L’ultimo attimo fuggente di Robin Williams

12/08/2014 di Jacopo Mercuro

Robin Williams non lascia l’isola che non c’è, ma un mondo che non riusciva più a farlo sentire l’avventuriero di un tempo, vittima di una Hollywood tanto magnifica quanto spietata

Robin Williams

“Guardo il mondo, vedo quanto possa essere spaventoso, a volte, e comunque cerco di affrontare la paura. La comicità può aiutare ad affrontare la paura, senza paralizzarti ma anche senza dirti che tutto il male sparirà. È come se dicessi: ok, posso scegliere di ridere di questa cosa, e una volta che ci avrò riso sopra avrò cacciato il demone e potrò affrontarla davvero. Questo è quello che cerco di fare quando faccio il comico” – Robin Williams

Muore all’età di 63 anni uno degli attori che più ha fatto emozionare e sognare intere generazioni. I figli degli anni ottanta e novanta sono cresciuti con i suoi personaggi fiabeschi, dall’Alan di Jumanji al Peter di Hook – Capitan Uncino, passando per ruoli più impegnati in Good Morning Vietnam, Patch Adams e Genio Ribelle, film che lo ha consacrato con un Oscar al miglior attore non protagonista nel 1998.

Robin Williams
Robin Williams in Hook! Capitan Uncino

“Qui non c’è più avventura”. Così recitava Capitan Uncino in Hook – Capitan Uncino, dove Robin Williams interpretava la parte di un Peter Pan sulla soglia dei quaranta. Questa volta Robin non lascia l’isola che non c’è, ma abbandona un mondo che non riusciva più a farlo sentire l’avventuriero di un tempo. I suoi ultimi film non riscuotevano il successo dei precedenti e il tramonto professionale portava sempre più ombre nella sua vita. L’attore di Chicago, nell’ultimo anno, ha provato a rimettersi in gioco attraverso la serie tv comica The Crazy Ones, che, suo malgrado, è stata cancellata dopo la prima fallimentare stagione.

Ancora una volta Hollywood ha dimostrato di essere spietata. Il grande circo americano è in grado di portare le sue creature sulle vette più alte del successo, per poi lasciarle schiantare rovinosamente al suolo. Un continuo gioco fatto di mosse e contro mosse, dove tutti provano a giocare la loro partita al meglio, cercando di rimanere sulla cresta dell’onda.

Robin Williams
Robin Williams in Jumanji

Jumanji, un gioco che sa trasportar chi questo mondo vuol lasciar. Tira i dadi per muovere la pedina, i numeri doppi tirano due volte, e il primo che arriva alla fine vince.” Robin Williams, nei panni dell’Alan Parrish di Jiumanji, era riuscito a vincere la sua partita giocata sul grande schermo, ma non è riuscito a fare lo stesso nella vita reale. Questa volta i dadi sono stati meno fortunati e l’epilogo è stato tragico. Da tempo l’attore era stretto nella morsa della depressione e dell’alcool, finché, la scorsa notte, è stato trovato privo di vita nella sua abitazione californiana. Le prime informazioni che giungono dagli States parlano di un suicidio, ma bisognerà aspettare l’autopsia per conoscere le reali cause della morte.

È stato un uomo baciato dai riflettori, ma anche oscurato dalla sua discutibile vita privata. Nel suo cammino l’abuso di alcol e droga è stato una costante, fornendoci un’immagine dell’uomo totalmente diversa da quella che appariva sul grande schermo. L’attore americano è stato l’eterno Peter Pan alla ricerca della sua ombra, ma una volta trovata è finito per esserne sopraffatto. Ha trascorso una vita piena di avventura sia sul set che fuori. Robin Williams è stato un vero e proprio Flubber, un artista energico e dalle innumerevoli sembianze, che ha saputo farci ridere e commuovere, sino a diventare una delle icone del nostro tempo.

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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