La legge elettorale europea davanti alla Consulta: un rischio per i partiti o per il paese?

10/05/2014 di Luca Andrea Palmieri

La  legge elettorale con cui si vota alle elezioni europee, nata nel 1979 ed emendata nel 2009 con l’aggiunta di una soglia di sbarramento al 4%, è stata rinviata dal tribunale di Venezia alla Corte Costituzionale. Pomo della discordia, proprio la soglia appena citata, definita “irrazionale” dall’avvocato Felice Besostri, lo stesso che portò il Porcellum di fronte alla Consulta, coi risultati che tutti sappiamo. Com’era lecito aspettarsi, visto anche il precedente della stessa legge Calderoli, il giudizio della Corte non toccherà questa tornata elettorale, ma ciò non toglie che le polemiche, in caso di una condanna dell’attuale impianto fioccherebbero.

Un caso differente – Va subito detta una cosa: la situazione non è la stessa della legge elettorale nazionale, per la quale parti abbondanti dell’impianto (in particolare le liste chiuse) erano state contestate. In questo caso l’unica contestazione è sulla soglia di sbarramento al 4%: un punto che farà piacere soprattutto ai piccoli partiti (non a caso uno dei primi a commentare, con più veemenza, è stato il segretario dei Verdi Bonelli) a scapito dei “grandi”.

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Felice Besostri, l’avvocato che ha proposto il ricorso contro la legge elettorale

Un danno relativo? – Un danno, quello prettamente elettorale, che per gli stessi partiti rischia di essere molto “relativo”, quantomeno in base alla campagna elettorale che da sempre si fa alle europee. Si è sentito finora qualcuno parlare di vittoria nel caso vengano portati più deputati al Parlamento Europeo? Francamente no: la questione per molti è tutta di cifre. Vince chi ha la percentuale più alta, perde chi ha quella più bassa. E le ripercussioni sarebbero prettamente nazionali (si pensi alle dichiarazioni, su sponde opposte, di Grillo e Delrio).

Programmi (poco) europei – C’è chi ha mai parlato del problema della vittoria dei Partito Popolare Europeo rispetto a quello Socialista, o viceversa? Persino l’influenza degli euroscettici nelle istituzioni europee, nel bene o nel male, qui da noi viene bellamente ignorata. D’altronde, salvo pochi casi decisi come la Lega, gli attuali euroscettici italiani sono sempre un po’ “all’acqua di rose”, con posizioni molto più leggere e possibiliste rispetto a partiti come il Front National francese o l’UKIP inglese, che pure pare si avviino a vincere le consultazioni del 25 maggio nei loro rispettivi paesi.

Dunque, una problematica che elettoralmente conta poco per i grandi (salvo per i Parlamentari che, miracolati della politica o volenterosi, verrebbero esclusi), ma molto per i piccoli, per dare uno slancio a forze spesso impegnate per lo più a non scomparire dall’agone politico.

Il problema del precedente – Esiste però un altro problema da considerare, quello del precedente. La Corte, conscia di questo rischio, fu molto rigorosa nella descrizione del giudizio sul Porcellum, proprio per evitare che la bocciatura di un sistema, in un ambito dove le sfumature fanno la differenza tra un tipo di elezione e un’altra, portasse a una cristallizzazione dei sistemi elettorali. E’ lo stesso caso delle liste chiuse, non escluse in sé, ma nella forma in cui erano utilizzate: era infatti prevista un’apertura a sistemi con liste chiuse molto più piccole come presenti in altri sistemi elettorali (un esempio è quello spagnolo).

Non è detto che la sentenza sulla legge elettorale europea vada ad avere esito positivo: d’altronde nella stragrande maggioranza dei paesi dell’Unione, la soglia di sbarramento esiste. Dunque non è un caso che un costituzionalista come Stefano Ceccanti vada contro l’impostazione proposta dall’avvocato Besostri, definendo “ragionevole” il meccanismo.

Corte Costituzionale Federale Tedesca
I membri della Corte Costituzionale Federale Tedesca

La sentenza tedesca – Certo, di contro c’è la sentenza della Corte Costituzionale Federale Tedesca, che sulla base di un testo simile al nostro ha definito, per la sola legge elettorale europea, illegale la soglia. L’interpretazione tedesca però si basa su un criterio di “maggiore importanza” dell’elezione del Bundestag, dove la soglia di sbarramento è utile ai fini della governabilità (definizione tra l’altro opinabile, guardando alle ultime elezioni.

Il ruolo crescente del Parlamento – Si tratta di un’interpretazione che, non a caso, Ceccanti definisce nazionalista, e che mal si adatta agli obiettivi del Trattato di Lisbona e all’idea di influenza crescente del Parlamento anche nell’elezione degli organi di “governo europeo” (non a caso da quest’anno vi è l’indicazione del Presidente della Commissione voluto dai parlamentari, base per la scelta del Consiglio): motivo in più, dal nostro punto di vista, a favore di una soglia di sbarramento che, riducendo la presenza di gruppetti di deputati fuori da ogni linea programmatica, rendano difficile lo sviluppo di questi processi. Ovviamente non è detto che la nostra Corte Costituzionale faccia lo stesso ragionamento degli omologhi tedeschi.

Rischi remoti, ma pur sempre rischi – Insomma, il rischio che si potrebbe aprirsi è che, di fronte a una scelta contro la soglia di sbarramento, si possano creare le basi perché tutte le leggi elettorali italiane non ne abbiano diritto. A dirla tutta è un rischio remoto, ma che non va sottovalutato nell’ottica del crescente aumento delle competenze del Parlamento Europeo e rispetto alle future evoluzioni della politica italiana. Sarebbero contenti i proporzionalisti puri, ma ci possiamo permettere, in un paese frammentato come il nostro, così tanti paletti di natura costituzionale da rendere la legge elettorale un monolite reduce della Prima Repubblica?

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Luca Andrea Palmieri

Nasce a Napoli il 3/11/1984 e decide a 7 anni di voler diventare giornalista, ma è troppo curioso per non svariare tra gli interessi più diversi lungo tutto il suo periodo di formazione. Dopo varie fluttuazioni tra lavoro, studi ed esperienze all’estero si laurea presso la LUISS Guido Carli in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica, indirizzo Istituzioni Politiche e Amministrative. Continua ad avere problemi col fatto di essere interessato più o meno a tutto lo scibile umano.
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