Lo studio system Holliwoodiano (1925-1945)

09/12/2014 di Jacopo Mercuro

Dopo l'introduzione della scorsa settimana, il nostro viaggio nella storia dello studio system hollywodiano degli anni '20, '30 e '40: dalla censura alla sperimentazione di Orson Welles

Quarto Potere - profondità di campo

Censura e Codice Hays. La Motion Picture Producers and Distributors Association, fondata nel 1922 come ente di controllo della produzione cinematografica, negli anni 30 divenne ancora più nota per la sua funzione di autocensura, facendosi garante del codice Hays. I primi anni 30 erano un periodo molto conservatore negli Stati Uniti e, per questo motivo, si iniziarono a fare studi sull’effetto che i film avevano sugli spettatori. Ogni anno venivano introdotte regole sempre più severe per bandire dalle sale temi come la perversione sessuale e in particolar modo l’omosessualità. I film che non rispettavano le limitazioni stabilite erano censurati e, a causa dei continui richiami e ammonimenti che le produzioni ricevevano, si rischiò di andare incontro ad una censura ufficiale. Per evitare di prendere questo drastico provvedimento, la MPPDA, nel 1934, stilò un nuovo regolamento da rispettare, istituendo sanzioni e limitazioni alla distribuzione dei film che non avevano ottenuto il loro marchio di approvazione.

Sonoro? Un gran risparmio economico. Grandi innovazioni – L’avvento del sonoro e la grande depressione, che sconvolse l’economia, cambiarono radicalmente il modo in cui le sale proiettavano i film. Inizialmente il sonoro venne visto solo come un mero risparmio economico, permettendo agli esercenti di levare dal loro libro paga le orchestre. Per invogliare il pubblico, che assalito dalla crisi vedeva il cinema come un lusso, si decise di proiettare, dopo il primo spettacolo, un film di serie b con un unico biglietto. Per arrotondare gli incassi si iniziarono a vendere, all’interno delle sale, bibita, caramelle e pop corn. Con lo scoppio della guerra molte sale si deteriorarono, ma erano comunque pronte ad accogliere il loro pubblico. La grande espansione dell’industria cinematografica, avvenuta negli anni venti, aveva fatto si che negli studios nascessero nuovi settori, e reparti specializzati, che migliorarono le produzioni. Grazie anche a quanto prima scritto, il sonoro si sviluppò velocemente; furono introdotte nuove strumentazioni che facilitarono e migliorarono le riprese audio, come la registrazione su piste multiple. Molti compositori musicali iniziarono a collaborare con gli studios, creando colonne sonore e musiche che dovevano, senza essere troppo invadenti, accompagnare la resa visiva.

Il grande dittatoreLa nascita del colore, gli effetti speciali e la profondità di campo. A livello stilistico si fece un grande passo in avanti. Le innovazioni tecnologiche resero possibili nuovi movimenti di macchina come il panoram dolly: un braccio meccanico che sollevava di molto le macchine da presa, permettendo delle fantastiche panoramiche che prima non erano possibili. L’innovazione per eccellenza fu il colore che, per i primi anni, fu molto instabile: può sembrare strano, ma non rappresentava la normalità, per un pubblico abituato ad osservare lo schermo in bianco e nero.Inizialmente venne quindi usato solo per le pellicole di fantasia, per le avventure in terre esotiche e per i neonati musical. Quest’ultima, in particolare, vide un prolificare di pellicole: un gran numero di registi teatrali newyorkesi, spinti proprio dall’introduzione del sonoro, invasero gli studios.  Si inaugurarono, anche dei settori specializzati, tra cui un reparto interamente dedicato agli effetti speciali. Gli attori, grazie alla retroproiezione, recitavano in studi chiusi che avevano sullo sfondo un telo, sul quale veniva proiettata un’ambientazione e, in alcuni casi, lo sfondo veniva disegnato e inserito direttamente in fase di montaggio. Nei primi anni 30 l’immagine sfumata divenne meno estrema, preferendo immagini scintillanti che restituivano alla pellicola un grande fascino. Grazie al regista Orson Welles si arrivò, ad un’estrema sperimentazione della profondità di campo, mai utilizzata fino a quel momento.

Nuovi registi. L’avvento del sonoro e la difficile situazione politica europea, spinse i più importati registi europei ad Hollywood. Charlie Chaplin, per ovvi motivi, fu sempre contro il cinema sonoro; continuò a fare film muti con un accompagnamento musicale, e nel 1931 diede vita al celebre City Lights; ma anche lui, qualche anno più tardi, nel 1940, strabigliò il mondo con The great dictator, il suo primo film parlato. Ma il regista emergente più influente dell’epoca fu proprio il giovane Orson Welles. Welles fu subito messo sotto contratto dalla RKO e, nel 1939, diede vita al suo grande capolavoro: Quarto potere, il film più celebrato di tutti i tempi che, grazie alle sue innovazioni, contribuì a gettare le basi della modernità del cinema. I migliori registi europei, da una parte affascinati dai contratti vantaggiosi e dall’altra per sfuggire agli opprimenti totalitarismi, decisero di trasferirsi in California, andando a rafforzare la più grande e influente industria cinematografica.

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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