“L’impresa incontra l’arte”. Dialogo tra mondo della cultura e imprenditori al Cis di Nola

08/07/2016 di Lucio Todisco

All'Interporto-Cis-Vulcano Buono un convegno per sottolineare l'importanza della collaborazione imprenditoriale e della responsabilità sociale d'impresa per lo sviluppo e la diffusione della cultura dell'arte a Napoli come in tutto il paese.

Nel nostro paese in questi anni sono stati tanti i cambiamenti che hanno interessato il mondo della cultura. Tra questi il riavvicinamento al bene culturale da parte dei cittadini, che ne hanno compreso sempre di più il valore e l’importanza come bene fruibile per tutti. Non di meno, questa maggiore sensibilità si è accresciuta nel mondo imprenditoriale che, a piccoli passi, sta comprendendo come il prendersi cura dei beni culturali, nel nostro paese, sia un valore etico aggiunto al fare impresa. Per questo motivo, L’Interporto-Cis-Vulcano Buono ha organizzato presso il Palazzo Congressi dell’Interporto l’incontro “L’impresa incontra l’arte”. Tra gli invitati, era presente il Direttore del Museo di Capodimonte Sylvain Bellenger e il Sottosegretario al MIBACT, On.Antimo Cesaro ad incontrare gli imprenditori del Distretto del Nolano che ad oggi vede la presenza di 1000 imprese e 9000 addetti.

L’iniziativa nasce con l’intento di avvicinare il Museo di Capodimonte alla realtà imprenditoriale del Distretto e del Vulcano Buono, attraverso il racconto di un bene culturale di tutti e che quindi deve trovare sempre più maggiori opportunità di raccontare la propria esperienza al di fuori della Reggia, per attirare la curiosità di un pubblico sempre maggiore, soprattutto quello delle imprese che deve iniziare o, per chi lo fa già, continuare, a credere nella cultura come valore etico d’impresa e di competitività per il nostro Paese.

L’indirizzo di saluto è stato rivolto al pubblico dal Presidente dell’Interporto-Cis-Vulcano Buono, Cav. Gianni Punzo che ha voluto ricordare ai presenti come il Distretto industriale di Nola sia una scommessa vinta, che oggi rappresenta il 12% del PIL Campano. Il Presidente ha voluto sottolineare come sia necessario un dialogo tra il mondo delle imprese e quello della cultura affinché si accenda “un riflettore su quelli che sono gli elementi riconoscibili della nostra città a livello internazionale”. Nella città di Napoli, ha ricordato Punzo, molto è stato lasciato alla volontà dei singoli, ed ora è giunto il momento di fare sistema e avere una visione del futuro, anche da parte degli imprenditori, che devono fare la loro parte.

A seguire è iniziato il dialogo moderato dal Prof. Ernesto Mazzetti. Ha preso la parola Errico di Lorenzo, Presidente della Onlus “Amici di Capodimonte” che da 10 anni affianca la struttura museale nella realizzazione delle attività culturali. Le Associazioni degli Amici dei Musei sono una realtà importante nel nostro Paese, ha ricordato di Lorenzo. In Italia, ad oggi, ci sono su 4.200 musei, accompagnati da ben 1.200 associazioni di riferimento. Dietro questi numeri vi è, tra l’altro, un esercito di volontari che ha compreso il valore della cultura nel nostro Paese. Molto può essere fatto, in una riflessione generale sui beni culturali, anche dagli imprenditori. La RSI – responsabilità sociale d’impresa – è sempre di più presente nel mondo imprenditoriale, e anche il Governo ha provato a fare la sua parte, con la Legge di Stabilità 2016, la 208/2015, che ha introdotto le società “benefit”. Le finalità della società benefit vengono indicate nel loro oggetto sociale, e perseguite attraverso una gestione che bilanci l’interesse dei soci con quello di coloro sui quali l’attività sociale possa avere un impatto. E’ possibile anche per un’impresa già esistente diventare una società benefit attraverso la modifica dell’atto costitutivo o dello statuto, che deve contenere le finalità di beneficio comune nell’oggetto sociale.

Successivamente ha preso la parola il Direttore del Museo di Capodimonte, Sylvain Bellenger. Un museo, quello che dirige, tanto amato all’estero quanto poco conosciuto dai napoletani. Il Direttore ha mostrato ai presenti un video nel quale ex ed attuali Direttori dei più importanti musei del mondo dichiarano il proprio amore per Capodimonte, tra questi Philippe De Montebello (ex direttore del Metropolitan Museum di New York); Gabriele Finaldi (direttore della National Gallery); Sebastian Schutze. In una digressione che ha unito il senso del futuro con il senso del presente, Bellenger ha sottolineato il ruolo centrale che ha avuto Carlo di Borbone nel rendere unico Capodimonte, unicità che si comprende, ad esempio, nella meravigliosa collezione Farnese.

Napoli, secondo Bellenger, dovrebbe avere una piazza per Elisabetta Farnese, che ha reso possibile la realizzazione di una collezione unica al mondo: passato e futuro. Tante sono le idee che possono diventare realtà: Bellenger ha confidato quelli che sono i suoi progetti: realizzare nell’Eremo dei Cappuccini una scuola per giardinieri; nella Coletta, un istituto di ricerca sui grandi porti, luoghi che simboleggiano l’apertura al mondo ma anche identità e globalizzazione. Per rendere concrete queste cose, la sinergia tra pubblico e privato diventa centrale. Il Direttore ha concluso il suo intervento invitando tutti giovedì 14 luglio alla riapertura delle sale d’arte contemporanea del Museo. Anche questo è un esempio raro di Museo nel mondo e lo deve soprattutto al fatto che Napoli è oggi ancora una città di quel vecchio mondo occidentale europeo che ha resistito alla globalizzazione, trasformando questa peculiarità in una ricchezza.

Le conclusioni sono state affidate all’On. Antimo Cesaro, Sottosegretario del MIBACT, che ha sottolineato l’importanza di dismettere una forma mentis ottocentesca nel mondo museale e culturale italiano. E’ necessario, per rendere effettivo uno sviluppo del nostro modello culturale, aggiornare il lessico e fornire ai privati nuovi strumenti normativi, come è stato fatto con l’Art Bonus, per rendere più concreta la loro presenza nel campo culturale. Il rapporto cultura-impresa non può essere solo mecenatismo, ma deve dimostrarsi anche conveniente per l’impresa, facendo comprendere che l’investimento culturale non è solo un ritorno d’immagine, ma che può innescare meccanismi virtuosi di crescita dell’economia. A questo deve pensarci anche lo Stato, dimostrando alle imprese che si può essere generosi in un contesto che lo merita.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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