Letta Grinch, Alfano Pinocchio: se la realtà non esiste

21/12/2013 di Andrea Viscardi

Altro che Babbo Natale, il nostro governo è divenuto oramai una barzelletta, piena di personaggi degni della migliore fiabistica

Alfano

“Lo dico a tutti coloro che in Italia vorrebbero che invece del buon padre di famiglia ci fosse Babbo Natale”, le dichiarazioni di Enrico Letta di ieri sono note e riassumibili nel concetto: non possiamo accontentare le richieste di tutti, perché questo significherebbe bancarotta. Un concetto chiaro, preciso, condivisibile. Almeno parlando astrattamente. In concreto, invece, la questione è ben lungi dall’essere così semplice. I padri, solitamente, se nel nucleo famigliare c’è qualche problema economico, tentano di tagliare le spese o di trovare qualche modo per aumentare le entrate, e magari così facendo qualche regalo, ai figli, riescono anche a farlo. Invece, a Palazzo Chigi, non ci sono né padri di famiglia né Babbo Natale.

Enrico Letta, il gioco d'azzardo e Babbo NataleDi modi per tagliare la spesa, o aumentare le entrate, ve ne sarebbero a bizzeffe. Non ultima una considerazione che in pochi hanno fatto durante questi ultimi giorni di polemiche sul gioco d’azzardo: qualcuno sa, su di un fatturato di circa 90mlrd di euro – il primo in Europa – quale sia la tassazione? Lo 0,6% per i casinò online, il 3% per le videolottery, il 12,6% per le slot machine ed il 16,5% per i Gratta e Vinci. Insomma, basterebbe portare questi valori ad un livello più ragionevolmente alto e un bel regalo natalizio, forse anche più di uno, potrebbe uscire. In primis, magari, gioverebbe ad aiutare il milione di ludodipendenti del nostro Paese. Invece, la lobby del gioco d’azzardo, dopo aver fatto il colpaccio riuscendo a far inserire, nel decreto imu di settembre, con l’articolo 14, uno sconto di quasi 2 miliardi sulla condanna pendente, per poco non si replicavano, con l’emendamento presentato da una deputata del NCd alla legge di stabilità, atto a punire i comuni virtuosi in materia e fermato, in extremis, da Matteo Renzi. Letta ha perfettamente ragione, è proprio un buon padre di famiglia. Quello che mentre i figli muoiono di fame e aspettano i regali sotto l’albero, va a giocarsi lo stipendio alle slot. Un Grinch.

Un plauso, in questa settimana, anche ad Angelino Alfano, leader del Nuovo Centrodestra. In un tripudio di eloquenza e passione, il vicepremier si è lasciato andare, fieramente, ai microfoni:  “In mattinata sono stati arrestati altri due latitanti, quindi siamo arrivati a 51 latitanti arrestati. Ecco, questo è lo Stato che funziona, questo è lo Stato verso cui i cittadini italiani possono avere un giudzio positivo e nutrire grande fiducia”. Peccato che si riferisse a due carcerati – rei di diversi omicidi – fuggiti dalle strutture di sicurezza grazie ad un “permesso premio“. Parole che avranno fatto storcere il naso a qualcuno, passate quasi inosservate per l’assuefazione del nostro Paese alla manipolazione della realtà. Penserà lo stesso anche il panettiere sequestrato per alcune ore da una persona instabile di mente, dopo essersi visto rubare la macchina e aver temuto per la sua vita. Pinocchio!

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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