Le sue passioni sono la lettura, l’arte, lo yoga e la meditazione. Sogna di girare il mondo e di scrivere delle sue avventure. Cura un travel blog per giovani, www.ilpiccoloviaggiatore.com
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