L’Europa ha sconfitto la malaria: nessun caso endemico nel 2015

15/12/2015 di Laura Caschera

Secondo il “World Malaria Report 2015” dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, più della metà dei 106 paesi che nel 2000 combattevano contro la malattia, hanno ridotto i loro casi del 75%.

Zanzara

Notizie importanti nella lotta contro la malaria. Per la prima volta in Europa non è stato registrato nessun caso di malaria endemica. Secondo il “World Malaria Report 2015” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, più della metà dei 106 paesi che nel 2000 combattevano contro la malattia, hanno ridotto i loro casi del 75%. Nell’Africa Subsahariana, la zona più colpita, la prevenzione ha contribuito a ridurre i costi. Hanno concorso al risparmio le zanzariere trattate con gli insetticidi, seguite da terapie combinate basate sull’artemisinina e da ambienti trattati con appositi insetticidi. “Fin dall’inizio del secolo, gli investimenti in prevenzione della malaria e gli appositi trattamenti hanno evitato oltre 6 milioni di morti”. Queste le parole del direttore generale del WHO, Margaret Chan. “Sappiamo cosa funziona, la sfida adesso è fare ancora di più”.

Le conquiste sottolineate dal report sono state rese possibili grazie a una forte leadership a livello regionale, al supporto tecnico da parte del WHO e all’assistenza finanziaria del Fondo Globale per combattere l’AIDS, la Tubercolosi e la Malaria.

Dal 2000 il tasso di mortalità è diminuito dell’85% nell’area del Sud-est asiatico, del 72% nella regione delle Americhe e del 64% in quella del Mediterraneo orientale. In Africa, nonostante la malattia continui a mietere numerose vittime, negli ultimi anni i casi di malaria sono diminuiti del 66% tra i gruppi di tutte le età, e del 71% tra i bambini sotto i cinque anni. Queste figurano tra le novità cruciali dell’analisi condotta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

I risultati più importanti sono stati ottenuti grazie allo sviluppo di strumenti a basso prezzo per tenere sotto controllo la malattia. Infatti, fin dal 2000, sono state distribuite in Africa Subsahariana quasi un miliardo di zanzariere trattate con insetticidi. Rapidi test diagnostici, poi, hanno reso possibile distinguere facilmente tra febbri malariche e non, per somministrare in tempo i trattamenti utili. Anche le terapie combinate basate sull’artemisinina, introdotte su larga scala fin dalla scorsa decade, hanno reso possibile affrontare e sconfiggere il “Plasmodium Falciparum”: il parassita malarico più letale e diffuso.

Nonostante i progressi, la strada è ancora lunga. Almeno 3,2 miliardi di persone – circa metà della popolazione globale- sono a rischio malaria. Nel 2015 ci sono stati 214 milioni di casi stimati della malattia, e circa 438,000 persone sono morte. Quindici paesi, la maggior parte dei quali in Africa, registrano il maggior numero di casi (l’80%) e di morti (il 78%). Nel numero più considerevole di queste nazioni, il debole sistema sanitario continua a rendere difficile il progresso nella lotta contro la malattia. Milioni di persone, infatti, non riescono a ricevere le adeguate cure. Nel 2014, circa un terzo dei soggetti a rischio malaria nell’Africa Subsahariana vivevano in case senza zanzariere trattate o altri metodi di prevenzione.

“Più diminuisce il peso globale della malaria, più continuano ad emergere nuove sfide”, spiega il Dottor Pedro Alonso, direttore del Programma Mondiale del WHO contro la Malaria. “Nella maggior parte dei paesi, il progresso è minacciato dal rapido sviluppo e dalla diffusione delle zanzare resistenti agli insetticidi”. Anche la resistenza ai medicinali potrebbe contribuire a mettere a repentaglio gli importanti progressi compiuti fin’ora, sottolinea Alonso.

Nel maggio 2015 l’Assemblea dell’OMS ha adottato il “WHO Global Technical Strategy for Malaria 2016-2030”. Il programma dovrebbe portare al controllo della malattia in tutti i paesi endemici. Il progetto si pone obiettivi ambiziosi, ma da raggiungersi entro il 2030. Nel “Global Technical Strategy” sono inclusi la riduzione globale della diffusione della malaria e della mortalità almeno del 90%. Centrale anche la prevenzione del risorgere di focolai in paesi che ora non registrano nessun caso di malaria.

Questi obiettivi, per essere raggiunti, richiedono uno sforzo da parte dei governi di tutti i paesi, oltre che un aumento dei fondi stanziati per sconfiggere la malattia.

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Laura Caschera

Nasce a Roma nel 1990. Si diploma al Liceo Classico “Luciano Manara” e nel 2014 si laurea in Giurisprudenza presso la facoltà “Roma Tre”. Coltiva da tempo la passione per l'arte, la musica e lo spettacolo. Ha frequentato la scuola romana di teatro “Teatro Azione”
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