Magie dell’India. Capolavori dell’arte indiana in mostra a Treviso

09/12/2013 di Simone Di Dato

Magie dell'India. Dal tempio alla Corte. Mostra d'arte Indiana, Treviso

Magie dell’India. Dal tempio alla corte – Da sempre terra di confine tra Vicino ed Estremo Oriente, l’India è stata per millenni regno indiscusso di viaggiatori e avventurieri, patria di eccentrici sovrani e contaminazioni culturali,  capace di  preservare ed esaltare un immenso patrimonio artistico. Immersa tra le vette dell’Himalaya, il deserto, i sacri fiumi e la giungla, la civiltà indiana ha vissuto e continua a vivere le influenze religiose, metafisiche e devozionali più svariate, tenendo conto del legame tra passato e presente sempre in stretto contatto con le risorse della sua terra. Chiunque non abbia avuto modo di apprezzarne profumi e sapori viaggiando, non perderà l’occasione di conoscere l’India e la sua tradizione artistica attraverso la nuova mostra sita nel centro storico di Treviso.

Dopo le esposizioni dedicate allo splendore della Cina e il misterioso Tibet, la provincia veneta infatti fa di nuovo cornice ad un importante evento, questa volta tutto dedicato ai capolavori dell’arte indiana. Ospitata dalle sale di Casa dei Carraresi, prestigioso edificio medievale e sede di convegni e mostre, “Magie dell’India. Dal tempio alla corte” nasce con l’intento di presentare al grande pubblico le opere di arte antica e moderna, dal II millennio a.C. all’epoca dei Maharaja, provenienti dalle collezioni museali e private italiane, tra le più rappresentative.

Magie dell'India, dal tempio alla Corte. Capolavori d'arte indiana
Sita e Lakshmana in esilio, 1810/1815, miniatura

Tutto parte da un comitato scientifico, coordinato da Adriano Màdaro, ideatore e curatore delle precedenti mostre sull’Oriente, composto da Marilia Albanese, indologa, il gallerista ed esperto di arte antica orientale Renzo Freschi insieme con gli architetti Marco Sala e Giovanna Colombo che, con l’obiettivo di illustrare le tappe salienti della civiltà in questione, ha studiato un contesto scenografico volto a ricreare ambienti originali e suggestivi, colmi di magia e mistero.
Solo pochi mesi fa il curatore si è recato in India per prendere in loco contatti con studiosi indiani per stabilire non solo le modalità del progetto ma anche quali preziosi tesori proporre. “Il mal d’Oriente è una malattia cronica per me – ha raccontato Màdaro a tal proposito – e Casa dei Carraresi, che per volontà di Dino De Poli ha ospitato con successo le esposizioni su Cina e Tibet, non poteva che aprire questa finestra sull’India. Sempre con lo stesso spirito: non una mostra di nicchia solo per addetti ai lavori  ma una mostra che punta alla divulgazione d’eccellenza.”

Elementi architettonici, miniature, fotografie dell’epoca, sculture in pietra e in bronzo, armi, gioielli, oggetti di uso quotidiano e usati nei riti religiosi, accanto a preziosissimi arazzi, costumi e tessuti, sono disposti nelle atmosfere sontuose e sognanti tipiche dei palazzi indiani. Come il titolo della mostra suggerisce, il percorso espositivo distinguerà due poli ben precisi: da un lato l’arte classica propria dei templi sacri, dall’altro l’India delle corti sfarzose dei grandi Maharaja, un periplo culturale lontano  però dal dualismo sacro-profano caro agli occidentali.

Casa dei Carraresi, Treviso, Mostra Arte India
Il sultano Ala-ud-din Khilji leva l’accampamento, 1815/1820, miniatura

Si parte dunque da una sala interamente dedicata al sincretismo religioso in cui le quattro fedi autoctone, Hinduismo, Buddhismo, Jainismo e Sikhismo incontrano quelle importate del Cristianesimo e dell’Islam: statue e altorilievi in pietra, immagini di bronzo e oggetti rituali sono la prova dell’armoniosa convivenza spirituale di svariate contaminazioni religiose. Seguono le sale dei miti e delle grandi epopee indiane, con l’indispensabile riferimento letterario al poeta Valmiki, uno sguardo attento ai rapporti tra India e Grecia e la singolare arte del Gandhara per poi giungere alle cinque sale in onore di Shiva, Vishnu e Krishna. Nella seconda parte della mostra invece, lo sguardo si sposta verso il mondo dei sovrani che tanto impressionarono l’immaginario europeo: splendidi vestiti dai colori brillanti, affiancati da inestimabili gioielli, creazioni artistiche, talismani e armi raffinate offrono una suggestiva testimonianza delle casate regnanti.

Sarà questo, un viaggio unico in una terra di incredibile fascino, tra ricchezze artistiche e spirituali, raffinato erotismo e grande storia, sulla falsa riga di viaggiatori che intrapresero la “via delle Indie” per esplorare sì una cultura magica e ammaliante, ma sopratutto se stessi.

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Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
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