Legge di stabilità, ovvero come da antica tradizione italiana

21/12/2013 di Federico Nascimben

Il metodo utilizzato è sempre lo stesso, tutti i dubbi sono stati confermati. E il giudizio non può che rimanere negativo

Legge di stabilità

Della legge di stabilità avevamo già scritto a metà ottobre (qui), dandone già allora un giudizio negativo: “nulla di nuovo, nulla che produrrà cambiamenti sostanziali, proprio come sempre. Ma tanto a fine dicembre arriverà il maxiemedamento e verrà riscritta, come da tradizione“. Il giudizio, dopo l’approvazione da parte della Camera, non può che rimanere negativo, ma rispetto a quanto scritto ad ottobre, possiamo dire che il ruolo svolto solitamente dal maxiemendamento è venuto meno, surclassato dalla centralità del Parlamento (il nuovo “totem” di questo Governo, quando conviene ovviamente).

Legge di stabilità
Il Presidente del Consiglio, Enrico Letta.

Le parole di Letta… – Secondo il Presidente del Consiglio, “bisogna rendersi conto della situazione, sulla legge di stabilità c’è un equilibrio, aggiustato al Senato e alla Camera; dà moltissime risposte che vanno nella direzione giusta. Anche io vorrei ci fosse di più ma è quello che faremo l’anno prossimo”. Si continua quindi a rinviare nel futuro scelte più coraggiose, in nome di una “responsabilità della prudenza del buon padre di famiglia“.

… e le conseguenze delle non scelte – E infatti le conseguenze si vedono: un taglio del cuneo fiscale praticamente inesistente, ma con l’istituzione di un fondo a questo scopo che sicuramente verrà tagliato per motivi legati allo stato emergenziale dei conti pubblici; la cancellazione della seconda rata dell’IMU viene continuamente rinviata (addirittura al 24 gennaio, stando alle ultime informazioni disponibili), vista la voragine di 1,5 miliardi che ha aperto nelle casse dei comuni la detrazione per la TASI, e viste le problematiche per i cittadini residenti nelle città che hanno deliberato aliquote superiori a quella standard prevista dallo Stato (che quindi dovrebbero pagare la differenza); il valzer dell’ex IMU e l’istituzione della nuova IUC (sempre che non si cambi nuovamente idea); la rivalutazione delle quote della Banca d’Italia approvata in fretta e furia, ma rinviata anch’essa a Gennaio per “aspettare il parere definitivo della BCE”.

Le antiche tradizioni da salvaguardare – Niente di nuovo, oltre ai soliti annunci da parte di fatidiche “sentinelle antitasse” o di “cambidirottisti” rispetto al passato oppure, ancora, da parte di chi sostiene che sia la “prima finanziaria che non aumenta la pressione fiscale”. Nel complesso, infatti, secondo la Commissione Bilancio della Camera, la legge di stabilità si compone per il 63% di nuove entrate, aumentandole nel triennio preso in considerazione di 98 miliardi, e aumentando nello stesso periodo la spesa corrente di 75 miliardi. Si continua a navigare a vista, prediligendo soluzioni di stampo emergenziale, senza svolte e, quando si prova a riformare qualcosa (vedi IMU e cuneo fiscale), non si producono altro che danni e inutile confusione (vedi Banca d’Italia e TASI). Ma non si perdono neanche antichi vizi, come le classiche valangate di microfinanziamenti a pioggia (qui). E le conseguenze – oltre a quelle precedentemente evidenziate – non possono che essere gli assurdi acconti per le imprese che riescono a superare il 100%, oppure gli estemporanei aumenti (per il 2014, in teoria ovviamente) di IRES solo per le banche di 8,5 punti i cui costi – inutile dirlo – ricadranno inevitabilmente su imprese e famiglie. Eppure, nonostante tutto, c’è chi – come lavoce.info ha fatto recentemente – qualche idea per non arrendersi ce l’ha. Ma se continuiamo di questo passo non si può che dare ragione a chi – come Confindustria – parla di “crisi come una guerra” che – aggiungiamo noi – cerchiamo di aggravare, portando avanti pratiche desuete, invece che di vincere.

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Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
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