Libano colpito dalle conseguenze del conflitto in Siria?

25/02/2014 di Stefano Sarsale

Attentati a Beirut: connessione con la Siria?

Libano. Le Brigate Abdullah Azzam, gruppo storicamente legato ad al-Qaeda, hanno rivendicato l’attentato avvenuto a Beirut mercoledì 19 febbraio, che ha provocato 4 morti e più di 100 feriti. L’attacco suicida è avvenuto nel quartiere meridionale di Bir Hasan, nelle vicinanze di un centro culturale iraniano, poco lontano dall’ingresso dei quartieri dominati dal movimento sciita filo-iraniano Hezbollah. L’attentato, affinché possa essere compresa la sua reale portata, va inserito in un contesto più vasto, che non può non comprendere quanto sta succedendo oltreconfine in Siria.

Brigate Abdullah Azzam, attentatoSiria-Libano. Il legame tra i fatti accaduti è infatti estremamente stretto, dato che gli attacchi di mercoledì sono la prova evidente di quanto il ruolo ricoperto dal Libano nella regione non sia marginale: è evidente che se mettiamo a confronto quanto sta avvenendo in Siria coi fatti di Beirut non sussiste confronto, ma i molteplici attentati e gli assassinii delle ultime settimane sono dimostrazione delle conseguenze e dell’importanza del conflitto siriano. La zona colpita è infatti controllata dal movimento sciita Hezbollah, che sta combattendo a fianco delle forze del Presidente Bashar al-Assad, in un conflitto che ha contribuito a radicalizzare le tensioni tra sciiti e sunniti in Libano.

Destabilizzazione. In Siria infatti i ribelli sono sunniti (di qua il loro legame e il favori mento a infiltrazioni di tipo qaedista nella resistenza), mentre il Presidente Assad è esponente del ramo alawita dell’islam sciita. Tornando ai fatti di Beirut quello che è accaduto è che gli islamisti radicali sunniti che simpatizzano per i ribelli, hanno apertamente dimostrato di essere in grado di dare appoggio a questi aprendo una sorta di fronte interno in Libano, in grado di destabilizzare la situazione interna, rendendo più difficoltoso l’appoggio al Presidente siriano.

È evidente quindi quanto la duplice esplosione di mercoledì abbia profondi legami con il conflitto siriano, in particolare a seguito della massiccia offensiva dell’Esercito di al-Assad iniziata nella giornata di giovedì 20 febbraio, contro aree controllate dai ribelli nella regione di Qalamoun. Queste aree sono strategicamente molto importanti per i ribelli, dal momento sono le ultime in cui sono ancora ben saldi e presenti sul territorio. Ecco quindi come il conflitto che sembrava, in un primo momento avere portata solo interna è riuscito, tramite il gioco delle alleanze (in particolare su base religiosa) a creare un pericoloso sistema per cui il rischio finale capace di conseguenze su scala regionale.

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Stefano Sarsale

Dopo la laurea triennale in Scienze politiche e Relazioni internazionali a Pisa 2011, consegue quella Magistale presso la LUISS Guido Carli di Roma con votazione 110. Consegue succesivamente una seconda laurea Magistale in Security and Terrorism presso l'università di Kent, Canterbury. Esperienze lavorative presso il Centro Studi Internazionali (Ce.S.I.) a Roma, Il Conflict Analysis Research Centre (CARC) a Canterbury, l'nstitute for National SecurityStudies (INSS) a Tel Aviv e l'European Strategic Intelligence and Security Centre (ESISC) a Bruxelles.
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