Lewis e Nole: dalla Malesia a Miami, i re della primavera sono loro

31/03/2014 di Luciano Di Blasio

Formula 1 Malesia, Tennis Master Miami

Lewis Hamilton parte dalla pole position e vince con imbarazzante facilità il Gran Premio di Malesia numero 16, il secondo della stagione delle rivoluzioni della F1. Dietro di lui il compagno di squadra, Nico Rosberg, e il redivivo Sebastian Vettel. Con la stessa autorità Novak Djokovic abbatte uno spento e stanco Rafa Nadal, e si porta a casa il secondo Masters 1000 della stagione, 2 su 2 sul cemento indoor per il serbo.

Tedeschi imbattibili? – La Mercedes conferma la sua imbattibilità in questo inizio di stagione, e a giudicare dai distacchi su asciutto e bagnato, l’unica che può portarle via il campionato è la sua stessa disattenzione. Due piloti forti che vanno forte contemporaneamente, si sa, sono un recipe for disaster: ne sa qualcosa lo stesso Hamilton che, finalmente in possesso di una monoposto competitiva, cercherà di bissare il successo del 2008, evitando una bagarre simile a quella con Alonso in McLaren che nel 2007 gli costò il titolo iridato all’ultima gara. Certo, Lewis è a dir poco un’altra persona, e nonostante in classifica primeggi Rosberg, l’inglese sembra imbattibile. Gli appassionati e i tifosi delle altre scuderie sono già lì a sperare in una rimonta tecnica delle altre squadre, per un campionato più aperto: le nuove regole promettevano più spettacolo, dopo gli anni del disarmante dominio Red Bull, ma potrebbero aver creato un altro “mostro”.

Hamilton trionfa in MalesiaRed Bull mai morta – I campioni del mondo in carica avevano avuto un inverno difficile – dicevano, probabilmente soprattutto a causa di una power unit Renault in ritardo di sviluppo – dicevano, ma si è rivelato quasi tutto una pretattica: in realtà, gli uomini di Mateschitz sono la seconda forza del campionato, indietro rispetto alla Mercedes, ma decisamente avanti alla Ferrari. Le uniche pecche RBR, per ora, sono state l’affidabilità e l’allegra gestione del muretto, come emblematicamente raccontato dalle splendide prestazioni di Ricciardo in Australia e Malesia, finite con la bellezza di zero punti. In ogni caso, il potenziale c’è: insomma, una Red Bull che le ali le aveva solo nascoste.

FF: Fallimento Ferrari? – Gli uomini di Maranello, nonostante la latente ondata di sfortuna malese – Alonso è centrato in qualifica dal terribile ragazzino russo Kvyat, Raikkonen invece in gara dal bimbo danese Magnussen -, non possono essere soddisfatti per ciò che hanno fatto vedere finora: la macchina è lenta in rettilineo e, seppure il potenziale aerodinamico per l’inserimento in curva è notevole, l’erogazione della potenza e la gestione elettronica della frenata sono ancora così problematici da essere visibili a occhio nudo, dalla tv. Onestamente, la F14T non sembra una vettura nata un anno fa. Vediamo cosa s’inventeranno le nuove grandi teste portate a Maranello negli ultimi mesi. Certo è che la sveglia suona, e qualcuno continua a spegnerla.

Nuove regole, nuove sanzioni – Dopo l’exploit della squalifica di Ricciardo in Australia, la FIA continua a mostrare il suo potenziale sanzionatorio 2014 anche in Malesia: con eccessiva facilità vengono puniti svariati piloti con il nuovo stop/go di 5 secondi da aggiungere alla sosta tecnica. In particolare, punire Bianchi è sembrato davvero assurdo: sebbene nessun commentatore tv se ne sia accorto, appariva evidente che il pilota francese della Marussia avesse la gomma posteriore sinistra bucata. Dunque si può punire un pilota che colpisca un altro pilota perché ha una macchina inguidabile, tra l’altro a causa di un altro incidente precedente, il cui responsabile – Vergne – non venga invece punito? Le gare sono già abbastanza avare di “racing”: se la FIA punisce i contatti gara, allora che senso ha poi sviluppare regole che favoriscano il divertimento?

DjokovicSerbian Master – Dall’altra parte del mondo, a Miami, invece, Novak Djokovic ha avuto la meglio, in soli spenti due set, del maiorchino Rafa Nadal, arresosi 6-3 6-3 alla fine di un match in cui è apparso stanco fisicamente, ma soprattutto mentalmente. Un incontro, quindi, estremamente interessante soprattutto sotto il punto di vista delle statistiche: era lo scontro numero 40 tra i due campionissimi, con il serbo che raggiunge la sua vittoria numero 18 contro lo spagnolo, fermo a 22 dopo aver perso gli ultimi 3 scontri diretti. Inoltre, Djokovic, ora tornato in grande forma, dopo aver perso la lunga battaglia con Wawrinka ai quarti di finale degli Australian Open, riesce ora a portarsi a casa il secondo Masters 1000 consecutivo della stagione: due settimane fa aveva trionfato a Indian Wells, il primo 1000 dell’anno. Così facendo, Djokovic raggiunge Rafa Nadal anche nella speciale classifica delle vittorie nei Masters 1000: ora sono 14 ciascuno, dal 2009, cioè da quando i vecchi Masters Series sono stati riformati e hanno preso l’attuale denominazione.

È interessante notare come anche nel 2011, anno della sua consacrazione, Nole vinse Indian Wells e Miami: andò poi a conquistare i Masters di Madrid, Roma e Montreal, e ad accaparrarsi 3 Slam su 4, mancando soltanto la vittoria sul rosso parigino, ma consolandosi con l’ascesa al numero 1 della classifica mondiale. Si ripeterà anche nel 2014? I presupposti ci sono: anche quest’anno è 2 del mondo, come 3 anni fa, ma le stagioni ATP sono ormai lunghissime ed estenuanti, si sa, quindi davvero tutto può accadere.

Arriva il rosso – Nel frattempo ci avviciniamo sempre più rapidamente a uno dei momenti più attesi per noi italiani. La stagione del rosso è infatti ormai alle porte: il prossimo fine settimana è dedicato alla Coppa Davis, e gli sguardi nazionali sono puntati sul Tennis Club di Napoli, dove i ragazzi terribili di Barazzutti proveranno a scardinare la Gran Bretagna guidata da Andy Murray e tornare in semifinale dopo 16 anni. Poi parte il tour de force della terra rossa: si parte dal Masters 1000 di Montecarlo dal 13 aprile, si passa per il Masters 1000 di Madrid, tornato al rosso dopo il folle esperimento della terra blu, e poi dall’11 maggio l’amatissima tappa romana del Foro Italico, per arrivare allo spettacolo della coppa dei Moschettieri, il trofeo del Roland Garros che verrà assegnato domenica 8 giugno.

 

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Luciano Di Blasio

Nasce a Lanciano (CH) il 20/03/1987 e cresce a Ortona (CH): un abruzzese dalle velleità internazionali. Maturità scientifica (100/100, premiato dalla fondazione De Medio) a Francavilla al Mare (CH), vince il premio come miglior studente di matematica della provincia di Chieti. Vive un anno a Newcastle (UK) studiando ingegneria elettronica, sei mesi a Rio de Janeiro. Si laurea in Lingue e Letterature Moderne (Tor Vergata, inglese e portoghese) con una tesi in letteratura inglese post-coloniale sullo scrittore nigeriano Ken Saro-Wiwa. Attualmente iscritto al secondo anno Corso di Laurea Magistrale in International Relations (Scienze Politiche, LUISS). Membro fondatore dell'associazione GiovaniRoma 2020. Drogato di letteratura, politica, F1, tennis e calcio.
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