Elezioni dello sport: sorpresa Malagò al CONI

19/02/2013 di Luciano Di Blasio

Giovanni Malagò
Giovanni Malagò (a sinistra) e Raffaele Pagnozzi

In un inizio 2013 indiscutibilmente pregno di situazioni elettorali, arrivano i primi risultati, e le prime sorprese: i dirigenti dello sport nazionale hanno scelto come nuovo presidente del CONI l’imprenditore e dirigente sportivo Giovanni Malagò. Nelle votazioni tenutesi nella mattinata di martedì 19 febbraio, ha sconfitto per 40 voti a 35 il favorito Raffaele “Lello” Pagnozzi, Segretario Generale uscente del CONI.

Ma chi è Giovanni Malagò? Proviamo a puntare i riflettori su questo personaggio, molto noto a Roma, ma probabilmente sconosciuto ai più a livello nazionale, fatta eccezione forse per gli “sport-freaks”.

Malagò è un imprenditore romano – AD e socio del gruppo Sa.Mo.Car Spa, consigliere di Unicredit Banca oltre che di altre società – ma, molto più significativo ai fini della nostra disamina, è soprattutto presidente del Circolo Canottieri Aniene dal 1997:  un’associazione sportiva simbolo della “Roma Bene”, della Roma pariolina, ricca e forse su un mondo tutto suo, che lo stesso Malagò incarna alla perfezione. Sotto la sua direzione, il Circolo ha tesserato atleti che hanno raggiunto grandissimi risultati: basti pensare a Federica Pellegrini, Alessandra Sensini e Josefa Idem. Poco importi se “metterci la faccia” possa voler dire dimenticarsi di quello che succede dietro la facciata: tante le voci di dissenso sotterraneo, anche in tempi preelettorali, sull’amministrazione Malagò, specialmente nella gestione dei bilanci del Circolo, inaccessibili (ma si sa, la trasparenza non è una di quelle cose che gli italiani “in fra le loro abbino più care”) e, si dice, nettamente del colore del sangue.

“Metterci la faccia”: proprio una delle espressioni più care a Malagò, che durante questa campagna elettorale, passata in sordina a causa delle imminenti elezioni politiche più di quanto non lo avrebbe fatto comunque, ha attaccato a testa bassa, non risparmiando nessun colpo mediatico al “povero” Pagnozzi, personaggio pacato e probabilmente per indole poco incline alla bagarre da sotterfugi e dietrologie tipica di un’elezione. Già, Pagnozzi: simbolo, suo malgrado, della generazione Petrucci (e non solo), che per la maggioranza degli italiani, disattenti appassionati di sport e disillusi dei poteri politici, fa rima con scandali. E Malagò, un po’ un Grillo dal portafoglio pieno, ha cavalcato alla grande la supposta volontà di cambiamento che aleggia tra gli italiani in questa difficile e delicata fase della vita politica e sociale (quindi anche dello sport): “il mio modello è avere un nuovo modello”, aveva dichiarato nell’intrigante intervista doppia (con Pagnozzi) rilasciata a Novella Calligaris per Rainews poche settimane fa (http://www.youtube.com/watch?v=rxAl5jzDMOo). Poco importa, però, se alla guida dei Mondiali di Nuoto 2009 a Roma, al centro di grandi scandali e innumerevoli indagini, ci fosse lo stesso “Megalò”, soprannome di successo, tra amici (e non), del buon Giovanni.

Malagò è anche famoso, nella “Roma Bene”, per essere un Don Giovanni, un amante delle donne: non deve essere un caso, quindi, che gli atleti più vincenti del suo Circolo siano grandi donne dello sport italiano. E non è un caso che la prima ad esprimersi positivamente sulla sua elezione è proprio Josefa Idem: candidata al Senato come capolista PD in Emilia Romagna e dunque sicura eletta, sono molte le voci che la vorrebbero come Ministro dello Sport di un possibile governo Bersani. Immaginate, però, questo scenario: il Presidente del CONI è datore di lavoro – come presidente del Circolo Aniene – del Ministro dello Sport. Alcuni vedranno un vantaggio: conoscendosi e stimandosi, lavoreranno bene insieme. Altri, però, potrebbero vedere un legittimo conflitto d’interessi.

Dunque, se anche Pagnozzi avesse rappresentato un’estrema continuità con il passato, l’elezione di Malagò, purtroppo, non necessariamente vorrà dire discontinuità. È però d’obbligo il beneficio del dubbio: attendiamo e speriamo.

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Luciano Di Blasio

Nasce a Lanciano (CH) il 20/03/1987 e cresce a Ortona (CH): un abruzzese dalle velleità internazionali. Maturità scientifica (100/100, premiato dalla fondazione De Medio) a Francavilla al Mare (CH), vince il premio come miglior studente di matematica della provincia di Chieti. Vive un anno a Newcastle (UK) studiando ingegneria elettronica, sei mesi a Rio de Janeiro. Si laurea in Lingue e Letterature Moderne (Tor Vergata, inglese e portoghese) con una tesi in letteratura inglese post-coloniale sullo scrittore nigeriano Ken Saro-Wiwa. Attualmente iscritto al secondo anno Corso di Laurea Magistrale in International Relations (Scienze Politiche, LUISS). Membro fondatore dell'associazione GiovaniRoma 2020. Drogato di letteratura, politica, F1, tennis e calcio.
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