Lobbying: anche l’Irlanda ha la sua regolamentazione

16/09/2015 di Andrea Viscardi

Il Lobbying Act, firmato dal Presidente Higgins l’11 marzo, è finalmente entrato in vigore. Anche Dublino si dota di un albo dei lobbisti, ma non solo. In Italia, invece, tutto tace.

Dal 1° settembre anche l’Irlanda ha il suo “Register of Lobbying”. Dopo alcuni mesi a disposizione per l’iscrizione, è infatti entrata in vigore la legge numero 5 del 2015, cioè la Regulation of Lobbying Act 2015.

Il Registro dei lobbisti. Un registro che si fa forte della tradizione normativa già sperimentata in altre parti del mondo – e vanamente proposta anche in Italia: chiunque, persona fisica o giuridica, pratichi attività di lobbying è chiamato ad indicare una serie di dati da inviare al SIPO – la Commissione incaricata di vigilare sull’applicazione della legge.

Quindi, a partire dal prossimo gennaio, gli iscritti dovranno inviare una relazione semestrale, avente per contenuto quali azioni di lobbying, attraverso comunicazioni orali o scritte, siano state compiute nel semestre precedente nell’ambito di materie rilevanti, cioè quelle che riguardano l’iniziativa, lo sviluppo o la modifica di ogni politica pubblica o programma pubblico, così come la preparazione o l’emendazione di ogni legge – al di fuori di questioni di natura tecnica – e l’ottenimento di prestiti o altre forme di supporto finanziario, contratti, licenze o altri accordi, che coinvolgono fondi pubblici. Oltre a questo, i lobbisti sono chiamati ad indicare il contenuto delle loro azioni, i decisori pubblici (nazionali e locali) ed il proprio personale in essa coinvolto.

Le relazioni ed il registro, sono completamente accessibili online. Vi è, però, la facoltà da parte dei lobbisti di richiedere una pubblicazione ritardata qualora gli argomenti trattati siano passibili di creare danno, se pubblicate nell’immediato, agli interessi finanziari o economici dello Stato o dei portatori d’interesse.

Poteri di controllo. La Commissione, in caso di contravvenzioni, quali l’aver praticato attività di lobbying in assenza di una registrazione all’albo, esser venuta meno agli obblighi di relazioni semestrali o aver riportato informazioni inaccurate o incorrette, può dare il via ad un’investigazione, al termine della quale il soggetto in questione può essere colpito con pene che vanno da un’ammenda di 2500 euro a due anni di reclusione. Ogni iniziativa di questo tipo deve essere contenuta in una relazione pubblica che la Commissione stessa ha obbligo di presentare con scadenza annuale.

Revolving door. La legge stabilisce anche che chiunque abbia ricoperto un ruolo rilevante come decisore pubblico non possa – per un anno dalla cessazione della propria attività – effettuare alcun tipo di azione lobbistica o avere rapporti di natura lavorativa con un soggetto iscritto al registro. Infine, la legge prevede anche l’istituzione di un Codice di Condotta, demandando alla SIPO la sua istituzione.

In Italia? Dopo il tentativo fallito dal Governo Letta – il cui testo venne presentato in Consiglio dei Ministri ma bocciato, rimandando ad ulteriori approfondimenti una nuova stesura mai pervenuta – la Commissione Affari Costituzionali del Senato, ha preso ad esame una serie di disegni di legge, scegliendo come testo base l’Atto Senato n.1522, presentato dal Senatore Luis Alberto Orellana, fissando per lo scorso 17 giugno il termine per la presentazione degli emendamenti. Ora, si attende un segnale: il sottosegretario Pizzetti aveva posto a priorità le riforme del terzo settore e quelle costituzionali, facendo prevedere un possibile rinvio della questione. È fondamentale, però, che non si segua la strada percorsa negli ultimi due decenni, cioè quella di far cadere tutto, nuovamente, nel vuoto.

Testo: Regulation of Lobbying Act 2015

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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