Lukhang, il tempio segreto in Tibet e gli affreschi tantrici

29/11/2015 di Mariagiovanna Giuliano

Scopriamo il tempietto "nascosto", per oltre tre secoli luogo privato di meditazione del Dalai Lama.

Lukhang

Lhasa, Tibet. Proprio dietro le mura del Palazzo del Potala, antica residenza del Dalai Lama, si scorge un piccolo tempio “sospeso” sulle acque di un lago artificiale. Nascosto leggermente dalle fronde degli alberi, il tempio di Lukhang è così centrale eppure così poco conosciuto. E’ stato per oltre tre secoli il luogo privato di meditazione del Dalai Lama, l’unico che aveva il diritto di accedervi, e ancora oggi il tempio conserva la sua vocazione alla tranquillità e alla riservatezza. Fu realizzato per il volere di Tsangyang Gyatso (1683-1706), il sesto Dalai Lama, che lo fece costruire in onore di Lu (anche conosciuto come Naga), lo spirito dalle sembianze di un dragone che si pensava abitasse quelle terre.

LukhangLa più affascinante peculiarità del tempietto è caratterizzata dagli affreschi risalenti al XVIII secolo che ne ornano le mura. Colori accesi e vibranti raffigurano yogi in diverse e quasi impossibili posizioni yoga, maestri spirituali e antichi re, misteriosi cristalli circondati da arcobaleni e uomini e donne nudi impegnati in un rapporto sessuale. Al piano terra è raffigurato Luyi Gyalpo, il re Naga, mentre cavalca il suo elefante; un grande spirito-serpente lo protegge dall’alto. Gli affreschi del secondo piano, invece, raccontano una storia diventata famosa grazie ad una nota opera lirica tibetana. Al terzo piano, infine, sul lato Est sono raffigurati 84 monaci buddisti, su quello Nord il ciclo della vita secondo la filosofia buddista, e ad Ovest 23 differenti posizioni yoga.

LukhangIl primo viaggiatore ad esplorare il tempio privato del Dalai Lama fu il fotografo americano Thomas Laird che, nella primavera del 1986, fotografò gli affreschi della cappella. “Ero estasiato dall’uso dei colori – ha dichiarato Laird in un’intervista -, il rosa con l’oro, il bianco col blu cobalto. Quella visione ebbe un impatto enorme su di me”. Venti anni dopo, Laird ha esposto quelle fotografie in una mostra artistica dal nome “Tibet’s Secret Temple” che dal 19 Novembre 2015 al 28 Febbraio 2016 esporrà alla Wellcome Collection di Londra. L’eccezionalità dell’evento non sta soltanto nella possibilità di ammirare le raffigurazioni del tempio, ma anche nel fatto che il quattordicesimo Dalai Lama potrà finalmente ammirarle – seppur in fotografia. Infatti, dopo che quest’ultimo fu costretto all’esilio in India nel 1959 in seguito all’invasione cinese, non ebbe mai la possibilità di accedere al suo tempio.

Ruth Garde, curatrice della mostra, ha affermato che la visione di questi dipinti potrebbe cambiare la percezione occidentale del buddismo: “Tutti associano al buddismo calma e tranquillità, espirazioni profonde e cose del genere” ha spiegato Garde. “Il tantrismo è molto di più. Le tecniche di yoga più avanzate sono anche pericolose, e alcune di quelle raffigurazioni sono piuttosto terrificanti, quasi grottesche”. E’ probabile che la curatrice si riferisse all’immagine dello spirito di uno yogi deceduto che viene trasferito nei corpi di una coppia durante l’amplesso, oppure alla raffigurazione di una vagina come “origine del mondo”. Il tempio, e quindi anche la mostra che ci permette di conoscerlo, danno senz’altro una rappresentazione nuova, completa e affascinante dell’universo buddista, ancora poco conosciuto ma così affascinante agli occhi degli occidentali.

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Mariagiovanna Giuliano

Salernitana, classe 1994. Diplomata al Liceo Classico, attualmente studia Scienze Politiche a Roma. Le sue passioni sono la lettura, l’arte, lo yoga e la meditazione. Sogna di girare il mondo e di scrivere delle sue avventure. Cura un travel blog per giovani, www.ilpiccoloviaggiatore.com
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