Malnutrizione, una sfida da vincere

02/04/2015 di Andrea Viscardi

I paesi in rapida crecita economica, quali India e Brasile, si trovano oggi ad affrontare i problemi di diseguaglianza economica e di tensioni sociali, ma anche quello di una malnutrizione sempre più diffusa, avente gravi conseguenze sulla salute dei propri cittadini, ma anche sulla produttività e l'economia del paese.

Agricoltura e Malnutrizione

Il problema della malnutrizione non colpisce solamente i paesi più poveri del Mondo, ma è un’emergenza soprattutto in quelli a medio reddito. Un problema serio, che obbliga la comunità internazionale a concentrare maggiormente i propri sforzi per combattere tale fenomeno, concentrandosi anche su quelle realtà soggette ad una grande crescita economica nell’ultimo decennio, ma ancora incapaci di garantire una sicurezza alimentare ai propri cittadini. E’ questo uno degli aspetti sottolineati dall’International Food Policy Research Institute, nel suo “2014-2015 Global Food Policy Report”.

Alcuni di questi paesi, come ad esempio Cina, Brasile e Messico, sono riusciti, tra il 1990 e il 2014 a ridurre significativamente il problema malnutrizione all’interno dei propri confini. Proprio il Brasile, nell’ultimo decennio, non solo ha ridotto tale piaga di circa due terzi, ma ha avviato anche campagne di sensibilizzazione ad un’alimentazione sana e sicura, aumentando contemporaneamente i propri investimenti nell’agricoltura e nelle tecnologie alimentari. Tutto ciò, però, non è sufficiente, se consideriamo come 363 milioni di persone – circa la metà degli affamati sul nostro Pianeta – oggi, soffrano del problema della malnutrizione o di mancanza di cibo proprio all’interno di cinque dei grandi stati a medio reddito, cioè proprio Brasile, India, Cina, Indonesia e Messico.

Una situazione grave anche sotto un profilo economico. Se la questione della malnutrizione ha grandi ed evidenti ripercussioni anche su dimensioni quali quelle del lavoro e della produttività, dall’altra comporta pesanti costi per il PIL di questi paesi. A.J Stein e M. Qaim, nel Food & Nutrition Bullettin 28, no.2, stimavano per l’India un costo del 3 per cento del prodotto intorno lordo come conseguenza delle spese sanitarie atte a contrastare le conseguenze di una malnutrizione diffusa, come diabete e problemi cardiaci. Trend ribadito da Gutierrez-Delgado e Guajardo Barron, che in un rapporto del Ministero della Salute di Città del Messico, stimavano nel 13% del totale i costi sanitari per combattere l’obesità e le sue conseguenze.

Come fare, allora, a contrastare tale situazione? Anzitutto, capovolgendo il trend di una diseguaglianza economica interna che invece si sta sempre di più concentrando, in molti di questi paesi, su due poli opposti; quindi, attuando politiche di massa per un maggiore e più facile accesso all’educazione e all’istruzione. La dimensione, dunque, è sempre da ricondursi, in ultima istanza a questi due elementi: accesso ad un reddito dignitoso e, soprattutto, ad un’educazione che permetta alle persone di formarsi non solo per un futuro lavorativo, ma anche per una maggiore consapevolezza. Una strada obbligatoria, perché al di fuori della dimensione nutrizione, rappresenta anche l’unica via sicura per sostenere il trend di crescita di questi paesi nel medio-lungo periodo, e quindi aprire la strada ad un consolidamento della propria struttura produttiva.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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