La legge di Okun e Beppe Grillo

27/05/2014 di Giovanni Caccavello

La relazione tra la crescita produttiva e il cambio del tasso di disoccupazione non equivale ad un rapporto di uno a uno e non è costante, a dispetto di ciò che Grillo cerca di far credere

Disoccupazione giovanile

L’economia è una scienza sociale – Nel corso degli ultimi anni, sia a causa della crisi economica che a causa della crescita esponenziale dei social network tutti si sono trasformati in economisti. La politica ed i media hanno fatto da ponte a questo processo creando centinaia di migliaia di futuri potenziali professori e accademici, tutti che sventolano la loro verità assoluta, utilizzano informazioni e dati provenienti da qualsiasi sito senza badare alle fonti – tanto che differenza c’è tra i dati raccolti ogni giorno dal Fondo Monetario Internazionale o i dati spiattellati in prima pagina da un qualsiasi sito “complottista” – e predicano le teorie più strane e bizzarre.

Oggi potremmo tranquillamente dire che l’Italia non solo è il paese degli allenatori e dei cantanti ma è anche la nazione degli “economisti”. Non ultimo partecipante a questa nuova interessante e incredibile categoria rientra ovviamente Giuseppe Piero Grillo (alias Beppe Grillo). In questo articolo non ci sarà alcuna critica al Leader Maximo del Movimento 5 Stelle ma partiremo proprio da una sua “verità” gridata durante uno sei suoi ultimi “show di piazza” prima del voto di due giorni fa: “…quindi se il PIL decresce dello 0,4% vuol dire che ci sono 400 mila disoccupati in più”.

Economia vs Calcio  – Fortunatamente o sfortunatamente l’economia, scienza sociale per eccellenza, è più complicata di quanto la gente voglia far credere. Nel calcio solitamente se una squadra gioca male e perde, si può cambiare allenatore oppure raccontare al bar di come si sarebbe dovuta fare la campagna acquisti o di quali giocatori sarebbero dovuti scendere in campo. L’economia è diversa ed è leggermente più complessa: non basta cambiare allenatore o i giocatori in campo perché esistano leggi, teoremi e teorie ben definite dalle quali non si può prescindere e perché i giocatori in campo siamo tutti noi, singoli agenti.

La frase di Grillo è infatti priva di qualsiasi fondamento. L’unica idea è quella di spaventare le persone e di raccontare fatti non veri.

Arthur Melvin Okun. Fonte: Wikipedia.
Arthur Melvin Okun.
Fonte: Wikipedia.

La Legge di Okun – In ambito macroeconomico la relazione di cui parla in modo sgangherato Beppe Grillo è stata descritta nel 1962 da Arthur Melvin Okun, economista statunitense, all’interno di una legge, che riprende proprio il suo nome.

Questa legge ci spiega come la relazione tra crescita produttiva e cambio del tasso di disoccupazione non sia costante e non sia uno ad uno. Ciò significa che una crescita produttiva dell’1% non equivale ad una riduzione del tasso di disoccupazione dell’1% e viceversa. Una situazione del genere si creerebbe solo se supponiamo che la produzione si muova uno a uno con l’occupazione e se rendiamo costante il dato relativo alla forza lavoro.

Ogni economia è un “mondo” a se – Come Okun spiegò in maniera molto brillante queste ipotesi non reggono né a livello teorico, né tantomeno a livello pratico. Se si prendono i dati degli Stati Uniti a partire dal 1960 al 2007 si può notare come l’economia americana debba crescere annualmente del 3% per evitare che il tasso di disoccupazione cresca rispetto all’anno precedente. Questo semplicemente perché, per mantenere un tasso di disoccupazione costante, l’occupazione deve crescere dello stesso tasso della forza lavoro.

Se poi aggiungiamo anche il dato della produttività – output per lavoratore – , allora la crescita produttiva deve essere uguale alla somma della crescita della forza lavoro e della crescita della produttività lavorativa. Di conseguenza se la crescita produttiva risulta essere pari a questa somma, allora il tasso di disoccupazione rimarrà costante.

Conclusioni – La legge di Okun è una delle tre leggi fondamentali per capire le relazioni che si instaurano tra produzione, disoccupazione ed inflazione. Queste tre relazioni vengono comunemente chiamate dagli addetti ai lavori:

Curva di Philipps, nel caso del rapporto tra disoccupazione, inflazione ed inflazione attesa;

Legge di Okun, nel caso del rapporto tra crescita produttiva e disoccupazione;

Relazione della domanda aggregata, nel caso del rapporto tra crescita produttiva, crescita ed offerta di moneta.

L’economia è una scienza sociale complicata, poco adatta ai populismi e alle parole vuote dei più.

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Giovanni Caccavello

Studente universitario Comasco, nato nel 1991 studia Economia ed International Business attualmente presso la "University of Strathclyde", prestigiosa università di Glasgow, Regno Unito. Nel corso della scorsa estate ha lavorato due mesi come analista di mercato in Cina, a Shanghai e di recente ha partecipato al G8 giovanile tenutosi a Londra come "Ministro dello Sviluppo" per la delegazione Italiana.
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