L’euroabbandono, la solitudine della Grecia

17/02/2013 di Monica Merola

grecia-crisi-unione-europeaLe faremo sapere”. Questa è la cosa peggiore che possa capitare a chi sostiene un colloquio di lavoro. Una temutissima frase che lascia il malcapitato in questione a galleggiare in una indefinita nebbia. Molto meglio un no di un forse, ma l’Europa della cancelliera Merkel non sembra essere dello stesso avviso, ed il paese che ne sta pagando le conseguenze più salate è la Grecia, la cui situazione ormai è vicina al tracollo. Disoccupazione, criminalità, violenza, tutte sfumature della fame che dilaga nel paese padre della civiltà e della democrazia.

Il resto dei PIGS – così sono stati definiti i paesi che secondo il resto del Concerto come “porci” hanno appestato con i loro debiti il vecchio continente – sono il Portogallo, l’Italia e la Spagna. L’Ellade, territorio immensamente pregno di storia e di fascino, è destinato al collasso irrimediabile. Ma a differenza degli altri tre – che comunque non se la stanno passando bene sotto molti aspetti – ha un solo modo per sperare di rinascere come un’araba fenice: uscire dall’Eurozona.

Come un bambino a cui si sbuccia un ginocchio e che fatica a staccare il cerotto, così la Grecia rimanendo ancorata alle logiche economiche e di mercato europee (in soldoni, al soldo) non ha alcuna speranza di riconquistare se non l’autonomia, quantomento il pane per il popolo.

Da mesi ormai le proteste incendiano il paese, i furti e le rapine sono all’ordine del giorno, e la disperazione dilaga. I produttori di beni di prima necessità – quindi principalmente del settore agroalimentare – , stanchi delle logiche economiche dettate dai paesi membri più potenti, hanno iniziato a non distruggere l’avanzo di produzione regalandolo alle persone affamate dalla crisi, e facendo scendere gli standard di prezzo fissati dall’EU.

Come è possibile che la culla della democrazia e della civiltà sia così malridotta? E soprattutto com’è possibile che il centro-nord Europa non comprenda la necessità di accompagnare la Grecia in un percorso di uscita ma di rinascita, senza scacciare la patria della filosofia dal proprio gregge?

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Monica Merola

Dopo aver conseguito la maturità classica ottiene la laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso "La Sapienza", con una tesi su Anna Politkovskaja. Giornalista pubblicista da marzo 2012 , non scrive per vivere ma vive per scrivere.
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