Legge Severino: Ok dalla Consulta, e De Magistris assolto. E De Luca?

22/10/2015 di Luca Andrea Palmieri

Il sindaco di Napoli, ormai a pochi mesi dalla fine del suo mandato, non ha più nulla da temere per il caso relativo all’inchiesta “Why not?”, che pure si avviava a cadere in prescrizione. Diverso il caso del Governatore della Regione, che deve attendere sia il secondo grado di giudizio che le scelte della Corte Costituzionale sulla sua questione, in un labirinto di possibili conseguenze

L’assoluzione di Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, per il processo relativo all’inchiesta “Why not?” chiude in maniera tanto improvvisa quanto stentorea una questione giudiziaria e politica protrattasi per anni. Il sindaco era stato indagato, e condannato in primo grado, per i fatti accaduti quando era pm a Catanzaro. Nell’ambito dell’inchiesta, avrebbe ottenuto ed utilizzato tabulati telefonici di riferimento a Parlamentari e membri del Governo senza passare per la dovuta autorizzazione da parte delle Camere: Il reato supposto dall’accusa era di abuso d’ufficio, scelta confermata dal primo grado di giudizio con una condanna a 15 mesi di carcere per il sindaco.

Per via delle legge Severino De Magistris doveva essere sospeso dal suo incarico, ma era riuscito a portare la contestatissima legge davanti alla Corte Costituzionale perché si esprimesse su una presunta questione di legittimità. Una situazione che interessava anche un’altra, altrettanto celebre, “vittima” della scure impostata dall’ex ministro della Giustizia: Vincenzo De Luca, oggi presidente della Regione Campania e a sua volta in attesa del secondo grado di giudizio per una condanna in abuso d’ufficio.

La Corte Costituzionale, solo due giorni fa, ha rigettato il ricorso di De Magistris contro la legge Severino. Ieri, però, i giudici della Corte d’Appello di Roma hanno deciso sull’innocenza dello stesso sindaco di Napoli. “Il fatto non sussiste”: un’assoluzione con formula piena e, soprattutto, nel merito, data l’imminenza di una prescrizione. La corte, accogliendo la tesi della difesa per cui il sindaco, al tempo del suo incarico di magistrato, non aveva intercettato volontariamente le utenze parlamentari e governative, ha definitivamente chiuso la questione della sua sospensione. Da questa interpretazione, di merito, non si torna indietro, visto che la Cassazione si occupa solo della forma del processo. In questo modo, dubbi sulla presunta colpevolezza di De Magistris non ne restano. Permangono, invece, sulla legge Severino in sé, come fa notare proprio De Magistris: cosa sarebbe accaduto se, in seguito alla condanna di primo grado De Magistris si fosse dimesso?

E’ un vulnus, quello dell’esclusione da un incarico pubblico di persone non ancora arrivate in fondo a un procedimento legale (e che, come nel caso De Magistris, potrebbero scoprirsi totalmente innocenti), più complesso del puro ambito di applicazione della legge Severino. Riguarda le questioni della qualità della comunicazione giudiziaria in Italia – con soggetti spesso considerati colpevoli “a priori”, ben prima della sentenza definitiva– e della qualità della giustizia italiana. Come spesso accade sono stati superati i termini della prescrizione, segno che le tempistiche della magistratura restano sempre incompatibili con la velocità di cambiamento dell’opinione pubblica, oltre che rispetto alla pura logica della lunghezza di un processo.

Spettatore interessato di tutta la questione è il già citato De Luca, la cui posizione giuridica è più in bilico di quella di De Magistris: si parla persino di una richiesta dei pm per un’ulteriore condanna per peculato (che porterebbe alla decadenza immediata anche senza l’intervento della Severino). Ma anche qui i dubbi sullo sviluppo della situazione restano: non è affatto detto che la condanna in secondo grado arrivi. Al momento, De Luca, non si muove dalla sua posizione. La sua nomina a Presidente della Regione fu confermata anche grazie alla sospensione della stessa Severino in attesa del giudizio di Costituzionalità; non in riferimento al ricorso di De Magistris, ma ad uno separato portato innanzi alla Consulta proprio da De Luca e dai suoi avvocati. Una causa molto più ampia, che punta con più forza su due punti non trattati dalla causa De Magistris: la disparità di trattamento, secondo la legge, tra sindaci/governatori e parlamentari, con i secondi per i quali non è prevista la sospensione dall’incarico. E l’eccesso di delega, visto che l’abuso d’ufficio non era presente tra i reati coinvolti nella formulazione di legge richiesta al Ministro dalle Camere.

Ricapitolando, la situazione è ancora molto fluida. De Luca è al sicuro quantomeno sino alla sentenza della Corte Costituzionale sulla sua questione di legittimità contro la legge Severino, sentenza non ancora calendarizzata. Qualora la Consulta si esprimesse contro De Luca, la sospensione diverrà attiva e sarà il vice-governatore a fare le sue veci, in attesa della sentenza definitiva sull’accusa principale di abuso di ufficio. Un’accusa il cui esito è un altro terno al lotto: si va dalla possibilità di assoluzione con formula piena (con conseguente conclusione, come per De Magistris, del caso in via definitiva) ad una condanna ulteriore per peculato (c’è ancora da vedere se sarà accolto il ricorso in appello), che ne sancirebbe la decadenza. Nel mezzo c’è tutto l’ambito delle possibili sentenze della Corte d’Appello. Tutto può succedere.

Ancora una volta, è nei labirintici corridoi dei palazzi di Giustizia che si decidono le sorti della politica italiana. C’è chi festeggia, come De Magistris, che pure ha dovuto aspettare fino a pochi mesi dalla fine del suo mandato per avere la tanto agognata assoluzione. C’è chi ha motivi di preoccupazione, come De Luca, coinvolto in una questione talmente arzigogolata che prevederne la fine è impossibile, ormai quasi indipendentemente dal reato originale. Una tendenza fin troppo presente nel nostro paese, nei molti casi in cui giustizia e politica si incrociano.

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Luca Andrea Palmieri

Nasce a Napoli il 3/11/1984 e decide a 7 anni di voler diventare giornalista, ma è troppo curioso per non svariare tra gli interessi più diversi lungo tutto il suo periodo di formazione. Dopo varie fluttuazioni tra lavoro, studi ed esperienze all’estero si laurea presso la LUISS Guido Carli in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica, indirizzo Istituzioni Politiche e Amministrative. Continua ad avere problemi col fatto di essere interessato più o meno a tutto lo scibile umano.
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