Lottomatica alla conquista del mondo

09/04/2015 di Enrico Casadei

Dopo la fusione con Igt, Gtech sbarca definitivamente in oltre 60 paesi, e i mercati, al primo giorno di quotazione, rispondono molto bene

Gtech e Lottomatica

Lottomatica, società della De Agostini che gestisce il Gioco d’Azzardo in Italia, è sbarcata definitivamente sul mercato globale, dopo aver già messo piede nel campo internazionale nel 2006, cambiando nome in Gtech. Completata la fusione con Igt (International Game Tecnologies), società del settore che rispondeva, prima dell’operazione, al controllo pubblico della Casa Bianca, si appresta a giocare il ruolo di pivot.

L’accordo era stato firmato a luglio scorso per un’operazione da 6,4 miliardi di dollari, in contanti per 4,7 e in azioni per 1,7, avvenuta per la maggior parte a debito. Il fatturato monstre della rinata Igt è calcolato in circa 6 miliardi di dollari con 13 mila dipendenti in oltre 60 Paesi. Ieri, al primo giorno della quotazione il titolo ha reagito bene: l’operazione è piaciuta ai mercati. E d’altronde, il settore del Gioco non conosce crisi.

L’iniziativa è stata evidentemente un altro caso di successo italiano in un momento in cui si millanta la perdita dell’italianità delle aziende nostrane, da Pirelli a Pininfarina passando per World Duty Free dei Benetton. Infatti la nuova società resta in mano alla famiglia di Novara per il 52%. Anzi anche negli Stati Uniti è in corso lo stesso dibattito perché diverse multinazionali hanno deciso di spostare all’estero la sede legale. Si parla di mancanza di patriottismo e di arbitraggio sul sistema tributario. Igt infatti avrà diversi sedi operative in giro per il mondo e la sede legale a Londra. Marco Sala, amministratore delegato della società, intervistato su Class Cnbc, ha risposto così alla disputa: “Tecnicamente, la nostra è una combinazione che non rientra in quel caso: è un’azienda italiana che sta comprando una società americana che si quota a Wall Street e che ha deciso che Londra sia il miglior posto in cui avere il quartier generale”.

L’operazione si inserisce comunque in un mercato difficile dove il social gaming sta spopolando sempre di più ai danni dei classici casinò fisici. E Sala ha confermato il trend, ma, per niente impensierito, ha sottolineato che “attraverso l’acquisizione siamo arrivati a gestire un marchio come Doubledown Casino che è uno dei leader nel campo dei social gaming. Sarà per noi l’opportunità per un ulteriore sviluppo”.

A La Stampa invece il presidente di De Agostini, Marco Drago, ha spiegato che “con Igt diventiamo un colosso dei giochi, ma resteremo etici”. La connessione gioco d’azzardo e eticità non è certo lapalissiana ma Drago ha sottolineato come “i nostri clienti sono cento governi nazionali o locali nel mondo, tra cui 36 sono Stati Usa. Sono loro che decidono le politiche del gioco, anche in base agli introiti che vogliono ottenere da questa attività, e il nostro compito è eseguire quanto hanno deciso. A volte li aiutiamo ad analizzare in anticipo le conseguenze, anche sociali, delle misure che intendono adottare. E le posso garantire che più di una volta ci è capitato di mettere in guardia alcuni governi clienti rispetto ad eventuali conseguenze socialmente negative di alcune azioni che volevano attuare”. Come per dire che le regole del gioco non le fanno loro.

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Enrico Casadei

Nasce a Bologna nell’aprile del 1988, tuttavia ha vissuto sempre a Cesena, in piena Romagna. Consegue la laurea in Giurisprudenza nel 2013 e in Consulenza Aziendale l’anno successivo presso la Luiss Guido Carli di Roma, e sempre con lode. Per un semestre ha esercitato la pratica forense, dopodiché ha deciso di cambiare strada.
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