M5S e Quirinale, golpe? Beppe Grillo ritratta

21/04/2013 di Iris De Stefano

Beppe Grillo

Enno Flaiano diceva: “ In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti”. Ieri, a Roma, ascoltando le lamentele di automobilisti e tassisti che ancora a notte  inoltrata si trovavano di fronte a strade chiuse, per un corteo di protesta continuamente in movimento, quella frase è sembrata più reale che mai.

I fatti – Già dal mattino, quando iniziavano a farsi sempre più fitte le notizie provenienti dal Quirinale riguardo alla possibilità di una ri-elezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica, segnando un unicum nella storia del nostro Paese, il Movimento 5 Stelle, unico con Sel ad opporsi a quest’ipotesi, annunciava che avrebbe continuato a votare coerente con le precedenti cinque votazioni Stefano Rodotà, nome del candidato uscente vincitore della Quirinarie (dopo le defezioni di Gino Strada e Milena Gabanelli). Quando, poco prima dell’inizio della sesta votazione, con un comunicato stampa è stata resa nota la disponibilità del Presidente della Repubblica alla ricandidatura, Beppe Grillo ha gridato al colpo di stato attraverso un post sul suo blog. “Ci sono momenti decisivi nella storia di una Nazione. Oggi, 20 aprile 2013, è uno di quelli. E’ in atto “un colpo di Stato” queste le parole del comico reinventatosi homo politicus che ha poi aggiunto: “Il M5S da solo non può però cambiare il Paese. E’ necessaria una mobilitazione popolare. Io sto andando a Roma in camper. Ho terminato la campagna elettorale in Friuli Venezia Giulia e sto arrivando. Sarò davanti a Montecitorio stasera. Rimarrò per tutto il tempo necessario. Dobbiamo essere milioni. Non lasciatemi solo o con quattro gatti. Di più non posso fare. Qui o si fa la democrazia o si muore come Paese”.

Grillo, M5SIl golpettino – Mentre fuori Montecitorio si riunivano un migliaio di persone appartenenti ai gruppi partitici più differenti ( ex PCI, Casa Pound e M5S tra tutti ) è arrivata la rettifica: il leader avrebbe organizzato una conferenza stampa solo oggi, domenica, lasciando delusi i manifestanti che hanno però deciso di sfilare ugualmente per le strade della Capitale, bloccando gran parte del centro e creando non pochi disagi. Oggi il tanto inteso incontro, più simile ad un comizio: Beppe Grillo dunque non sarebbe sceso in piazza ieri per non favorire episodi di violenza, episodi che si sono comunque verificati, come la quantità di insulti rivolti a Dario Franceschini che cenava in una trattoria nei paraggi e che si è dovuto scusare con gli altri ospiti del ristorante. Durante la conferenza l’ex comico ha anche ridimensionato le sue parole sul colpo di stato che avevano suscitato moltissimo scalpore ieri: “Ieri ho detto “golpe”, ma intendevo golpettino istituzionale furbo”, giocato sulla semantica” sono state infatti le prime parole pronunciate dal leader appena arrivato alla Città dell’Altra Economia, nel quartiere Testaccio. Peccato che nessuno gli abbia risposto che, eletto con 738 voti, la rielezione del Presidente della Repubblica non solo è perfettamente democratica, ma si inserisce anche in quel solco di un Parlamento decisionista a cui il Movimento non fa altro che inneggiare da un mese e mezzo a questa parte.

La delusione dei grillini – È poco chiaro in realtà cosa abbia in testa Beppe Grillo, evidentemente preso di sorpresa dalla decisione del Parlamento; atteso alla manifestazione del Movimento oggi in piazza Santi Apostoli a Roma, è arrivato e arrampicatosi sulla macchina ha urlato un laconico: “Arrendetevi”, prima di andarsene lasciando incredulo chi si aspettava una partecipazione del leader al corteo; i manifestanti hanno infatti aspettato fino alle 17, sperando in un ritorno di Grillo, prima di cominciare a muoversi dalla piazza verso via dei Fori Imperiali.

La spiegazione sul blog – Oggi pomeriggio, attraverso un post sul sito BeppeGrillo.it, con le parole di Paolo Becchi, si è tentato di dare una propria interpretazione ai riferimenti al colpo di stato;  attraverso riferimenti agli scritti di Curzio Malaparte, Karl Marx e Gabriel Naudé si è arrivati alla conclusione che “Il Coup d’État ha le più svariate caratteristiche e tende pure a confondersi con la “ragion di Stato”. Ebbene è proprio questa ragion di Stato che ci ha consegnato ieri la rielezione di Napolitano.” Riconoscendo che l’elezione del Presidente si è svolta all’interno della legalità l’intervento sul blog conclude però che “la legalità in questo caso è diventata un’arma contundente con la quale si è voluto colpire il popolo italiano.” Quello che forse ancora non hanno ancora capito Grillo e buona parte del suo seguito è che la politica è anche istituzioni, regole e compromessi. In Italia certamente è necessaria un ampia e profonda riforma del sistema politico, ma non è abbattendo ogni regola e basandosi solo sul web ( sulla cui democraticità e capacità di raggiungere tutti gli stati della società si potrebbe parlare a lungo ) che si risolvono tutti i problemi che questo Paese ha dimostrato di avere negli ultimi due giorni.

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Iris De Stefano

Nata a Napoli il 02/10/90 dopo la maturità classica ha studiato Relazioni Internazionali a "L'Orientale" di Napoli e alla LUISS Guido Carli di Roma. Esperienze in Belgio e in Spagna.
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