Lo Stato Islamico rivendica la strage di Nizza

16/07/2016 di Stefano Sarsale

Problemi di un terrorismo sempre più asimmetrico e imprevedibile

Islamic State

Poche ore fa, lo Stato Islamico  ha rivendicato l’attacco terroristico di Nizza, nel quale sono state uccise 84 persone. Ad oggi, i feriti sono 202, di cui 50 restano in condizioni gravissime. Risultano tutt’ora dispersi anche 31 Italiani. La dinamica dell’incidente è stata letale, ma al tempo stesso di facile elaborazione. Non sono stati impiegati infatti esplosivi creati in modo artigianale che richiedono esperienza e preparazione. Non è stato neanche impiegato un commando dotato di armi automatiche e giubbotti esplosivi. Questa volta è stato “semplicemente” utilizzato un autoarticolato di svariate tonnellate.

L’esecuzione è stata quindi banale, ma dagli effetti a dir poco devastanti. In un primo momento l’autoarticolato, che per inciso era stato noleggiato qualche giorno prima dall’attentatore, si è avvicinato ad un posto di blocco della polizia – come normalmente vengono creati dalla polizia in caso di manifestazioni pubbliche. Una volta avvicinato a sufficienza, l’attentatore ha accelerato sfondando il blocco, raggiungendo la velocità di circa 50 km/h. In questo modo ha potuto compiere una strage senza il pericolo di perdere il controllo del mezzo. Ci sono voluti quasi 3 chilometri prima di fermarlo, fino a quando gli agenti sono riusciti a sparare e uccidere il conducente.

L’attentatore è stato identificato come Mohamed Lahouaiej Bouhlel, 31enne francese di origini tunisine. Fino a questa mattina, gli investigatori non erano riusciti a stabilire alcuna traccia di radicalizzazione o di contatti con gruppi terroristici. Ne consegue, come dichiarato da IS stesso nella rivendicazione, che l’uomo avrebbe agito rispondendo alla chiamata di uccidere gli “infedeli” con qualunque mezzo e ovunque essi si trovino. In altre parole, Mohamed Lahouaiej Bouhlel è propriamente ciò che viene identificato come un lone wolf, un “lupo solitario”, che decide di compiere un attentato senza essere a tutti gli effetti membro attivo di un organizzazione terroristica.

In casi come questo, è evidente come attentati di questo tipo siano del tutto imprevedibili. Infatti, qualora la persona non abbia alcun legame solido con un organizzazione terroristica e non mostri segni evidenti di un processo di radicalizzazione in atto, è di fatto impossibile per le forze di sicurezza e per l’intelligence intervenire, prima che l’attentato sia ormai in svolgimento.

Azioni come quelle di Nizza, mettono quindi in luce il potere e la portata dello Stato Islamico, specialmente oggi, in un momento in cui è in crisi da un punto di vista militare e subisce una serie cocente di sconfitte, soprattutto in Iraq. Tuttavia, come è stato già analizzato in un altro articolo, più lo stato islamico si indebolisce, più cercherà, inevitabilmente, di dimostrare la propria forza.

Il pericolo maggiore è rappresentato proprio dalla non necessità di possedere competenze speciali per compiere una strage. In questo caso, è bastata una patente. Il quadro che tende a delinearsi è quindi sempre più preoccupante. Ancora una volta quindi, emerge con chiarezza che se da una parte la sconfitta dello Stato Islamico in senso territoriale è ormai solo questione di tempo (nonostante saranno ancora necessari molti mesi di combattimenti), la battaglia, quella vera, sarà di tipo ideologico. Infatti sarà necessario istituire individuare e propri strumenti multilivello capaci di combattere la diffusione del pensiero jihadista dell’IS, agendo anche su un piano culturale, sociale e, non per ultimo, mediatico.

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Stefano Sarsale

Dopo la laurea triennale in Scienze politiche e Relazioni internazionali a Pisa 2011, consegue quella Magistale presso la LUISS Guido Carli di Roma con votazione 110. Consegue succesivamente una seconda laurea Magistale in Security and Terrorism presso l'università di Kent, Canterbury. Esperienze lavorative presso il Centro Studi Internazionali (Ce.S.I.) a Roma, Il Conflict Analysis Research Centre (CARC) a Canterbury, l'nstitute for National SecurityStudies (INSS) a Tel Aviv e l'European Strategic Intelligence and Security Centre (ESISC) a Bruxelles.
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