L’Unione Europea: opportunità o limite per l’azione dei Comuni?

18/10/2014 di Redazione

In vista del prossimo evento di TIA Formazione sull’Eramsus Plus, il 28 novembre nella località marittima di Letojanni, abbiamo chiesto all’assessore Fileti del ruolo dell’Europa nelle realtà locali

TIA, Letojanni, Erasmus+

E’ noto quanto, nel dibattito pubblico, domini un’idea sempre negativa sul ruolo dell’Unione Europea nel nostro paese. E’ una questione sentita soprattutto alla base della nostra società: dai singoli cittadini, che a volte sono costretti a salti mortali per arrivare a fine mese, e che si riflette sull’entità amministrativa loro più vicina: i Comuni. In Italia sono più di 8 mila, e la stragrande maggioranza conta meno di 15 mila abitanti. Le amministrazioni locali sono dunque le più vicine al cittadino, quelle che riescono meglio di qualsiasi altra a toccare con mano i problemi di tutti i giorni.

Ma l’Europa in cui viviamo è solo fonte di rigore? Sappiamo che non è sempre così, anche se spesso non riusciamo a sfruttare al meglio le possibilità che ci offre: ci riferiamo ad esempio alla progettazione europea – di cui abbiamo già parlato nello scorso mese – attività che permette lo sblocco di fondi essenziali per il rilancio dell’economia del territorio. Si tratta di procedure molto complesse, ma che hanno il fine di assicurare non vada sprecato neanche un euro tra quelli messi a disposizione per rilanciare le attività imprenditoriali, il lavoro e, dunque, l’occupazione.

E’ proprio per questo che i Comuni italiani, quale ente amministrativo di base, hanno la necessità di tenere gli occhi e le orecchie ben aperti di fronte alle possibilità che l’Europa offre. Una sinergia di questo tipo non sarà la fonte dei miracoli, ma potrebbe contribuire seriamente a dare possibilità a chi, in territori spesso in difficoltà, ha bisogno di una prospettiva nuova. Abbiamo quindi intervistato su questi temi Daniela Fileti, assessore che si occupa di Cultura, istruzione, formazione professionale lavoro e pari opportunità nel comune di Letojanni, in provincia di Messina. Una realtà piccola ma strategica: posizionata a due passi da Taormina, sulla costa orientale siciliana, fa parte di una delle più note zone turistiche e culturali del sud, grazie alla corposa storia della regione e a una posizione privilegiata sul Mediterraneo.

L’intervista nasce in occasione dell’evento organizzato nel Comune dai nostri partner di TIA Formazione, associazione che da anni si occupa di diffondere la cultura e la consapevolezza delle opportunità date dall’Unione Europea. Il 28 novembre Letojanni ospiterà un evento dedicato alla progettazione europea riguardante l’Erasmus Plus: forse il più noto dei programmi dell’Unione Europa, che da un anno si è dato una veste nuova, grazie a un aumento delle risorse che ne amplia le possibilità: non è una novità su queste pagine: della data romana del seminario parlammo già diffusamente qua

Assessore, che valore hanno questo genere di progetti per un comune come Letojanni?

Questi progetti costituiscono un’importante risorsa per il territorio, in quanto rappresentano un’opportunità per conoscere praticamente le potenzialità dell’azione di governo europeo.

Quanto e come “si sente” l’Europa nel vostro Comune, sia dal punto di vista istituzionale che di cittadinanza?

Ancora oggi purtroppo l’Unione Europea viene percepita come una realtà a se stante, un qualcosa di negativo da cui difenderci, un insieme di vincoli e parametri a cui attenersi senza avere benefici.

Qual è il ruolo delle istituzioni locali nella conoscenza delle opportunità che l’Unione può portare?

In realtà è in atto una vera e propria campagna anti-europeista, dettata anche da uno scenario economico di profonda recessione di crisi, ma anche da una profonda ignoranza sulle reali potenzialità della governance europea. Per questo chi ha un ruolo istituzionale, e le istituzioni in generale, dovrebbero veicolare informazioni a riguardo e creare occasioni d’informazione e divulgazione per evidenziare i punti di forza dello stare in Europa e del condividere le stesse prassi, pur non sottovalutando le differenze culturali che, ahimè, purtroppo esistono e che a mio avviso rappresentano autentiche resistenze a quel cambiamento che indubbiamente la dimensione europea promuove.

Come può una più profonda conoscenza delle opportunità date dal programma Erasmus Plus, arricchire ed aiutare i cittadini di Letojanni?

In particolare Erasmus Plus contribuisce a migliorare la vita dei giovani Europei, favorendo la loro mobilità, arricchendo i loro percorsi formativi e di studio, creando opportunità di lavoro, di esperienze anche di volontariato all’interno delle quali condividere prassi e momenti di reale crescita umana e sociale.

Una crescita che può portare sviluppo anche nel nostro territorio: non a caso si parlato di condivisione di prassi: se un’idea è buona, perché non svilupparla nel resto del continente? E’ qualcosa che dovremmo imparare, anche perché non solo abbiamo da ricevere, ma sarebbe sorprendente scoprire quanto possiamo dare per un’Europa in cui vivere tutti meglio.

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