L’opera d’arte naturale: le “montagne arcobaleno” cinesi

04/10/2015 di Mariagiovanna Giuliano

Visitare lo Zhangye Danxia è come essere proiettati dentro un dipinto. Il geoparco nella provincia di Gansu è famoso per le montagne formate da striature di celeste, verde e rosso ed offre uno spettacolo unico al mondo.

Zhangye Danxia

Sembra di entrare in un dipinto quando si visita il Parco geologico nazionale del Danxia cinese di Zhangye. Pennellate di celeste intenso e verde prato si alternano alle infinite striature di colori caldi che caratterizzano il paesaggio delle montagne nella provincia di Gansu, a Nord della Cina, e non a caso sono state inserite dall’Unesco tra i Patrimoni dell’Umanità.

Le rocce variopinte si estendono per più di 400 chilometri, dando vita ad una vera e propria opera d’arte della natura: più di 6 milioni di anni fa si sono depositati vari minerali di pigmentazione diversa, ma a creare l’effetto che tanto quello di una “torta a strati” è stata la successiva collisione della placca indo-australiana con l’Eurasia. Il vento ed il clima desertico hanno dato il tocco finale all’opera, scolpendo forme di ogni tipo, dalle torri agli anfratti, dai pilastri alle cascate.

A ricordare la geomorfologia del territorio è lo stesso nome, “Danxia”, che in cinese significa “nuvole rosee”, anche se sono conosciute in tutto il mondo come “montagne arcobaleno”. Ma il Parco non è l’unica attrazione: si trova nell’area dello Zhangye Danxia, che a sua volta comprende anche la Sunan Danxia Scenic Area e la Minggou Danzia Scenic Area. La più frequentata dai turisti è la zona del geo-parco.

A trenta minuti circa dal Parco si trova l’antica città di Zhangye, che oltre ad essere il centro abitato più vicino costituisce un altro valido motivo per visitare la zona. Zhangye, che in cinese significa “per estendere il braccio del Paese attraverso il reame Occidentale”, era infatti la porta d’accesso verso l’Asia centrale. Per ammirare il paesaggio delle montagne colorate dalla città ci sono vari punti di osservazione: il più comodo e accessibile si trova all’ingresso della città, ma per godere di una visione molto più ampia bisogna affrontare una arrampicata di circa 30 minuti su più di 650 gradini.

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Mariagiovanna Giuliano

Salernitana, classe 1994. Diplomata al Liceo Classico, attualmente studia Scienze Politiche a Roma. Le sue passioni sono la lettura, l’arte, lo yoga e la meditazione. Sogna di girare il mondo e di scrivere delle sue avventure. Cura un travel blog per giovani, www.ilpiccoloviaggiatore.com
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