Concorso per la Carriera Diplomatica 2013? Rischio di ricorso da parte dei non ammessi

25/06/2013 di Andrea Viscardi

Sei domande abbuonate per imprecisioni e ambiguità, è polemica tra i partecipanti

Concorso carriera diplomatica 2013, MAE, foto: Ansa

Concorso per la carriera diplomatica – Poche settimane fa si sono tenute le preselettive del concorso per l’accesso alla carriera diplomatica, appuntamento di fondamentale importanza per tutti coloro che aspirano, un domani, a rappresentare il nostro Paese nel Mondo. Un concorso tra i più complessi e selettivi presenti in Italia. Per partecipare, la maggior parte dei candidati, oltre al proprio percorso di studi, dedica un anno aggiuntivo a prepararsi attraverso dei master molto costosi, come quello della SIOI, oramai una tappa fondamentale per gli aspiranti diplomatici.

Rischio ricorso – Un concorso che dovrebbe essere di grande importanza anche per il MAE, ma che, evidentemente, è stato colpito da un fenomeno diffusissimo in ogni settore del nostro Paese, compresi quelli che meno lo dovrebbero essere: la superficialità. Infatti, durante la prova pre-selettiva, è avvenuto un episodio passato in sordina, ma che rischia addirittura di causare un ricorso per vie legali.

Domande abbuonate – La prima fase della prova, infatti, era costituita da 60 domande, a cui rispondere in un’ora di tempo. Gli studenti hanno scoperto però, una volta valutati, che sei di queste domande erano state – cito letteralmente – “abbuonate per tutti perché considerate non univoche o contenente elementi di possibile ambiguità” (vedere immagine). La quota di passaggio del test era di 40 domande su 60, quindi, a conti fatti, il 10% delle domande era da considerarsi fuorviante e ambiguo. Una situazione che dovrebbe avvantaggiare – in linea generale – tutti i partecipanti, ma che in realtà può aver portato più di un problema.  Molti sostengono di aver perso tempo prezioso cercando di risolvere il rebus dell’ambiguità e di non essere riusciti, così, a completare in modo idoneo il test.

Concorso carriera diplomatica 2013
Ecco un esempio (modificato in toto per quanto riguarda le risposte, così da garantire la privacy) di cosa si sono trovati davanti gli iscritti al concorso

Superficialità e imprecisione – Un esempio è la seconda domanda: “Quali stati firmarono l’armistizio di Villafranca l’11 luglio 1858?”.  Ora, l’ambiguità in questione – senza considerare che l’anno era il 1859 – si presenta perché, a rigor di logica, la risposta attesa sarebbe stata Francia, Regno di Sardegna e Impero asburgico. In realtà, però, la scelta dell’armistizio fu una decisione unilaterale presa dalla Francia di Napoleone III,  l’Italia – dopo la reazione negativa di Cavour che si scontrò con Vittorio Emanuele II e presentò le proprie dimissioni – appose la propria firma solo nella mattinata del 12 Luglio. Quindi, stricto sensu, la risposta corretta sarebbe stata Francia e Impero asburgico. Un’altra delle domande in questione era riferita alla Pace di Losanna del 1912, chiedendo cosa avesse comportato per la Turchia. Ora, il trattato in sé stabili l’amministrazione civile italiana in Tripolitania e Cirenaica, subordinando l’abbandono dell’occupazione italiana dalle isole del Dodecaneso allo “sgombero dalla Tripolitania e dalla Cirenaica, degli ufficiali, dalle truppe e dai funzionari civili ottomani”. De facto, però, l’Italia mantenne il controllo delle isole sino al 1919, quando le furono assegnate definitivamente dalla pace di Sèvres. Le risposte, quindi, risultano molto ambigue, quale scegliere tra “la perdita della sovranità sulla Libia” e “la perdita della sovranità sul Dodecaneso”? Utilizzando il termine “comportare“, si autorizza a considerare legittime entrambe le risposte o, meglio ancora, nessuna delle due. La domanda diviene ancora più ambigua per un’altra inesattezza, e cioè che, allora, non si parlava di Libia, ma di due regioni ben distinte: quelle della Tripolitania e della Cirenaica. Per quanto queste andassero a comporre quella che viene chiamata Libia, all’interno del trattato di pace, non si fa alcun riferimento ad essa.

Conseguenze – La questione è probabilmente destinata a finire nel dimenticatoio, ma qualche decina di iscritti al concorso ha deciso di presentare ricorso. Il rischio più remoto è quello che la magistratura possa emanare – previo ricorso in via cautelare – un atto di sospensione del concorso. Un’altra possibilità è quella che molti vengano ammessi, con riserva, alla prove scritte. La prima certezza è che questo errore ha danneggiato tutti: da una parte chi è stato rallentato a causa di queste imprecisioni e non è riuscito a completare con successo il test, dall’altra chi sarebbe passato anche qualora le domande non fossero state “condonate”, che si ritroverà a competere con un numero maggiore di persone, ammesse proprio per le domande abbuonate.

La seconda certezza, ancora più grave, è che errori di questo tipo sono inammissibili in qualsiasi tipo di concorso pubblico, ancor di più in quello che probabilmente è tra i più prestigiosi e importanti di tutto lo Stato. Una figura non delle migliori, quella del MAE, e una mancanza di rispetto verso chi, per cercare di accedere alla carriera diplomatica, ha speso anni di studio e fatica.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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