M5S, COPASIR e Commissione di vigilanza Rai. Grillo non ha tutti i torti

27/04/2013 di Andrea Viscardi

“Il M5S non puo’ governare, ma neppure avere i diritti minimi di chi fa opposizione”, queste le parole amarissime di Beppe Grillo in mattinata. Il riferimento è alla situazione alquanto strana venutasi a delineare per la presidenza del COPASIR e della Commissione di Vigilanza Rai. Se l’accusa di “golpettino” di una settimana fa è caduta, giustamente, nel vuoto, oggi il Movimento 5 Stelle potrebbe avere più di una ragione.

Massimo D'Alema, COPASIR
Massimo D’Alema, presidente uscente del Copasir. Il PD potrebbe ottenere la presidenza della Commissione di Vigilanza RAI

COPASIR – Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, istituito con la legge n.124 del 3 agosto 2007, sostituisce il Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti, creato nel 1977 come conseguenza dello smembramento del SID successiva al tentativo di golpe organizzato da Junio Valerio Borghese. La legge del 2007 stabilisce sia un membro dell’opposizione parlamentare a conseguire il controllo dell’organo, in un’ottica, non trascurabile, di bilanciamento dei poteri all’interno della democrazia italiana. Andando quindi ad osservare, sin dal 1996, la dinamica delle nomine, appare evidente tale intenzione. Durante la XII legislatura, quella inaugurata da Prodi nel 1996 e conclusa da Amato nel 2001, fu Franco Frattini a ricoprire la carica, quindi, sotto il secondo governo Berlusconi, Enzo Bianco, esponente del Partito Democratico. Similmente, nel 2006, l’incarico venne affidato a Claudio Scajola. Una volta di più, durante l’ultima legislatura. Infatti, Rutelli, eletto prima della sua fuoriuscita dal PD, venne sostituito, il 25 Gennaio 2010, da Massimo D’Alema. Una tendenza chiara e precisa, quindi. Se la legge stabilisce debba essere un membro dell’opposizione parlamentare, la prassi è chiara e indica come, a partire dal 1996, la scelta sia sempre ricaduta su un esponente del massimo partito di opposizione.

Ma non questa volta – Lega o Fratelli d’Italia. Il nome tra i più probabili è quello di Ignazio La Russa. Una scelta strana, considerando due aspetti tutto sommato oggettivi. Il primo è costituito dal fatto che entrambe le formazioni politiche hanno partecipato alla gara elettorale come alleati del PdL e ora, per quanto non voteranno la fiducia, è difficile credere rappresentino una vera e propria opposizione. Il secondo aspetto, poi, è ancora più palese. Fratelli d’Italia detiene 9 seggi alla Camera, nessuno al Senato e ha ottenuto 665.000 mila voti.  La Lega 1,3 milioni, con 18 seggi alla Camera e 16 in Senato. Messe insieme, le due forze politiche, non rappresentano neanche un terzo dei deputati e degli elettori del Movimento 5 Stelle. Può essere considerato giusto, quindi, estromettere completamente la più grande componente di opposizione presente da ogni carica? Forse il COPASIR non è quella più adatta per il M5S, effettivamente servizi segreti e trasparenza non vanno molto d’accordo… allora resta la Commissione di Vigilanza della Rai.

Commissione di vigilanza rai e COPASIR
L’elezione del Presidente dela Commissione di Vigilanza Rai al centro di polemiche

Commissione di Vigilanza – Diciamocelo, tra tutti, forse, quello della commissione di vigilanza della RAI potrebbe essere un buon banco di prova per il movimento di Beppe Grillo. L’organo nomina parte del CdA e definisce i piani di spesa. Insomma, se il Movimento fa dei tagli agli sprechi, della trasparenza e dell’abbattimento della Casta un proprio cavallo di battaglia, allora, potrebbe dimostrare, partendo da uno dei simboli della mala organizzazione del nostro Paese, di non essere solamente un fuoco di paglia senza capo nè coda, come fatto, invece, nell’ultimo mese. Qui nessuna legge stabilisce la presidenza debba essere controllata dall’opposizione ma, se vogliamo, l’esistenza di una prassi di questo tipo, rende il tutto ancora più significativo. Dal 2000 ad oggi, infatti, si sono susseguiti Francesco Storace e Mario Landolfi (AN), durante la XIII legislatura, quindi, sotto la seconda Presidenza del Consiglio di Silvio Berlusconi,  Petruccioli (DS) e Gentiloni (Democrazia è Libertà – La Margherita), nuovamente Landolfi durante il breve governo Prodi II e Villari e Zavoli (PD) nell’ultima legislatura. Questa volta, però, non solo l’incarico non sarà probabilmente dato al principale partito di opposizione, ma sarà addirittura ottenuto dal partito di governo, cioè dal PD. Per quanto il massimo indiziato a occupare la carica sia un esponente di SEL, partito verso il quale vige lo stesso discorso fatto per Lega e Fratelli d’Italia, Berlusconi non vedrebbe di buon occhio il controllo di Nichi Vendola in Rai e sarebbe disposto ad appoggiare il PD nello strappo, anche considerando come SEL abbia già ottenuto la presidenza della Camera.

Alzate le barricate –  Autoconservazione, preservazione di una classe politica che, mentre riesce a fatica a creare un governo, crede di poter far passare in sordina una mossa di questo tipo. Perché per quanto gli esponenti del M5S possano essere considerati inadeguati, almeno considerando quanto visto sino ad oggi, è pur sempre vero come rappresentino il 25% degli elettori italiani, nonché, diciamocelo, l’unico vero partito di opposizione, insieme a SEL. Se Vendola ha la Boldrini, oggi Grillo non ha nulla. Il gioco in atto, teso ad estromettere un Partito democraticamente eletto a rappresentante di otto milioni e mezzo d’italiani, sembra un altro colpo di coda di una casta politica atta a difendere se stessa, più che il Paese. Con la speranza che il nuovo governo Letta, presentato proprio mentre scrivo queste ultime righe, possa dimostrare che qualcosa, invece, è cambiato.

 

Vigilanza Rai
GovernoPresidentePartito
XII Legislatura: Prodi, D’Alema, AmatoStorace, LandolfiAN
XIV: Legislatura BerlusconiPetruccioli, GentiloniDS-DL
XV Legislatura: ProdiLandolfiPDL
XVI Legislatura: Berlusconi, MontiVillari, ZavoliPD

 

 

COPASIR
AnnoGovernoPresidentePartito
1996-2001Prodi, D’Alema, AmatoFrattiniFI
2001-2006BerlusconiEnzo BiancoPD
2006-2008ProdiScajolaPDL
2008-2012Berlusconi, MontiRutelli, EspositoPD

 

 

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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