Mai più di dieci anni nello stesso posto di lavoro

18/01/2016 di Federico Nascimben

Per i millenials un posto di lavoro longevo e sicuro non è in grado di dare una spinta alla propria carriera. Perché cambiare è meglio

Su Bloomberg la scorsa settimana è comparso un articolo che parla del Deloitte Millenial Survey 2016, dal quale emerge che per la generazione del nuovo millennio un posto di lavoro “longevo” e sicuro non è in grado di dare una spinta alla propria carriera. Anzi, due terzi dei giovani intervistati pensa che lavorerà in un’altra azienda di qui ai prossimi cinque anni, o anche prima.

La società di consulenza ha intervistato all’incirca 7.700 millennials provenienti da 29 Paesi (sia sviluppati che emergenti) fra settembre e ottobre 2015 per comprenderne maggiormente valori e ambizioni. Ma questo scarso attaccamento all’impresa per cui si lavora rappresenta una sfida anche per le aziende stesse, soprattutto in quei mercati dove le nuove generazioni rappresentano una parte consistente della forza lavoro.

Secondo la ricerca, questo “piede fuori dalla porta“, come l’ha definito Punit Renjen, ceo di Deloitte global, è dettato da diversi fattori: i millenials si sentono sottoutilizzati e non vengono sviluppate abbastanza le loro capacità di leadership; sentono che molte aziende non hanno altre ambizioni oltre al profitto, così da dar adito ad una discrasia tra quello che dovrebbe essere l’obiettivo del business e ciò che attualmente è, almeno secondo quanto percepito; inoltre, spesso i “nuovi lavoratori” mettono i loro valori personali davanti agli obiettivi dell’organizzazione. Eppure vogliono le stesse cose dei loro padri: possedere una casa e farsi una famiglia.

In un mercato segnato da anni di crisi ed iper-competitivo conta maggiormente saper vendere continuamente i propri “asset” ad ogni azienda piuttosto che rimanere fedeli ad una per tutta la vita, o comunque per molti anni: gli scatti di carriera sono ormai inter-lavorativi e non intra, avvengono molto più facilmente, cioè, passando da un impresa all’altra, in un lento cammino che porta verso la posizione lavorativa desiderata all’interno dell’azienda desiderata.

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Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
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