Libertà! Il copyright abbandona alcuni grandi artisti

09/01/2015 di Laura Caschera

Nel 2015 scadranno i diritti di copyright sulle opere di alcuni artisti di primaria importanza: tra loro Munch, Mondrian, Kandinsky e Nussbaum

Arte e copyright

Con l’avvento del nuovo anno, nei paesi dove vige il Common law, il lavoro di undici artisti, letterati e scienziati non sarà più soggetto al copyright, diventando così di pubblico dominio. Tante le personalità interessate, da Mondrian a Munch, passando per Kandinsky, fino ad arrivare a Nussbaum. Ancora fuori dalla grande conquista restano ancora gli Stati Uniti, dove si dovrà attendere fino al 2019, secondo la legislazione che estende retroattivamente il copyright a 95 anni per i lavori realizzati tra il 1923 e il 1977. Ad essere investito da questa ondata di libertà non soltanto il mondo dell’arte, ma anche quello della letteratura. Infatti, le opere di personalità del calibro di Filippo Tommaso Marinetti e di Ian Fleming sono ormai anch’esse libere dal copyright, pronte a diventare patrimonio universale.

  Munch, L'UrloTra gli artisti citati, attenzione fondamentale merita Edvard Munch (1863-1944), pittore norvegese, simbolista, incisore ed importante precursore dell’arte espressionista. L’intera poetica dell’artista è profondamente segnata dai suoi profondi stati di angoscia: passione, vita e morte, sono i temi più importanti espressi dal suo tormento interiore. Non a caso, l’opera più nota dell’artista di Loten è senza dubbio “L’urlo”. Il quadro è parte di una serie di opere denominate “Il fregio della vita”, in cui morte, paura, malinconia e ansia, si riconfermano capisaldi imprescindibili della profondità di Munch. Ne furono dipinte ben quattro versioni. Il pittore sostenne di aver concepito l’opera mentre al tramonto camminava nei pressi di un punto panoramico chiamato “Ekeberg”, ad Oslo, in compagnia di due amici. Di colpo, immerso nell’atmosfera rosso sangue, ebbe un attacco di panico. Sullo sfondo del quadro si distinguono chiaramente due persone, probabilmente estranee al terrore del quale è investito il protagonista. Ogni cosa è espressione del terrore e dell’angoscia dell’artista: la bocca spalancata, le fattezze deformate del volto, l’orizzonte, intriso di colori carichi e a tratti ondeggianti. Lo stesso uso della luce è volto a trasmettere un senso di angoscia all’osservatore. Fornisce il senso dell’immediatezza dell’evento rappresentato, andando a colpire la figura rappresentata in primo piano, come se fosse protagonista di un lungo e tetro flash. Munch sa trasmettere all’osservatore il suo senso di inquetudine, far vivere nella mente altrui un evento inspiegabilmente terrificante Il reale filtra attraverso il suo stato d’animo, complici i colori e le forme discontinue e distorte, mentre l’uomo che urla sul ponte perde ogni sembianza umana: la faccia scheletrica, le mani dai tratti indistinti, le labbra nere, gli occhi sbarrati, testimoni di un abominio che non si è in grado di spiegare, né di comprendere. Tratto centrale nell’analisi del dipinto è l’evidente impotenza dell’uomo nei confronti della natura, libera di scatenare reazioni che vanno al di là dell’umana comprensione. L’opera ha raggiunto quotazioni record nelle vendite d’arte, classificandosi al secondo posto tra i quadri più venduti di sempre. Il dipinto ha inoltre un altro curioso record: è stato oggetto di furto per ben due volte.

Altra figura del mondo artistico protagonista di questa ondata è quella di Piet Mondrian, artista olandese, nato nel 1872 ad Amersfoort. Si traferì presto dalla natia Olanda a Parigi, poi a Londra ed infine a New York, dove realizzò alcune delle opere più brillanti della sua intera carriera. Noto nel mondo artistico soprattutto per essere, insieme con Theo Van Doesburg, fondatore della rivista “De Stijl” e del movimento del Neoplasticismo, l’artista, così come il movimento, trova nel legame inscindibile tra il mondo della filosofia e della teologia e quello dell’espressione artistica, il cardine della sua poetica. Centrale è l’emancipazione dalla prospettiva, tramite la teorizzazione dell’asimmetria e della disarmonia. Un esempio chiave dei concetti espressi dal movimento può ricavarsi dall’analisi dell’opera di Mondrian “Composizione A”, realizzata intorno al 1919. Il quadro si articola in una complessa struttura, pieno non solo di richiami geometrici ed astratti, ma anche di influssi filosofici e religiosi. L’artista vuole liberare la forma da ogni definizione particolare, evitando di fermarsi alla veste esteriore della realtà. Particolare è lo studio del colore, ove si fa uso massiccio dei colori primari e del nero. Le rette verticali ed orizzontali appaiono come l’incontro di due forze opposte, che esistono ovunque dominando ogni cosa. Dalla composizione delle due rette nasce il rettangolo, costituito come conseguenza logica delle linee che si incrociano. Sebbene i tratti tipici dello stile di Mondrian risultano ben chiari già dall’opera citata, tuttavia negli anni lo stile dell’artista si evolve. Esempio eloquente della sua crescita artistica è l’opera “Broadway Boogie- Woogie” in cui si intravede un nuovo rapporto tra pieni e vuoti, si abbandona l’uso delle linee nere e si fa posto a strisce rosse, blu e gialle, più vivaci e dinamiche.

Nussbaum - Autoritratto con carta d'identità ebraicaLa rassegna artistica non può che concludersi con un cenno al metafisico Felix Nussbaum, il pittore tedesco di religione ebraica, nato nel 1904 ad Osnabruck, noto soprattutto per aver contribuito a manifestare con la sua arte le barbarie dell’olocausto. La sua intera famiglia fu vittima della follia nazista, così come lui stesso, trucidato nel 1944, a soli 39 anni, nel campo di concentramento di Auschwitz. Una delle sue opere più importanti e senza dubbio più evocative dell’intera epoca, è “”, dipinto nel 1943. Il quadro mostra con la sua cupa ambientazione la sofferenza nel volto dell’artista: lo sguardo fisso, penetrante, sembra quasi specchiarsi nell’occhio di chi osserva. La mano, nella quale tiene in bella vista il passaporto con la fototessera è così nitida da sembrare reale. La posizione stessa delle mani, impotenti e prive di difesa, sembrano gridare: perché?

Si interessa all’inizio della sua carriera artistica a Van Gogh, ma successivamente, durante i suoi studi scopre e viene attratto dal realisimo. Nel periodo successivo, intorno agli anni ’30, si avvicina alla pittura metafisica, studiando nel profondo lo stile di Giorgio De Chirico e di Carlo Carrà. Un tratto della sua poetica che può osservarsi acutamente nello sfondo di “Autoritratto con passaporto ebraico”, dove il dettaglio delle finestre all’orizzonte rimanda all’immagine delle vuote piazze di De Chirico, immense nella sommità del silenzio.

Da Munch a Fleming, da Antoine de Saint-Exupèry a Mondrian, passando per Kandinskij e Flannery O’Connor, fino a Nussbaum, non resta che chiedersi quale sia però la conseguenza più importante di tutto ciò. Con l’addio al copyright le opere potranno essere dunque copiate, utilizzate, “remixate”, senza che venga posta in essere una violazione al diritto d’autore. Il mondo dell’arte, e non solo, sarà finalmente libero di attingere ad alcune delle sue più grandi creazioni, senza alcun timore di una minaccia legale.

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Laura Caschera

Nasce a Roma nel 1990. Si diploma al Liceo Classico “Luciano Manara” e nel 2014 si laurea in Giurisprudenza presso la facoltà “Roma Tre”. Coltiva da tempo la passione per l'arte, la musica e lo spettacolo. Ha frequentato la scuola romana di teatro “Teatro Azione”
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