L’Horror che non fa più paura

30/04/2013 di Jacopo Mercuro

La paura è un’intensa emozione che porta turbamento e inquietudine, dovuta alla percezione di un pericolo che può essere reale o immaginario. Improvvisamente ci scaturisce un’angoscia mentale comandata dall’istinto per la sopravvivenza dell’individuo.

HorrorLa prima emozione capace di essere suscitata dal grande schermo fu proprio la paura. I Fratelli Lumière misero in fuga decine di spettatori terrorizzati da un treno che, agli occhi dei primi spettatori, sembrava uscire dallo schermo. Nacque involontariamente uno dei generi più longevi e amati dal pubblico, un genere spesso rinnovato, ma sopravvissuto sino ad oggi. Ampliando i propri orizzonti ha dato vita alle creature più disparate pur di far raccapricciare la pelle ad un pubblico sempre più severo e meno spaventato.

I film horror hanno sempre avuto la capacità di evocare paure ancestrali presenti negli angoli della nostra mente come la morte. Ne siamo sempre stati attratti, come se il nostro inconscio volesse sfidare le paure più temute per esorcizzarle ma, come abbiamo già detto, i film horror sono cambiati molto. Inizialmente, quasi tutte le trame parlavano di violente contrapposizioni tra rapporti umani. Le origini del genere sono da attribuire alla letteratura, le tragedie greche avevano la capacità di presentarci spaccati di vita estrema, sì, ma possibili. Per questo motivo la veridicità è sempre stata in grado di creare un forte senso di terrore portandoci ad uno stato mentale di incertezza e malessere.

La letteratura, proprio quest’ultima è una delle fonti dalla quale il cinema attinge per trovare nuovi spunti. Non è un segreto come i film horror, divenuti classici del genere, siano tratti da un libro. Stephen King, genio del mistero, è l’esempio di maggior successo, dai suoi romanzi sono nati capolavori come “Shining” e  molte altre pellicole che hanno turbato le nostre notti. Non è da meno Alfred Hitchcock, maestro della suspense, ha sviluppato uno dei suoi lavori più celebri, “Psyco”, partendo dall’omonimo romanzo regalandoci scene divenute patrimonio del grande cinema.

Con il tempo, oltre a rappresentare situazioni di vita reale, sono nati molti archetipi, figure dell’immaginario collettivo e in grado di spaventare, terrorizzare. Creature come demoni, mostri, fantasmi, zombie. Così, a prendere piede, sono state per lo più pellicole che trattano il soprannaturale e i fenomeni paranormali. Questi lavori, spesso ai limiti del paradosso, non sono però spesso in grado di coinvolgere lo spettatore sino in fondo, tranne nei casi di grandi capolavori del genere. Come ad esempio It, sempre tratto dalle opere di Stephen King. Le storie troppo estreme spesso non mettono paura quanto i film in bilisco su quella sottile linea tra horror e thriller. Scene di vita reale con la giusta dose di suspense sono il giusto connubio per far immedesimare lo spettatore fino ad essere rapito completamente.

A tutto questo dobbiamo aggiungere le trame trite e ritrite di film che in passato hanno avuto successo e delle quali oggi vengono riproposti continui remake, sequel e prequel. Un’originalità spesso smarrita che ha contribuito all’insuccesso di un genere tanto amato quanto riuscito in passato. Dario Argento, vero maestro del terrore, in una recente intervista ha confermato questa crisi dichiarando: “Da qualche anno i film horror non fanno più tanta paura perché ha preso il sopravvento l’effetto speciale che provoca meraviglia, ma non spaventa”.

Ormai ci troviamo davanti ad un cinema horror che più di paura rischia di far morire di sbadigli. Quale saranno le cause dell’insuccesso? Sono riusciti a trasformare questo genere in “splatter”, dove sono finiti quei film con grandi giochi psicologici che erano in grado di farci tenere stretti alla poltrona? Che ci facevano controllare sotto il letto prima di andare a dormire e che ci tenevano svegli ogni qual volta nel silenzio della notte sentivamo una porta scricchiolare? Siamo semplicemente cresciuti e meno impressionabili o si potrebbe dare una svolta in fatto di originalità così da restituire nuova linfa all’horror?

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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