La legge sul cyberbullismo approvata dalla Camera

21/09/2016 di Marco Bruno

Non sono mancate le critiche al testo, approvato a larga maggioranza, che ha l’obiettivo di contrastare un fenomeno crescente negli ultimi anni. Ma cerchiamo di capire, più nello specifico, di cosa si occupa il disegno di legge, che comunque dovrà affrontare un ulteriore passaggio al Senato.

Dopo oltre un anno di discussioni parlamentari e modifiche, la legge sul cyberbullismo ha quasi terminato il proprio iter legislativo. Il testo è stato presentato dalla senatrice del Partito Democratico Elena Ferrara dopo il suicidio di Carolina, una studentessa originaria di Novara. Il testo ha trovato l’approvazione da parte di una fetta importante del Parlamento, che ha dato il via libera con 248 si, 73 no e 48 astensioni e prende il nome di “Tutela dei minori per la prevenzione e il cyberbullismo”.

La Camera dei deputati consegna così questa normativa al Senato per la terza lettura, dove il testo, approvato nel maggio 2015, era stato votato all’unanimità. Il motivo di questo cambiamento nel risultato del voto, che parte dalle opposizioni sta nelle tante modifiche da cui è stato investito il testo. Fra le più importanti spicca quella relativa al passaggio dalla prevenzione del fenomeno del bullismo informatico alla netta attenzione mostrata verso il lato punitivo. Inoltre, se nel primo testo si faceva particolare riferimento ad una protezione verso i minorenni, nel testo attuale anche i maggiorenni sono destinatari del provvedimento.

La stessa Elena Ferrara ha criticato l’attuale costituzione del disegno di legge, ritenendolo compromesso nella sua efficienza. Il problema sta proprio nell’ampliamento delle norme alla generalità dei soggetti: da un lato potrebbe annacquarne l’efficacia dell’intervento, soprattutto preventivo. Dall’altro ci sarebbe il rischio di veri e propri atteggiamenti censori, con pene sproporzionate all’entità dei fatti.

Nel primo articolo della legge viene individuata l’identità del bullo e viene data una definizione di cyberbullismo che consiste in un atteggiamento aggressivo o molestie ripetute verso la stessa vittima. Tali comportamenti, per essere rilevanti, devono essere in grado di provocare alla persona coinvolta ansia, isolamento o emarginazione e possono consistere in violenze psicologiche o fisiche, ma anche in vessazioni, minacce, ricatti o furti. Se una persona è vittima di atti di cyberbullismo, può chiedere personalmente, o tramite il genitore o il tutore in caso di minori, che il gestore del sito internet o del social network oscuri, rimuovi oppure blocchi il contenuto. Se il gestore non ottempera alla richiesta entro le 48 ore, il richiedente si può rivolgere al Garante per la privacy entro le successive 48 ore per far sì che il suo desiderio venga adempiuto.

Per evitare questi fenomeni e contrastare la situazione, la Presidenza del Consiglio dei Ministri istituirà presso la propria sede un tavolo tecnico di confronto che cercherà di realizzare un piano d’azione e sarà integrato da una banca dati che ha il compito di monitorare i casi di cyberbullismo.

Ma la questione riguarda anche la scuola e, su questo punto, il Ministero dell’istruzione ha il compito di stabilire le linee di orientamento per combattere il fenomeno nelle istituzioni scolastiche. A questo proposito gioca un ruolo importante il personale scolastico dato che un docente in particolare sarà incaricato di svolgere in ogni istituto il ruolo di referente per i casi di questo tipo.  Inoltre, il fenomeno si ricollega in modo diretto con quello dello stalking online: la legge in questione ha aggravato la pena per chi esegue atti persecutori via web, che adesso può consistere nella reclusione da uno a sei anni.

La legge si inserisce in una questione molto delicata, dato che, secondo i dati di “Telefono azzurro”, si assiste ad un caso al giorno di bullismo e cyberbullismo, se prendiamo in considerazione i dati relativi all’anno scolastico passato. Una norma quindi necessaria, nel momento in cui tenda ad arginare i fenomeni degli ultimi anni che hanno portato diversi giovani e meno giovani a gesti estremi. È anche inutile ricordare casi che sono sotto gli occhi di tutti, e che hanno colpito molto l’opinione pubblica, diventando celebri sui mass media. Questa legge, in definitiva, deve essere un’occasione importante per contrastare un fenomeno crescente. Ciononostante è bene che si lavori ancora sul merito delle critiche, per avere un testo il più efficiente possibile. In questo senso, sarà decisivo l’ultimo passaggio della legge al Senato, che sarebbe bene arrivasse nel più breve tempo possibile.

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Nato a Sant'Agata di Militello (ME) il 26/02/1994. Diplomato al liceo scientifico, attualmente studio giurisprudenza presso la Luiss Guido Carli. Appassionato di musica, serie televisive e sport, spero in un mondo dove a prevalere sia l'eguaglianza
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